La ricostruzione del dente devitalizzato con perno endocanalare

La presa di coscienza sull’importanza del restauro post-endodontico ai fini della sopravvivenza dell’elemento dentario deriva probabilmente da un lavoro storico, pubblicato Johnson nel 1976. Secondo quanto affermato da questo studio, e contrariamente a quanto si possa pensare, la prima causa di perdita di un elemento che in precedenza è stato trattato dal punto di vista endodontico non sarebbe imputabile al fallimento della stessa pratica canalare. La causa sarebbe invece la colonizzazione batterica e quindi l’infiltrazione del restauro. Altri studi, con il passare degli anni, hanno comunque smentito più volte questo concept. Rimangono fondamentali tanti aspetti per la salute del dente devitalizzato e ricostruito; il successo a lungo termine del trattamento endodontico dipende da un’accurata detersione dello spazio endodontico, da una sagomatura mini-invasiva nel rispetto dell’anatomia originaria, da un’otturazione tridimensionale del sistema dei canali radicolari e da un restauro coronale che sigilli dalla micro-infiltrazione batterica e prevenga incrinature e frattura, come già detto in questo articolo.

In molti casi, la combinazione fra la perdita importante di materiale dentario e la diminuzione delle performance di resistenza del dente rendono necessario il ricorso all’inserimento di un perno endocanalare. La ricostruzione definitiva sarà così costituita, oltre che dal substrato dentale e dal perno ad esso cementato, da un build-up, ovvero una ricostruzione preprotesica in materia composita, e dalla corona protesica.

Video: illustrato l’utilizzo di perni endocanalari nel dente devitalizzato

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I perni possono essere classificati in base a diverse caratteristiche. In primo luogo, il materiale: metallo, tra cui i classici perni fusi (il cui uso sembra essere in diminuzione), perni in lega (titanio in particolare): il vantaggio principale è probabilmente il costo, a fronte di problemi che comprendono la rigidità e la difficoltà nella rimozione, oltre che l’estetica carente. I più utilizzati oggigiorno sembrano essere i perni in fibra, con il vetro che pare sia generalmente preferito al carbonio: essi presentano un modulo di elasticità più prossimo a quello della dentina e garantiscono un’estetica soddisfacente.

Possono poi essere classificati in virtù della forma: sul mercato sono disponibili perni del commercio, appunto, di diverse forme, dimensioni e gradi di rigidità.

La terza importantissima classificazione deriva dall’attività che il perno svolge rispetto al dente, dalla quale dipende direttamente la tecnica di cementazione. Le due grandi categorie saranno i perni attivi, che vengono cioè avvitati in sede seguendone la filettatura e i perni passivi, lisci, così definiti perché passivamente cementati. Anche se ciò non è del tutto vero, le 2 classi si rifanno rispettivamente ai perni metallici e a quelli in fibra

La ricostruzione del dente devitalizzato con perno endocanalare - Ultima modifica: 2016-01-09T08:42:42+00:00 da redazione

5 Commenti

  1. Sono passate due settimane da un installazio di perno di fibra di vetro ed ho ancora un continuo tormento vado avanti con due brufen da 600 ho preso antibiotico e lavaggi sia con clorici dona e acqua ossigenata cosa mi può dire ? Grazie paziente dolente !

    • Si, è possibile, se la percentuale di dente residuo e le pareti residue ne garantiscono la solidità. Altrimenti intarsio o capsula

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