Indagine microscopica di superfici di zirconia trattate con diverse metodiche

Riassunto
Obiettivo: valutare la morfologia di superficie di quattro ceramiche a base di ossido di zirconio dopo diversi trattamenti chimico-meccanici. Materiali e Metodi: sono stati utilizzati dei dischi di ceramica (Ø 10×1 mm di altezza) di quattro differenti tipi di zirconio sinterizzato (Lava™, Cercon®, Aadva Zr e Zr IPS e.max ZirCAD); i dischi sono stati trattati con: 1. sabbiatura con particelle di Al2O3 di 125 μm (S), 2. selective infiltration etching (SIE), 3. soluzione mordenzante sperimentale, in cui i campioni sono stati immersi per 30 min, a 100 °C; (ST), 4. nessun trattamento (C). Cinque dischi per gruppo sono stati utilizzati per l’analisi con il microscopio elettronico a scansione (SEM) per valutare le caratteristiche di superficie al termine di ciascun trattamento. Tre dischi per gruppo sono stati cementati a un blocchetto di composito (Paradigm MZ100) con un cemento total-etch (Calibra) e osservati al SEM per l’analisi delle interfacce. Risultati: i trattamenti chimico-meccanici di superficie hanno modificato la topografia della superficie delle quattro ceramiche di ossido di zirconio. Il trattamento ST ha aumentato la rugosità superficiale delle ceramiche analizzate, creando micro ritenzioni sulla superficie. Le immagini SEM delle interfacce resina/zirconio hanno rivelato differenze morfologiche a seconda del trattamento eseguito sulla superficie di ossido di zirconio. Conclusioni: gli effetti dei differenti trattamenti di superficie sono materiale-dipendente. L’applicazione della soluzione sperimentale (ST) sembra in grado di modificare la struttura della superficie di zirconio e la creazione di spazi micro ritentivi che potrebbero ottimizzare il meccanismo complessivo di adesione.

Summary
Objective: to evaluate the surface morphology of four zirconium oxide ceramics after different chemo-mechanical treatments. Materials and Methods: ceramic discs (Ø 10×1 mm height) were obtained from four sintered zirconia ceramics (Lava™, Cercon®, and Aadva Zr, Zr IPS e.max ZirCAD) and treated with: 1. Airborne particle abrasion with 125 µm Al2O3 particles (S); 2. Selective infiltration etching (SIE); 3. Experimental hot etching solution applied for 30 min (ST); 4. No treatment (C). Five discs per group were used for the surface roughness analysis with the Scanning Electron Microscope (SEM) for texture characterization. Three discs per group were cemented to a composite overlay (Paradigm MZ100) with a total-etch resin luting agent (Calibra) and observed under SEM for cross-section interfacial analysis. Results: the chemo-mechanical surface treatments modified the surface topography and roughness of the four zirconium oxide ceramics. The ST treatments increased the surface roughness of the three zirconia ceramics. SEM images of the resin/zirconia interfaces revealed morphological differences depending on the performed zirconia surface treatment. Conclusions: the effects of the chemo-mechanical zirconia surface treatments are material-dependent. The application of the hot experimental solution seemed to modify the zirconia surface texture and to create micro-spaces that would optimize the overall bonding mechanism.

L’ampia diffusione in campo protesico e in altri campi dell’odontoiatria di ceramiche a base di zirconia è stato ampiamente supportato dalle performance cliniche osservate in recenti studi condotti «in vitro» e «in vivo»1-6.

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Per quanto riguarda la cementazione dei restauri con struttura in zirconia sono state individuate diverse strategie (per esempio utilizzando cementi convenzionali, vetroionomeri o self-adhesive), ciò al fine di garantire restauri ritentivi e con un ottimo sigillo marginale. In particolare, studi in vitro hanno evidenziato che la combinazione tra ceramica a base di zirconia e cementi contenenti specifici monomeri fosfati (10-MDP) risulti particolarmente efficace nel garantire stabilità al restauro, ottima ritenzione e minimizzare dei gap marginali, scongiurando così il pericolo di infiltrazioni e quindi la comparsa di carie secondarie1. Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che l’associazione tra questi particolari cementi resinosi e la sabbiatura migliori ulteriormente i risultati di adesione in vitro1-4. Numerosi studi hanno sottolineato l’importanza di pre-trattamenti chimico-meccanici per la zirconia; questi potrebbero incrementare rugosità di superficie e l’area disponibile per l’adesione, al fine di ottenere un restauro adesivo duraturo1-3. Le tecniche solitamente usate per trattare ceramiche convenzionali (come per esempio la mordenzatura acida), non hanno dimostrato una reale efficacia quando applicati a zirconia a causa del suo elevato contenuto cristallino1, 2. Sono state proposte, quindi, altre metodiche come la sabbiatura, in associazione o meno all’applicazione di silani per incrementare la ruvidità e la bagnabilità di superficie1. Ad oggi in letteratura non esiste un consenso omogeneo, poiché alcuni autori ritengono che le metodiche di sabbiatura possano avere effetti degradanti sulle proprietà meccaniche della zirconia, inducendo la formazione di difetti superficiali e alla comparsa di microfratture1, 2. Recenti studi hanno validato anche l’applicazione di trattamenti sperimentali come il Selective Infiltration Etching (SIE) che sembra incrementare notevolmente i livelli di adesione tra zirconia e cementi resinosi, soprattutto in presenza di specifici primers1. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare gli effetti di diversi trattamenti chimico-meccanici sulla morfologia di superficie di differenti tipologie di ceramiche a base zirconia e  di valutare il rapporto tra zirconia e cemento resinoso a livello dell’interfaccia. Per fare questo abbiamo utilizzato il microscopio elettronico a scansione (SEM) nel tentativo di testare le seguenti ipotesi nulle:

  • la ruvidità di superficie non è influenzata né dal trattamento di superficie eseguito, né dalla tipologia di zirconia;
  • il pattern topografico dell’interfaccia non cambia in funzione del pre-trattamento eseguito.

Materiali e metodi

Nello studio sono state valutate quattro tipologie di ceramiche a base di ossido di zirconio parzialmente-stabilizzato: 1. Lava™ (3M ESPE, Seefeld, Germania); 2. Cercon® (DENTSPLY Ceramco, York, USA); 3. Aadva Zr (GC corp, Tokyo, Giappone); 4. Zr IPS e.max ZirCAD (Schaan/Liechtenstein). Per ciascun tipo di zirconio sono stati utilizzati otto dischi di forma cilindrica (Ø 10×1 mm di spessore). I dischetti sono stati lucidati con carte abrasive a granulometria crescente (grit # 600, 1000, 1200 e 2000) e quindi sono stati passati agli ultrasuoni in acqua distillata per 5 minuti. I campioni sono stati divisi in quattro sottogruppi (n=8) a seconda del trattamento di superficie eseguito.

tab1

Gruppo 1. Sabbiatura (S): sono state utilizzate particelle di Al2O3 (125 µm) che sono state applicate sull’intera superficie della zirconia per 10 s a 60-100 psi.

Gruppo 2. I campioni sono stati trattati con una versione modificata della tecnica di infiltrazione selettiva (SIE). I campioni sono stati ricoperti con un sottile strato di agente infiltrante contenente vetro a bassa viscosità cioè con la capacità di fondere a basse temperature e additivi. Successivamente i campioni trattati sono stati riscaldati fino a 750 °C per 20 min usando un forno a induzione elettrica computer-programmato (Austromay 3001; Dekema Dental-Keramikofen, Freilassing, Germania), poi sono stati raffreddati raggiungendo i 650 °C per 1 min, nuovamente riscaldati fino a 750 °C per 20 minuti (intervalli di T crescente 60 °C/min) e, infine, raffreddati a temperatura ambiente (23±1 °C).

I residui dell’agente infiltrante sono stati dissolti immergendo i dischi di ceramica in un bagno ultrasonico con una soluzione di acido idrofluorico 5% (30 minuti).

Gruppo 3. (ST) Trattamento sperimentale di mordenzatura a caldo: i campioni sono stati immersi in una soluzione di HCl-FeCl3 riscaldata fino a 100°C per 30 minuti, seguendo un protocollo precedentemente descritto da Ferrari1.

Gruppo 4. Nessun trattamento (C).

I gruppi sperimentali e la composizione chimica dei differenti agenti condizionanti sono riassunti nella tabella 1.

Dopo ciascun protocollo di trattamento superficiale, i campioni sono stati lavati con acqua deionizzata per 1 minuto, immersi in un bagno di ultrasuoni in acqua distillata per 30 minuti e asciugati delicatamente.

Valutazione della superficie e dell’interfaccia al microscopio elettronico a scansione (SEM)

Sono stati valutati otto dischi di zirconia per ciascuna casa produttrice al SEM. I dischi di zirconia trattati provenienti da ciascun gruppo sperimentale (n=5) sono stati immersi in una soluzione di etanolo a 95% e passati agli ultrasuoni per 2 min; quindi asciugati con un getto di aria compressa.

A questo punto i campioni sono stati montati su di un supporto metallico, e metallizzati (Polaron Range SC 7620, Quorum Technology, Newhaven, UK). La valutazione al microscopio elettronico a scansione (SEM, JSM-6060LV, Jeol, Tokyo, Japan) è stata condotta a 5000x e a 10.000x di ingrandimento, al fine di valutare le possibili differenze nella topografia di superficie tra i vari trattamenti.

1. Immagini rappresentative di LavaTM zirconia. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching; (C) Soluzione mordenzante  a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.
1. Immagini rappresentative di LavaTM zirconia. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching; (C) Soluzione mordenzante
a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.

I restanti tre dischetti di ciascun gruppo sono stati utilizzati per l’analisi al SEM dell’interfaccia. Sono stati preparati dei cilindri di resina composita effettuando delle sezioni di 2 mm su dei blocchetti Paradigm MZ100 (3M ESPE), con un’area di superficie sufficiente a ricoprire un blocco di zirconia. La superficie tagliata di ciascun disco di composito è stata lucidata con una carta SiC a grana 180, pulita con etanolo e asciugata. Per cementare i cilindri di resina alle superfici dei campioni di zirconia trattati, è stato utilizzato un materiale composito resinoso, total-etch, dual-cure (Calibra™, DENTSPLY; lotto n. 080910) e il suo sistema adesivo (XP Bond, DENTSPLY). Quest’ultimo è stato applicato con un microbrush sulla superficie della zirconia, e lasciato asciugare per 20 secondi.

2. Immagini rappresentative di Cercon® zirconia. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.
2. Immagini rappresentative di Cercon® zirconia. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.


Il solvente è stato fatto evaporare e l’adesivo è stato fotopolimerizzato per 20 secondi con una lampada foto polimerizzante (Vip, Bisco Output: 500 mW/cm2). Il disco in composito è stato mordenzato con acido fosforico 36% per 15 secondi (DeTrey Conditioner, DeTrey Dentsply), lavato e asciugato.  Il materiale da cementazione è stato utilizzato secondo le istruzioni della casa produttrice, a una temperatura ambiente di 23.0±1.0 °C; la cementazione è avvenuta sotto pressione costante di 1 kg (1249 MPa). Il carico costante è stato applicato per i primi 3 minuti lasciando che il materiale polimerizzasse in modalità auto. Infine, per garantire una polimerizzazione ottimale, sono state eseguite irradiazioni luminose per 30 secondi da ciascun lato dei blocchetti, e da ultimo sulla superficie occlusale del restauro in composito. I campioni cementati sono stati conservati in un forno di laboratorio per 24 ore (37° e al 100% di umidità relativa). I campioni sono quindi stati sezionati perpendicolarmente all’interfaccia in fette di 2 mm di spessore utilizzando una macchina da taglio (Isomet 1000). Ciascuna fetta è stata lucidata con carte abrasive SiC (grit # 600,
1000, 1200), lavata in ultrasuoni per 2 min in una soluzione etanolo 96% quindi asciugata con un getto di aria compressa e, infine, preparata per la valutazione al SEM. I campioni sono stati esaminati al microscopio a un ingrandimento di 5000x per analizzare l’interfaccia zirconia/cemento resinoso.

3. Immagini rappresentative di Aadva Zr. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.
3. Immagini rappresentative di Aadva Zr. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.

Risultati

Alcune immagini rappresentative dell’analisi di superficie condotta al SEM sono riportate nelle figure 1-4. Tutte le immagini riportate evidenziano la tipica struttura a grani della zirconia anche dopo i diversi trattamenti di superficie applicati.  Per quanto riguarda i campioni che non hanno subito nessun trattamento di superficie generalmente sono caratterizzati da superfici omogenee, piatte, senza porosità; inoltre dimensioni e forma dei grani variano da materiale a materiale. I campioni Lava™ analizzati dopo il trattamento con sabbiatura rivelano solo alcune irregolarità a 5000 ingrandimenti (figura 1A).  Tuttavia i campioni Cercon® e Aadva Zr trattati con la sabbiatura (figure 2A e 3A) rivelano la presenza di solchi sulla superficie della zirconia a 5000 ingrandimenti, così come un aspetto similare viene riportato anche nella superficie dei campioni Zr IPS e.max ZirCAD anche se nelle immagini a maggiore ingrandimento (1000x) (figura 4A1). I campioni Lava™ e Aadva Zr dopo il trattamento SIE hanno rivelato una superficie omogenea con la presenza di irregolarità a 5000 ingrandimenti (figure 1B e 2B). La morfologia superficiale assume un aspetto più definito nelle immagini effettuate a maggiore ingrandimento (figura 1B1). Per Cercon® (figure 2B e 2B1) sono state rilevate superfici relativamente lisce e omogenee. Le immagini effettuate sui campioni Zr IPS e.max ZirCAD evidenziano irregolarità a 5000 ingrandimenti, mentre al massimo ingrandimento utilizzato la superficie sembra essere più omogenea.

Per quanto riguarda il trattamento sperimentale con mordenzatura a caldo, l’unica zirconia che sembra non subire cambiamenti rispetto al gruppo controllo è Zr IPS e.max ZirCAD. Tutti gli altri tipi di zirconia evidenziano superfici irregolari con la presenza di micro porosità e cavità con apparenti sottosquadri. Questo aspetto viene confermato a entrambi gli ingrandimenti (figure 1C, 3C, 4C e 1C1, 3C1, 4C1). Complessivamente non sono stati evidenziati difetti o microfratture sulla superficie dei materiali testati in questo studio.

4. Immagini rappresentative di Zr IPS e.max ZirCAD. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.
4. Immagini rappresentative di Zr IPS e.max ZirCAD. A-D: Microfotografie SEM a 5000x di ingrandimento; A1-D1: Microfotografie SEM a 10000x. (A) Sabbiatura; (B) Selective Infiltration Etching (SIE); (C) Soluzione mordenzante a caldo applicata per 30 min; (D) Nessun trattamento.

L’esame delle sezioni al SEM ha permesso di valutare l’interfaccia cemento
resinoso/ceramica presentata nelle immagini rappresentative dei campioni riportate nelle figure 5. Tutte le immagini che riguardano i campioni cementati non precedentemente trattati rivelano profili generalmente piatti a livello dell’interfaccia con il cemento. Tutti gli altri trattamenti rivelano un profilo irregolare a livello dell’interfaccia con microporosità variabili tra 2 e 6.4 micron di profondità. Inoltre il cemento utilizzato sembra avere la capacità di penetrare nelle irregolarità create dai trattamenti sulla superficie.

Discussione

Le ceramiche a base zirconia sono diventate i materiali di scelta per la realizzazione di protesi fisse convenzionali, per le loro caratteristiche estetiche, proprietà meccaniche e biocompatibilità2. Il requisito necessario per il raggiungimento del completo successo clinico e longevità del restauro è l’instaurarsi di un legame forte tra le ceramiche a base di ossido di zirconio e i cementi resinosi3. Diversi studi si sono focalizzati sulla selezione di trattamenti di superficie e di cementi per ottenere un’adesione ottimale a corone e/o ponti in zirconia4, 5.

5. Immagini SEM delle sezioni di zirconia cementate su un blocchetto in composito con un cemento resinoso. (A) Cercon® dopo sabbiatura; (B) Cercon® dopo Selective Infiltration Etching; (C) Aadva Zr zirconia dopo soluzione mordenzante sperimentale a caldo applicata per 30 min. (D) Aadva Zr zirconia dopo nessun trattamento.
5. Immagini SEM delle sezioni di zirconia cementate su un blocchetto in composito con un cemento resinoso. (A) Cercon® dopo sabbiatura; (B) Cercon® dopo Selective Infiltration Etching; (C) Aadva Zr zirconia dopo soluzione mordenzante sperimentale a caldo applicata per 30 min. (D) Aadva Zr zirconia dopo nessun trattamento.

Al fine di ottenere un legame forte e durevole tra sistemi cementanti resinosi e le strutture ceramiche «High-strenght», si rende necessaria sia la formazione di legami chimici che di connessioni micromeccaniche. È stato dimostrato come la sabbiatura con ossidi di alluminio sia molto efficace nel promuovere l’adesione alla zirconia. Questo incrementa ruvidità di superficie e allo stesso tempo prepara la superficie promuovendo anche l’adesione chimica tra i substrati6. È stato raggiunto un legame stabile alle ceramiche Y-TZP, dopo trattamento superficiale con sabbiatura e utilizzando cementi resinosi presenti in commercio contenenti un monomero fosfato (10 MDP)7. Se da una parte la sabbiatura con particelle di ossido di alluminio può migliorare l’adesione alla zirconia, dall’altra, come dimostrato in recenti studi, può dar luogo alla formazione di microcracks che risulterebbero dannosi per la longevità del restauro. Kumbuloglu, per esempio, ha dimostrato che la sabbiatura causava la trasformazione della fase monoclina della zirconia, e che a essa era associata la formazione di uno strato di stress compressivi sulla superficie che contrasta la propagazione del crack8, 9.

Tuttavia, a oggi ottenere un’adesione durevole alla zirconia rimane un elemento di analisi e un argomento in continua evoluzione. L’obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l’effetto di diversi trattamenti chimico-meccanici, sulla morfologia superficiale di tre differenti tipologie di zirconia. I risultati ottenuti impongono il rifiuto dell’ipotesi nulla, dal momento che tutte le tipologie di zirconia hanno rivelato cambiamenti morfologici dopo i trattamenti effettuati. La valutazione della morfologia di superficie effettuata con microscopia SEM può essere considerata una valida procedura preliminare per accertare la qualità del trattamento condizionante in termini di benefici o di aggressività.

I gruppi non trattati per tutti e quattro i tipi di zirconia hanno rivelato una superficie relativamente liscia (figure 1D e 1D1, 2D e 2D1, 3D e 3D1, 4D e 4D1).

Nel presente studio la sabbiatura con particelle di Al2O3 di 125 μm ha determinato cambiamenti morfologici sulla superficie nei campioni Cercon® e Aadva Zr e Zr IPS e.max ZirCAD comparati con i gruppi non trattati; dall’altra parte Lava™ ha rivelato soltanto lievi porosità (figura 1A). Le differenze nella composizione della zirconia o nella struttura dei grani può probabilmente determinare importanti effetti sui risultati ottenuti dopo sabbiatura. La metodica SIE recentemente proposta, è basata sull’infiltrazione del substrato ceramico da parte di ossidi organici che creano irregolarità sulla superficie della zirconia. Il trattamento SIE ha rivelato in vari studi ottimi valori di adesione soprattutto in associazione con primers sperimentali8, per questa ragione si è deciso di introdurre questo sistema innovativo nell’analisi di superficie del presente studio. In questo lavoro è stata proposta una leggera modificazione di questa tecnica, in termini di composizione chimica e modalità di applicazione. Le immagini ottenute dopo questo trattamento hanno rivelato la formazione di lievi porosità nei campioni analizzati per lo più rintracciabili nelle immagini effettuate a più alto ingrandimento. L’applicazione di una soluzione mordenzante a caldo ha determinato importanti cambiamenti nella morfologia di superficie della zirconia sia a livello della superficie analizzata a 5000x che nelle immagini a più alto ingrandimento. Questi risultati sono riconducibili a quelli precedentemente riscontrati da Ferrari mordenzando leghe Ni-Co per aumentare il potenziale ritentivo di ponti Maryland. L’acido cloridrico è altamente corrosivo e attacca i metalli più comuni inclusi ferro, acciaio e piombo. Lo zirconio ha dimostrato di essere un materiale resistente alla corrosione se usato in soluzioni con acido cloridrico, a qualsiasi concentrazione e a temperature di gran lunga superiori al punto di ebollizione.  Nonostante ciò, la presenza di impurità ossidanti in queste soluzioni può essere dannosa. In particolare, la contaminazione con ione ferrico (Fe+3) o ione rame (Cu+2) può portare a rottura del film protettivo in ossido di zirconio, e dare inizio a una corrosione locale, con formazione di pori.  L’azione della soluzione mordenzante a caldo utilizzata in questo studio è un processo di corrosione-controllata. È stato ipotizzato che la soluzione ST potesse determinare una mordenzatura chimica selettiva della zirconia9 creando micro ritenzioni e allargando gli spazi tra i grani attraverso la rimozione preferenziale di atomi periferici meno aggregati10. Il grado di mordenzatura dipende dal movimento della soluzione attraverso la superficie ceramica e dalla temperatura. La temperatura testata (100°C) è stata ideale per il condizionamento del substrato in un tempo ragionevole (30 min). L’aumento della concentrazione di HCl potrebbe inoltre aumentare il grado di mordenzatura, anche se questo approccio non è raccomandabile per scopi dentali. Una volta che la resina composita si infiltra negli spazi intrergranulari tridimensionali, può integrarsi strutturalmente con la superficie e dovrebbero essere necessarie forze più elevate per decrementarla. Le immagini cross-section hanno rivelato che il cemento resinoso era in grado di penetrare nelle irregolarità ottenute con differenti trattamenti di superficie migliorando in questo modo la forza di adesione tra resina e zirconia. I risultati ottenuti in questo studio rappresentano una valutazione preliminare della superficie solamente di quattro tipi di zirconia (Lava™, Cercon®, Aadva Zr, Zr IPS e.max ZirCAD).
Tuttavia, essi rappresentano lo spunto per future indagini in questo campo.

Conclusioni

Con le limitazioni di questo studio, la risposta delle quattro differenti ceramiche zirconia a trattamenti di superficie sia chimici che meccanici sembra essere correlata al tipo di zirconio. La sabbiatura non ha incrementato la rugosità di superficie solo nei campioni Lava™. Non sono state rilevate differenze in termini di cambiamenti topografici dopo trattamento della zirconia con SIE se comparata con i gruppi non trattati. La soluzione di mordenzatura a caldo sperimentale ha incrementato la rugosità di superficie dei materiali testati nello studio, aprendo nuovi spunti di approfondimento su questo argomento. 

• Alessio Casucci
• Martina Sestini
• Federica Papacchini
• Marco Ferrari

Dipartimento di Protesi fissa e Materiali Dentari,
Università degli Studi di Siena, Policlinico «Le Scotte»
Direttore:  prof. Marco Ferrari

Corrispondenza
Alessio Casucci
Dipartimento di Protesi fissa e Materiali Dentari
Università degli Studi di Siena, Policlinico «Le Scotte»
Viale Bracci, 53100 – Siena –  Tel +39 0577233131
alessio.casucci@gmail.com

Bibliografia
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3. Blatz MB, Sadan A, Blatz U. The effect of silica coating on the resin bond to the intaglio surface of Procera AllCeram restorations. Quintessence Int 2003;34:542-7.
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Indagine microscopica di superfici di zirconia trattate con diverse metodiche - Ultima modifica: 2010-09-02T10:45:58+00:00 da Redazione

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