Medicina difensiva: buone pratiche organizzative e gestionali per contrastarla

 

“L’adozione di buone pratiche cliniche, organizzative e gestionali gioca un ruolo fondamentale per contrastare il fenomeno della medicina difensiva”. Ė quanto ha dichiarato il presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, durante il workshop “Medicina difensiva – Sperimentazione di un modello per la valutazione della sua diffusione e del relativo impatto economico” organizzato da Agenas a Roma.

Lo studio è stato effettuato in 4 regioni (Lombardia, Marche, Sicilia, Umbria) su un campione di circa 1500 medici ospedalieri. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di praticare la medicina difensiva. Le prestazioni più frequenti per cui la si pratica sono nel 33% gli esami laboratorio, sempre con il 33% gli esami strumentali, per il 16% le visite specialistiche, mentre il 6% decide di non fornire cure potenzialmente efficaci ma ad alto rischio complicazioni. Le cause principali sono: per il 31% la legislazione sfavorevole per il medico, per il 28% il rischio di essere citati in giudizio e per il 14% lo sbilanciamento del rapporto medico-paziente con eccessive richieste e aspettative. Secondo gli intervistati le azioni potenzialmente efficaci per ridurre la medicina difensiva sono per il 49% attenersi alle evidenze scientifiche e per il 47% riformare le norme che disciplinano la responsabilità professionale.

Amedeo bianco ha inoltre dichiarato: “I medici sono sotto pressione. La percezione dei professionisti soprattutto rispetto alla questione giuridico-legislativa è nettamente sfavorevole e coincide con quella delle assicurazioni per cui ci sono problemi: basso livello gestione rischio clinico in strutture; i lunghi tempi dei processi civili che superano anche i 10 anni e per cui non si riescono a conteggiare nel tempo l’entità dei risarcimenti che tra l’altro oggi in Italia sono largamente discrezionali”. Bisogna “cercare di dare soluzioni: potenziare la gestione e prevenzione del rischio in tutti i suoi aspetti; lavorare su responsabilità civile e penale correggendo situazioni anomale e inserire le tabelle per i risarcimenti. Se facciamo queste cose limitiamo anche l’impatto sulle assicurazioni”.

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Medicina difensiva: buone pratiche organizzative e gestionali per contrastarla - Ultima modifica: 2014-11-17T07:00:52+00:00 da Redazione

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