La corona a pontic nella moderna protesi su impianti

Luigi Baggi1 DDS Roberta Calcaterra1 MD, PhD Michele Di Girolamo2 DDS

The pontic crown in the modern implant prosthesis

La tecnica della corona a pontic consente non solo di mantenere un soddisfacente livello estetico, ma anche di sfruttare i vantaggi biomeccanici degli impianti con platform switching a profilo concavo e di diametro piccolo.

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Riassunto
Impianti dotati di platform swithching, posizionati subcrestalmente con osso che si accresce sulla platform, presentino da un punto di vista biomeccanico un comportamento migliore in termini sia di trasmissione del carico che di conservazione dell’osso crestale e non. Dal punto di vista estetico, al fine di sopperire alla mancanza di volume dell’abutment può essere utilizzata la tecnica pontic crown che permette da un lato di mantenere la connessione corona abutment in zona di pulizia, dall’altro lato di mantenere un’ampia quantità di tessuto molle cheratinizzato a protezione dell’emergenza implantare e nello stesso tempo di avere una facile costruzione della corona come nel caso di un pontic tradizionale a carico di un ponte protesico.

Summary
Implant systems with platform switching with subcrestal position have biomechanical perspective a better behavior in the trasmission of the load in the crestal bone preservation and not. From an aesthetic point of view, in order to overcome the lack of volume of the abutment can be used the technique pontic crown which allows on the one hand, from the pontic crown stay connected crown-abutment cleaning area, on the other side to keep a large amount of soft tissue keratinized in protection and at the same time to have an easy construction of the crown as with a traditional prosthetic loading of a bridge pontic.

Il successo delle protesi supportate da impianti non si misura semplicemente dalla riuscita funzionale dell’osteointegrazione implantare, ma anche dall’integrazione di questi ultimi con i tessuti duri e molli adiacenti in termini di funzione, salute ed estetica1.

Infatti, l’integrazione estetica di una corona su un impianto dipende da molte variabili cliniche e negli anni sono stati condotti numerosi studi atti a fornire al clinico strumenti di valutazione oggettivi per misurare l’integrazione di tali restauri con il tessuto molle circostante2-4. Uno dei problemi fondamentali nella riabilitazione impianto protesica è rappresentato dal fatto che gli impianti presentano diametri differenti, più piccoli rispetto alle radici del dente e ciò potrebbe creare un problema estetico funzionale nell’atto di costruzione e posizionamento della corona protesica su impianto.

Caso clinico

Paziente uomo di 69 anni giunto alla nostra osservazione per una frattura dell’elemento 3.5 già trattato endodonticamente. Si effettua dopo rx di controllo estrazione dell’elemento fratturato e si posiziona nell’alveolo impianto post-estrattivo immediato GTB diametro 3,6 x 9 mm con posizionamento di vite di guarigione (GTB- Plan1Health Amaro (UD) Italy).

1. Rx con abutment di guarigione
1. Rx con abutment di guarigione

Dopo 8 settimane ad avvenuta osteointegrazione si inserisce in sostituzione della vite di guarigione easy abutment slim 3,4 x 5,5 mm altezza gengivale 3,5 mm (Easy Abutment Slim – GTB Plan1Health Amaro (UD) Italy): con apposita cappetta easy si costruisce e si cementa provvisorio in resina acrilica con forma a pontic.
Trascorse 4 settimane si provvede all’impronta definitiva eseguita a livello abutment con elastomero di precisione Aquasyl Monophase (Dentsply) e con idonea cappetta easy. La stessa cappetta easy viene utilizzata dal laboratorio odontotecnico come cappetta da sovrafusione garantendo i livelli di precisione stabiliti industrialmente.

2. Abutment easy slim
2. Abutment easy slim
3. Notare la quantità di tessuto cheratinizzato dopo condizionamento funzionale con corona provvisoria a pontic
3. Notare la quantità di tessuto cheratinizzato dopo condizionamento funzionale con corona provvisoria a pontic

La corona costruita in lega preziosa e porcellana viene cementata dopo una settimana, fatte le prove estetiche e occlusali necessarie sul paziente. I controlli a distanza di due anni, sia radiografici che clinici, confermano la stabilità dell’osso intorno all’impianto e la mancanza di perdita di tessuto gengivale attorno allo stesso.

Discussione

Negli ultimi anni numerosi studi hanno evidenziato come impianti dotati di platform swithching, posizionati subcrestalmente con osso che si accresce sulla platform, presentino da un punto di vista biomeccanico un comportamento migliore in termini sia di trasmissione del carico che di conservazione dell’osso crestale e non5-11.

4. Cappetta easy per impronta a livello abutment
4. Cappetta easy per impronta a livello abutment
5. Corona definitiva in lega preziosa e ceramica: notare la modellazione a pontic vestibolare
5. Corona definitiva in lega preziosa e ceramica: notare la modellazione a pontic vestibolare

Questo comporta da un punto di vista della costruzione delle corone un aumento del sovracontorno in senso mesio distale e vestibolo linguale al fine di avere delle corone protesiche di forma e dimensione corretta.

Inoltre, l’impiego di impianti di diametro ridotto con sistematiche protesiche con monconi anch’essi ridotti, il posizionamento subcrestale con platform switching e il profilo concavo degli abutment permettono di avere degli impianti con una maggiore quantità di bone to implant contact e una maggiore quantità di tessuti molli intorno all’emergenza implantare con conseguente maggiore capacità del sistema di resistere agli insulti microbiologici e meccanici.

6. Corona definitiva dopo cementazione: notare l’estensione vestibolare della modellazione a pontic
6. Corona definitiva dopo cementazione: notare l’estensione vestibolare della modellazione a pontic
7. Stabilità dei tessuti molli perimplantari dopo tre anni
7. Stabilità dei tessuti molli perimplantari dopo tre anni

Dal punto di vista estetico, al fine di sopperire alla mancanza di volume dell’abutment può essere utilizzata la tecnica pontic crown che permette da un lato di mantenere la connessione corona abutment in zona di pulizia, dall’altro lato di mantenere un’ampia quantità di tessuto molle cheratinizzato a protezione dell’emergenza implantare e nello stesso tempo di avere una facile costruzione della corona come nel caso di un pontic tradizionale a carico di un ponte protesico.

8. Stabilità dei tessuti duri perimplantari a tre anni
8. Stabilità dei tessuti duri perimplantari a tre anni

Conclusioni

La corona a pontic permette di sfruttare al meglio i vantaggi biomeccanici degli impianti con platform switching e con abutment a profilo concavo e di piccolo diametro, consentendo nello stesso tempo il mantenimento dell’osso crestale e dei tessuti gengivali intorno agli impianti.
In egual misura questa tecnica permette di mantenere un ottimo livello estetico e una notevole facilità di sviluppo per l’odontotecnico con il vantaggio di avere tutte le connessioni in zona di pulizia o di controllo.

Corrispondenza
Roberta Calcaterrra
calcaterra@inmp.it

1
Università di Roma Tor Vergata – INMP Uoc di Odontoiatria Sociale
2Università di Roma Tor Vergata

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La corona a pontic nella moderna protesi su impianti - Ultima modifica: 2016-06-10T12:12:42+00:00 da Redazione

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