Matrici e anelli di nuova generazione per migliorare i restauri di II classe

La carie è una patologia ancora molto diffusa nella popolazione, e ciò fa sì che per un dentista i restauri e i successivi rifacimenti siano all’ordine del giorno.

La restorative diretta, ovvero la conservativa, impegna dunque la maggior parte del tempo all’interno di uno studio odontoiatrico. Per questo, tutti i cambiamenti che sono intervenuti negli ultimi anni mirano a ridurre i bias e i tempi clinici di queste prestazioni.

Le cavità di II classe sono tra quelle che richiedono il maggior impegno per l’odontoiatra: dovendo ricostruire il punto di contatto, si rende necessario lavorare con grande precisione e conoscere l’anatomia che questo deve avere in tutti i settori.

Di solito, nella maggior parte dei denti il punto di contatto si trova nel terzo superiore della corona, ed è via via più ampio negli elementi anteriori, diventando un’area di contatto.

I punti di contatto hanno lo scopo di:

  • mantenere la stabilità dell'arcata dentale, trasmettendo la forza lungo l'asse maggiore dei denti;
  • permettere di distribuire il cibo evitando l’accumulo in alcune zone.

Il contatto tra i denti inoltre influenza il linguaggio; in particolare, i diastemi (assenza di contatto) negli elementi anteriori alterano la pronuncia. In questi casi l’impatto è anche di tipo estetico.

Le conseguenze di uno scorretto restauro del punto di contatto comprendono:

  • spostamento dei denti;
  • forze di estrusione;
  • rotazioni;
  • stasi del cibo tra i denti.

Per ricreare correttamente il punto di contatto si utilizzano le matrici sezionali, ideate nel lontano 1871 dal dottor Louis Jack.

Pur avendo subito numerose modifiche e innovazioni da allora, i principi basilari a cui una matrice è chiamata a rispondere sono sostanzialmente gli stessi:

  1. ricreare la forma anatomica naturale del dente e il contatto interprossimale;
  2. abbracciare le pareti prossimali in modo da creare un sigillo efficace;
  3. superare di pochissimo in altezza la dimensione della parete da ricostruire.

Una delle principali modifiche che hanno subito le matrici nel corso degli anni è il passaggio attraverso le auto-matrix (che però erano nate per lo più per l’amalgama, 50 anni fa).

Oggi le matrici che meglio si adattano alla conservativa sono quelle sezionali, pensate per ricostruire con fedeltà l’anatomia interprossimale.

Alle matrici è indispensabile che si accompagnino i cunei e gli anelli necessari per tenerle ferme in posizione durante la ricostruzione e che possibilmente distalizzino allo stesso tempo anche i denti.

Un problema che però tutti i clinici avranno sperimentato è dato dal fatto che la matrice sezionale è molto sottile, e in aree di difficile inserimento rischia di deformarsi. In questo caso, si è costretti a sacrifici di sostanza dentale che, per quanto minimi, non sarebbero stati necessari.

Garrison ha dunque pensato di ovviare a questo problema e migliorare l’ergonomia di queste fasi creando delle matrici particolarmente resistenti alla flessione, dette Composi-Tight® 3D Fusion. In questo modo l’inserimento diventa molto più semplice, rapido e scevro da errori.

Una volta posizionata nello spazio interdentale, la matrice viene dapprima bloccata dal cuneo che si posiziona nello spazio interprossimale e poi ancorata alle pareti del dente da restaurare grazie a degli anelli. Talvolta, però, può capitare che lo spazio interdentale non sia adatto a ricevere i bracci dell’anello, e questo provoca una scarsa stabilità dello stesso.

Nel caso dovesse muoversi, è opportuno non iniziare la ricostruzione fino a che non si è in grado di mantenerlo in posizione, altrimenti il rischio è quello di vederlo staccarsi a metà della ricostruzione.

Esistono tecniche per la personalizzazione dei bracci dell’anello con diga liquida per risolvere criticità legate a questo step, soluzioni molto efficaci, ma che richiedono del tempo.

Per ovviare a tale inconveniente è stata realizzata una gamma di anelli che non solo ben si adatta agli spazi interdentali, garantendo comfort al paziente e stabilità della matrice grazie a delle estremità in silicone ed ai piedini che si agganciano saldamente alla base del dente, Inoltre, grazie alla loro forza ritentiva riescono a distalizzare i denti in mezzo ai quali è posizionato, per tutta la durata del restauro. Quando, a fine restauro, verranno rimossi gli anelli il punto di contatto sarà immediato ed anatomicamnte perfetto.

In particolare, le grosse cavità di II classe sono quelle che creano più problemi di adattamento dell’anello. Un nuovo anello di colore verde pensato da Garrison promette di risolvere questa criticità in modo particolarmente efficace.

Oggi i professionisti del dentale hanno la possibilità di ricorrere a una metodica consolidata, resa ancora migliore dagli strumenti a nostra disposizione. Perché non approfittarne?

Nel 2018-2019 e 2020 proprio con il sistema 3D Fusion, Garrison si è aggiudicata il premio di Dental Advisor, già ottenuto anche nei 6 anni precedenti.

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Matrici e anelli di nuova generazione per migliorare i restauri di II classe - Ultima modifica: 2020-05-15T00:00:33+00:00 da redazione

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