L’implantologia ceramica in un corso “Fad”

Sarà disponibile sulla piattaforma di Accademia Tecniche Nuove dal primo giugno 2021 il corso di aggiornamento professionale, valido ai fini Ecm, realizzato dal gruppo di esperti afferenti all’Università degli Studi di Milano guidati da Andrea Enrico Borgonovo, professore a contratto presso lo stesso ateneo milanese

 

“Approfondire le tematiche relative ai materiali ceramici con particolare interesse all’ambito dell’implantologia. Analizzare i limiti degli impianti realizzati con leghe metalliche e i vantaggi degli impianti ceramici. Descrivere le varie tipologie implantari e i differenti protocolli clinici per le fasi chirurgiche e protesiche al fine di ottenere riabilitazioni implanto-protesiche integrate sia dal punto di vista estetico che funzionale”. Sono questi, in sintesi, gli obiettivi formativi del corso a distanza valido anche ai fini ECM (15 crediti formativi) realizzato da Accademia Tecniche Nuove.

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Il corso, strutturato in 4 moduli, sarà pubblicato sulla piattaforma e-learning https://ecm.accademiatn.it e, contestualmente, su Il Dentista Moderno a partire dal prossimo numero, e consentirà agli odontoiatri che praticano l’implantologia di aderire a questo percorso di studio dedicato a un argomento clinico di grande rilievo, l’implantologia ceramica appunto, che suscita grande interesse tra i clinici ma anche nei pazienti, come spiega il responsabile scientifico del corso, Andrea Enrico Borgonovo che abbiamo incontrato.

Andrea Enrico Borgonovo, responsabile scientifico del corso “Implantologia ceramica”, è visiting professor all’Università Cattolica di Murcia (Spagna), adjunct professor alla LUdeS Foundation - Università di Malta, nonché professore a contratto presso la Scuola di specializzazione in Chirurgia odontostomatologica dell’Università degli Studi di Milano. Dal 2011 è responsabile chirurgico del Reparto di Riabilitazione orale presso l’Istituto Stomatologico Italiano di Milano

Dottor Borgonovo, com’è nata innanzitutto l’idea di realizzare questo corso?

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L’idea parte da lontano, cioè da quanto il nostro gruppo di ricerca diretto dal professor Dino Re e attualmente afferente al Reparto universitario di Estetica dentale presente all’interno dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano, sin dal 2006 ha iniziato a occuparsi degli impianti ceramici. In questi anni come ricercatori dell’Università degli Studi di Milano abbiamo realizzato molti studi clinici e sperimentali sul tema, pertanto abbiamo pensato che fosse giunto il momento di mettere a disposizione dei clinici la nostra esperienza, anche alla luce del crescente interesse che i pazienti mostrano nei confronti della cosiddetta odontoiatria metal-free. Gli odontoiatri devono quindi conoscere la materia, a prescindere dalla filosofia che poi decideranno di abbracciare.

Il gruppo che ha realizzato il corso, da lei guidato, è ricco di competenze, perché diversi sono i temi affrontati...

Sì, è formato da Piero Nobili, direttore del reparto di Odontoiatria biologica presso l’Istituto Stomatologico Italiano che insieme a Federico Ronchi ha trattato il delicato tema dell’interazione tra gli impianti e l’organismo; da Sammy Noumbissi, presidente della Accademia Internazionale di Implantologia Ceramica di Silver Spring in Maryland, USA e da Saurabah Gupta di Bangalore (India), socio e ambasciatore della Clean Implant Foundation, nonché socio attivo di numerose altre società scientifiche e gruppi di ricerca per lo studio e lo sviluppo dell’implantologia ceramica che insieme hanno contribuito a dare un respiro internazionale al nostro lavoro. La squadra ha poi potuto contare anche su alcuni giovani, come Virna Vavassori, tutor e professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano, Simone Galbiati, specialista in chirurgia orale e frequentatore del nostro reparto e Anna Nobili studentessa del corso di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria.

Com’è strutturato il corso?

Conta 4 moduli, due introduttivi e due di approfondimento, di cui uno dedicato ai protocolli chirurgico-protesici con impianti ceramici mono-componente, i cosiddetti one-piece, l’altro ai protocolli chirurgico-protesici con impianti ceramici bi-componente. Nell’introduzione invece si parla dell’evoluzione che hanno avuto gli impianti in zirconia, uno dei materiali ceramici più utilizzati, mettendo anche a confronto gli impianti costituiti da leghe metalliche con gli impianti ceramici.

Il corso è prevalentemente cartaceo, tuttavia attraverso particolari “barcode”, il discente avrà la possibilità di accedere a un ampio repertorio iconografico costituito da immagini fotografiche, ma anche da video clinici che mostrano le procedure e i protocolli maggiormente in uso nell’implantologia ceramica.

Perché gli impianti ceramici stanno avendo successo?

In primo luogo, per la ragione che ho già accennato e cioè perché la filosofia metal-free in generale, non solo nell’implantologia, è molto apprezzata, in modo particolare dai pazienti. L’impianto ceramico, per esempio, non subisce corrosione, a differenza del titanio che in alcune circostanze può rilasciare ioni metallici nella cavità orale e dunque nei fluidi biologici che poi, finendo all’interno dell’organismo, potenzialmente possono generare reazioni allergiche nei soggetti più sensibili.

Poi perché, dagli studi condotti sinora, sembrerebbe che gli impianti ceramici siano meno suscettibili alla perimplantite. Per non parlare dell’aspetto estetico, quello che inizialmente ha spinto gli odontoiatri a impiegare questa tipologia di impianti che essendo di colore bianco sono particolarmente adatti alla riabilitazione dei settori anteriori.

Gli impianti ceramici sono resistenti quanto il titanio?

Direi di sì, sebbene il comportamento di un impianto ceramico sia diverso da quello di un impianto realizzato in titanio che, se sollecitato oltre un certo livello, tende a piegarsi prima di spezzarsi. La ceramica invece sopporta un carico sino a un determinato livello, il cosiddetto break-point, oltre il quale si frattura, proprio come il titanio. Sotto questo profilo non ci sono dunque differenze sostanziali, mentre è molto interessante per noi clinici un altro aspetto che abbiamo affrontato anche all’interno del corso e che riguarda la conduzione termica dei materiali di cui sono costituiti gli impianti: con l’impianto ceramico, essendo la ceramica un cattivo conduttore, a differenza del titanio che invece conduce bene il calore, non si ha il problema del potenziale insulto termico sull’osso circostante che invece può avvenire se non si hanno le giuste accortezze durante la preparazione della componente sopracrestale negli impianti monocomponenti.

Tutti questi temi hanno spinto molte case implantari a spostare la propria attenzione, il proprio interesse, dal titanio alla ceramica e questo è un altro fatto che l’odontoiatra deve conoscere. È anche per questa ragione che abbiamo deciso di dedicare un aggiornamento monografico a questo argomento di grande attualità.

 

IL PROGRAMMA

Il corso in modalità FAD “Implantologia ceramica: dalle interazioni biologiche ai protocolli chirurgico-protesici” è organizzato in 4 moduli didattici ed eroga 15 crediti ECM. Data inizio: 01/06/2021 Data fine: 31/05/2022

Modulo 1
Materiali ceramici in odontoiatria: l’evoluzione degli impianti in zirconia
Autori: Saurabh Gupta, Sammy Noumbissi, Piero Nobili, Federico Ronchi, Virna Vavassori, Andrea Enrico Borgonovo
Modulo 2
Interazioni biologiche: impianti realizzati con leghe metalliche vs impianti ceramici
Autori: Piero Nobili, Federico Ronchi, Anna Nobili, Virna Vavassori, Simone Galbiati, Andrea Enrico Borgonovo
Modulo 3
Protocolli chirurgico-protesici con impianti ceramici mono-componente
Autori: Virna Vavassori, Simone Galbiati, Sammy Noumbissi, Piero Nobili, Federico Ronchi, Andrea Enrico Borgonovo
Modulo 4
Protocolli chirurgico-protesici con impianti ceramici bi-componente
Autori: Simone Galbiati, Virna Vavassori, Sammy Noumbissi, Piero Nobili, Federico Ronchi, Andrea Enrico Borgonovo

 

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L’implantologia ceramica in un corso “Fad” - Ultima modifica: 2021-04-21T15:17:21+00:00 da redazione

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