Impatto dell’altezza del collare dell’abutment nella biomeccanica implantare

Fig. 1 Impronta eseguita per riabilitazione su impianti
Fig. 1 Impronta eseguita per riabilitazione su impianti

L'altezza del collo dell'abutment implantare corrisponde alla distanza tra la massima altezza del tessuto molle marginale e la piattaforma dell'impianto stesso. Si tratta di un dato fondamentale nel determinare ampiezza biologica e profilo di emergenza.

Al fine di assicurare risultati accettabili in termini di resa estetica, nel selezionare l'altezza dell'abutment in funzione dell'indice di altezza della gengiva, è necessario tenere conto di due fattori: la profondità del solco gengivale, indicata dalla dimensione occluso-cervicale della gengiva, e lo spessore del restauro.

In caso di solco più profondo viene generalmente indicato un abutment più lungo. L'altezza minima del collare dell'abutment richiesta dal punto di vista estetico è indicativamente pari a 1 mm al di sotto del margine gengivale.

L'incremento della distanza tra corona e osso derivante dalla presenza di un abutment lungo comporta una riduzione della perdita di osso marginale ma, allo stesso tempo, comporta un aumento del rapporto corona-impianto, con ripercussioni sulla biomeccanica implantare. Queste, paradossalmente, possono tradursi in un'influenza negativa sulla stessa perdita ossea marginale.

La soluzione a questo problema geometrico, secondario all'allungamento del collo dell'abutment, è rappresentata dalla scelta di impianti più lunghi: Rubo riferisce una riduzione del 14% dello stress totale in seguito al passaggio da un impianto di lunghezza pari a 10 mm a un impianto lungo 3 mm in più. Si tratta però di evidenze decennali che, almeno in parte, mal si conciliano con gli attuali trend.

Recentemente, Bordin e colleghi hanno condotto uno studio volto a valutare il reale impatto del collare dell'abutment nella biomeccanica implantare.

Sono stati realizzati modelli di singola corona su impianto, per un totale di 6 combinazioni sulla base della lunghezza della fixture (11 o 13 mm) e l'altezza del collare dell'abutment: corto (2.5 mm), medio (3.5 o lungo (4.5). Tutti i modelli sperimentali sono stati sottoposti a carico secondo la stessa modalità (49 N a 45° al cingolo).

Sono stati valutati lo sforzo da taglio (shear stress), ovvero il massimo stress a carico dell'osso corticale, e la distribuzione dei carichi alla componentistica secondo il criterio di von Mises.

I collari più lunghi sono sottoposti a uno stress superiore del 250% sull'abutment e del 40% sulla vite rispetto ai collari più corti. È stato altresì rilevato uno shear stress superiore del 92%. In altri termini, quelle appena elencate sono le conseguenze dell'aumento del rapporto corona-impianto. Agendo in positivo sulla lunghezza dell'impianto (portandola cioè a 13 mm), si osserva un decremento minimo dello stress (-2%) sulla corticale ossea.

Riferimenti bibliografici

Impatto dell’altezza del collare dell’abutment nella biomeccanica implantare - Ultima modifica: 2019-08-13T07:23:22+00:00 da redazione
Impatto dell’altezza del collare dell’abutment nella biomeccanica implantare - Ultima modifica: 2019-08-13T07:23:22+00:00 da redazione
Impatto dell’altezza del collare dell’abutment nella biomeccanica implantare - Ultima modifica: 2019-08-13T07:23:22+00:00 da redazione

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