Medici, odontoiatri e personale sanitario: eroi o vittime del Covid-19?

Luigi Paglia

Il Washington  Post del 1 aprile 2020 ha pubblicato un articolo di Bill Gates su come recuperare il tempo perduto riguardo al Covid-19. 

La Gates Foundation ha proposto tre passaggi per affrontare la pandemia: vediamoli insieme.

  1. Applicare in modo completo e uniforme lo shutdown: è essenziale chiudere i battenti a livello nazionale. Infatti, la non uniformità delle misure prese e la contemporanea libertà di spostamento delle persone porta alla diffusione del virus. Nella nostra vecchia Europa dobbiamo dire che, a questo proposito, ogni Nazione è andata in ordine sparso e la capacità di coordinamento e indirizzo dell’OMS ha mostrato il fiato corto. Pensiamo poi all’incapacità di fornire mascherine alla popolazione e dispositivi di protezione agli operatori sanitari che hanno così pagato un prezzo altissimo e contribuito involontariamente alla diffusione del virus.
  2. Fare più test: ciò permette di conoscere la diffusione del virus, di individuare volontari per trial clinici e capire quando sarà possibile il ritorno alla normalità. Per stare all’Italia abbiamo avuto atteggiamenti differenti addirittura su base regionale, pensiamo ad esempio all’atteggiamento diverso adottato da due regioni confinanti come Veneto e Lombardia. Nessuno poi ha previsto  un canale preferenziale per l’esecuzione dei test sul personale sanitario più esposto al rischio di contagio. Il risultato è stato un numero altissimo di contagiati e di perdite tra tutti gli  operatori sanitari.
  3. Sviluppare cure e un vaccino con un approccio basato sui dati gli scienziati sono già al lavoro: i leader dovrebbero nel frattempo evitare di diffondere notizie non fondate. Si deve insistere sulle strade che sono già in corso. Far partire rapidamente trial clinici e poi informare il pubblico dei risultati dopodiché assicurare le cure prima a chi ne ha maggior bisogno. Ogni sera in Italia leader politici e scientifici si sono alternati a fornire dati e notizie, a volte contribuendo alla confusione generalizzata comunicando dati parziali e non conclusivi, di incerta interpretazione e spesso frutto di approcci  su base loco-regionale.

Per porre fine alla malattia ci sarà bisogno di un vaccino sicuro ed efficace e questo è possibile in almeno 18 mesi. Bisogna poi prevedere una altissima capacità di produzione del vaccino, in quanto saranno necessarie miliardi di dosi, dato che senza un vaccino i paesi in via di sviluppo hanno un rischio ancora maggiore, non potendo applicare in modo completo il distanziamento sociale e la chiusura delle attività.

Già nel 2015 Bill Gates aveva posto la questione di pensare a come prepararsi a una pandemia. Diceva allora: “È ancora possibile prendendo ora le giuste decisioni, basandosi sulla scienza, su dati certi e sull’esperienza dei medici, salvare vite...".

Siamo nel 2020, in piena pandemia, e dopo 5 anni quelle parole ci appaiono tanto profetiche quanto disattese e non so se basta gridare alle finestre #noicelafaremo per farcela davvero!

E ora rispondete voi alla domanda iniziale sul personale sanitario:"Eroi o vittime del Covid-19?". Io la mia risposta me la sono data.

Luigi Paglia
Presidente, Fondazione Istituto Stomatologico Italiano di Milano

 

Medici, odontoiatri e personale sanitario: eroi o vittime del Covid-19? - Ultima modifica: 2020-04-06T15:44:11+00:00 da Luigi Paglia
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1 commento

  1. SONO D’ACCORDO SU QUANTO SCRITTO IN QUESTO ARTICOLO, E COME MEDICO ODONTOIATRA APPROVO TUTTE LE RIFLESSIONI FATTE E LE LINEE GUDA PRESENTI NELL’ ARTICOLO SCRITTO DAL DOTTOR LUIGI PAGLIA.
    GIANLUCA DOTT. ARRIGONI

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