Impianto post-estrattivo in settore latero-posteriore: tecnica chirurgica mininvasiva Premium

Esistono molte tecniche per approcciare un rialzo del seno mascellare per via crestale. Matteo Invernizzi illustra un caso dove ha utilizzato le frese implantari tradizionali a un basso numero di giri per avvicinarsi alla parete del seno, per poi chiedere un “secondo parere” a Tiziano Testori, past president della IAO e riferimento internazionale nelle tecniche di rialzo del seno mascellare.

Matteo Invernizzi
Dopo essersi laureato a pieni voti in Odontoiatria e Protesi dentaria presso l’Università di Ferrara, ha perfezionato la propria preparazione professionale in implantologia attraverso corsi seguiti in Italia e all’estero. Allievo di Fabio Gorni e tutor in corsi post graduate annuali di Endodonzia, dal 2005 è assistente chirurgico e tutor presso il Lake Como Institute, dove è attualmente impegnato in attività scientifiche e di docenza. È socio dell’Italian Academy of Osseointegration (IAO), dal 2009 active member dell’European Association for Osseointegration (EAO) e dal 2010 socio della Piezosurgery Academy (Academy of advance surgical studies).
Tiziano Testori
Past president dell’Italian Academy of Osseointegration (IAO), ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia nel 1981 presso l’Università degli Studi di Milano, per poi specializzarsi in Odontostomatologia nel 1984 e in Ortognatodonzia nel 1986 presso lo stesso ateneo. Fellowship in chirurgia orale e implantare presso University of Miami, Department of Maxillofacial Surgery and Implant Dentistry, attualmente è responsabile del Reparto di Implantologia e Riabilitazione orale dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano e adjunct clinical associate professor presso il Dipartimento di Parodontologia e Medicina orale della School of Dentistry della University of Michigan. Esercita la libera professione a Como, dove ha fondato e dirige il Lake Como Institute.

Ogniqualvolta avvenga l’avulsione di un elemento dentario, sia questo compromesso o meno, segue un processo di rimodellamento osseo caratterizzato da un progressivo riassorbimento della cresta alveolare. L’inserimento degli impianti in una cresta alveolare riassorbita può risultare difficile, se non impossibile allorché non ci si avvalga di tecniche rigenerative che tuttavia dilatano le tempistiche di guarigione e incidono sul costo biologico per il paziente. I due principali fattori che condizionano l’impianto post-estrattivo possono essere rispettivamente la presenza di infezione nel sito post-estrattivo e l’anatomia dell’alveolo post-estrattivo. La presenza di un’infezione acuta, dovuta a lesione endodontica o parodontale, può rappresentare una controindicazione all’inserimento della fixture implantare e a una sua corretta osteointegrazione, qualora questa non sia trattata previa decontaminazione del sito, profilassi antibiotica e utilizzo di tecniche rigenerative di GBR. Allo stesso modo, anche un ampio deficit osseo, come l’assenza di osso basale o la presenza di un difetto a più pareti del sito post-estrattivo, non forniscono un’adeguata stabilità primaria all’inserimento. Scopo di questa trattazione è mostrare una riabilitazione implantoprotesica in un caso di inserimento implantare post-estrattivo in arcata superiore, con un follow-up a 2 anni.

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Impianto post-estrattivo in settore latero-posteriore: tecnica chirurgica mininvasiva - Ultima modifica: 2019-11-25T11:29:19+00:00 da monicarecagni

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