Lo sbiancamento che crea il passaparola

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L’esigenza estetico-cosmetica è quella che più spesso, insieme al dolore acuto, porta a ricorrere ad una prima visita odontoiatrica o ad una visita di controllo.

Il primo approccio con un nuovo curante è un momento delicato che può far sì che alla prima visita faccia seguito un rapporto di cura duraturo.

Il paziente giunge in studio con idee ed aspettative ben precise. Quando si tratta di dolore, ciò che quest’ultimo chiede è la cessazione dello stimolo e la risoluzione del problema nel più breve tempo possibile. Per questo fornire un servizio di urgenza ai pazienti con problemi in fase acuta rappresenta uno strumento per migliorare l’ingresso di nuovi pazienti e la fidelizzazione dei soggetti già in terapia.

Quando si tratta di dover giungere ad un buon risultato estetico, la terapia si fa più fine e le aspettative del paziente devono essere interpretate e comprese in maniera più profonda.

Ad esempio, voler eseguire comunque uno sbiancamento su un paziente con restauri multipli nel settore frontale, rischia di peggiorarne l’estetica. Il soggetto dovrebbe quindi essere convinto di dedicarsi a più sedute e ad eventuali rifacimenti restaurativi e non al semplice sbiancamento per migliorare la sua situazione.

Una volta compreso ciò che il paziente chiede realmente, ed essere entrati in sintonia con lo stesso, documentato il caso fotograficamente e concordato il piano di cura, torna al centro dell’attenzione del paziente la capacità del clinico di saper raggiugere il risultato nel più breve tempo e nel modo meno indaginoso possibile.

La scelta quando si parla di sbiancamento è tra una terapia domiciliare più lunga e meno aggressiva sugli elementi dentari, che però prevede solitamente costi alti e l’uso di mascherine che a volte vanno riempite di materiale sbiancante dosato dal paziente stesso ed una alla poltrona, più rapida, ma che potrebbe causare sensibilità post-operatoria e piccole ulcere nel caso del contatto del materiale con le mucose orali (questo rischio solitamente viene azzerato grazie all’uso della diga liquida e degli apribocca).

L’alternativa a questa dicotomia e che racchiude molti dei vantaggi di entrambi gli approcci, prende il nome di Daring White.

Una soluzione che lascia al paziente massima libertà di gestione del proprio tempo (è necessaria solo una prima seduta di istruzione da parte del clinico al paziente), consente di ridurre al minimo i livelli di sensibilità e raggiunge risultati evidenti già in 5 giorni di applicazione.

Il sistema si basa sulla semplice applicazione di strisce contenti perossido di carbammide al 15 %, con un gusto di menta, estremamente confortevoli, con le quali è possibile anche parlare e persino bere (bevande fredde).

Dopo sei mesi dall’uscita sul mercato di questo prodotto il 75% dei clinici che ha ricevuto campioni di prova ha deciso di acquistare per il proprio studio questa soluzione sbiancante. Questa risposta ampiamente positiva è dovuta agli aspetti connessi con Daring White:

  • I trattamenti estetici diventano più rapidi e redditizi, già dopo 5 giorni il paziente potrà essere soddisfatto del trattamento e decidere autonomamente se intensificare il risultato portando la terapia a 10 giorni.
  • L’impiego del prodotto prima di procedure estetiche crea risultati soddisfacenti per il paziente
  • I pazienti attivano un importante passaparola mostrando ad amici e conoscenti i risultati ottenuti senza disagi
  • Lo strumento è molto apprezzato anche dagli igienisti dentali che hanno contribuito, soprattutto nel Centro-Nord Italia alla sua diffusione.

 

 

Lo sbiancamento che crea il passaparola - Ultima modifica: 2019-09-15T20:00:52+00:00 da redazione
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