La scelta del medico-odontoiatra e il pregiudizio dell’età

Il lavoro quotidianamente può portare grandi soddisfazioni, nel mio caso l’attività clinica e il rapporto di fiducia con i miei pazienti si intreccia con l’esperienza che mi porta l’essere sempre a contatto con tanti giovani colleghi all’interno dell’università. Confrontandomi con questi ragazzi mi sono trovato a riflettere su un tema nuovo, o forse che avevo accantonato da tempo. L’essere un bravo clinico, un buon comunicatore, può non andare di pari passo con la fiducia da parte del paziente?

Personalmente ritengo che la giovane età non determini l’essere capaci o incapaci di curare un paziente nel modo giusto, credo che siano il metodo, gli studi, la manualità, il senso di responsabilità e la passione per il proprio lavoro a determinare la reale abilità del clinico. Va da sé che alcune operazioni possono richiedere percorsi di approfondimento lunghi e questo conduce al sopraggiungere di alcuni capelli bianchi, ma nulla più di questo.

L’aggiornamento continuo richiesto dalla nostra professione fa sì che chiunque si fermi divenga obsoleto nell’arco di alcuni anni. La spinta dei giovani in tal senso mi dà forse più fiducia rispetto a quella che ripongo in alcuni colleghi più esperti. In particolare, quando si parla di digitale, sono loro spesso a essere naturalmente portati all’essere formati, presentano infatti un’attitudine a tale strumento che gli permette di inserirlo naturalmente anche nella propria professione.

Forte di questi miei pensieri ho cercato il confronto con alcuni non addetti ai lavori, ma le idee sono parse disomogenee e non sempre in accordo con le mie. Durante questa piccola analisi ho potuto anche notare come una prima risposta data «di pancia» venisse talvolta mitigata in base a successive riflessioni, difficile dire cosa prevalga nel momento in cui la scelta da fare possa comportare delle conseguenze sulla propria salute.

Vincerebbe una decisione emotiva o più razionale? Pare effettivamente radicato nella mente di alcuni la necessità di scegliere un «camice bianco» in base anche all’età che questo dimostra, probabilmente perché ciò rappresenta il primo biglietto da visita delle esperienze da questo vissute. Le esperienze possono però, a parer mio, formare un individuo tanto in maniera positiva, quanto negativa; per questa ragione suggerisco di affidarsi al curriculum e alla persona, e di fare dell’età un attributo non determinante di un professionista che sa come svolgere il proprio lavoro.

Dino Re
La scelta del medico-odontoiatra e il pregiudizio dell’età - Ultima modifica: 2019-07-15T17:22:47+00:00 da Dino Re
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