Medico odontoiatra, Lorenzo Balsano esercita la libera professione a Pandino (CR). Consulente e auditor per i Sistemi di organizzazione per la Qualità in Odontoiatria. Relatore in seminari e congressi scientifici internazionali e autore di pubblicazioni in tema di organizzazione per la qualità in odontoiatria e controllo dell’infezione crociata nello studio dentistico

Il rischio biologico in ambito odontoiatrico è stato ampiamente sottovalutato fino a trent’anni fa quando, con gli esordi dell’epidemia da HIV, furono tradotte in norme cogenti (D.M. 28 settembre 1990) le procedure di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie e assistenziali pubbliche e private. Per la prima volta la decontaminazione preventiva e la sterilizzazione degli strumenti negli studi odontoiatrici era normata giuridicamente. Da quel momento è cresciuta l’attenzione del mondo odontoiatrico alla gestione del rischio biologico portando, in questi 30 anni, a un notevole miglioramento della sicurezza nello studio dentistico. Tuttavia, c’è ancora strada da percorrere e l’attuale epidemia da SARS-CoV-2, come già per quella da HIV, è l’occasione per migliorare ulteriormente lo standard del proprio studio odontoiatrico, a partire dai requisiti minimi (prerequisiti) che non possono essere oggetto di interpretazioni autoreferenziali.

Realizzato da Accademia Tecniche Nuove, strutturato in 4 moduli didattici, pubblicato sulla piattaforma e-learning ecm.accademiatn.it e, contestualmente, su Il Dentista Moderno a partire dal prossimo numero, il Corso ECM “Rischio biologico in odontoiatria. Aggiornamenti anche alla luce dell’emergenza Covid-19” consentirà di acquisire e/o aggiornare le conoscenze sul rischio biologico infettivo “evidence based” in ambito odontoiatrico a tutela dei pazienti e dei componenti il team odontoiatrico. Ne abbiamo parlato con il dottor Lorenzo Balsano, responsabile scientifico e tutor del Corso.

 

Dottor Balsano, perché è attuale un corso sul rischio biologico in odontoiatria? Per quale motivo è importante aggiornarsi su questo tema?
La sicurezza in tema di rischio biologico è direttamente proporzionale alla cultura in materia: far ordine tra le diverse linee guida e comprendere come orientarsi nell’attuale abbondanza di letteratura, non sempre evidence based, richiede una formazione aggiornata e puntuale. I progressi dell’odontoiatria ci hanno portato a eseguire interventi ad alto profilo operativo-organizzativo che rendono i nostri studi sempre più simili a una sala operatoria. Di conseguenza, oltre alla prevenzione delle infezioni crociate, che deve essere garantita a ogni paziente e a tutto il personale addetto, è di fondamentale importanza assicurare la sterilità di tutti gli strumenti.

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Quali sono gli errori più comuni che si possono commettere nello studio odontoiatrico in tema di rischio biologico?
Innanzitutto, una carenza nella definizione dei ruoli e delle rispettive competenze: il responsabile è l’odontoiatra e deve aggiornarsi sul rischio biologico con la stessa attenzione e criterio scientifico che dedica alla clinica, solo così può demandare compiti agli ASO. C’è poi la carenza di documenti scritti e condivisi: i documenti forniti dalle associazioni di categoria sono linee generiche su cui tracciare i protocolli dello studio armonizzandoli alla propria organizzazione, tecnologia, lay-out e offerta terapeutica. Il copia e incolla crea rischi e non risolve il problema dei controlli. Segnalerei poi la carenza di team training e di disattenzione sul corretto uso dei DPI e sul lavaggio/disinfezione delle mani.

Essere formati e rimanere aggiornati sul rischio biologico è quindi di vitale importanza per lo studio odontoiatrico…
La conoscenza delle norme tecniche, cogenti e non cogenti, inerenti il controllo del processo di decontaminazione preventiva-lavaggio-confezionamento-sterilizzazione è di importanza fondamentale per il buon esito della procedura a salvaguardia della salute di operatori e pazienti.

Lo è anche la conoscenza della logistica della strumentazione e del flusso digitale per identificare lo strumentario nel suo stato potenzialmente infetto/sterile, e la rintracciabilità dello stesso. Un altro tema è la qualità dell’aria e gli inquinanti chimici, fisici e biologici i quali rappresentano potenziali rischi intrinseci nell’ambito di un qualsiasi studio professionale odontoiatrico.

Tutti temi ampiamente trattati nel Corso ECM sul rischio biologico proposto da Accademia Tecniche Nuove. Entriamo nel vivo con qualche anticipazione?
Nel primo dei 4 moduli, seguendo l’approccio “evidence based dentistry” e le indicazioni della Legge n°24/2017 “Gelli-Bianco”, la dottoressa Livia Barenghi descriverà i casi, i focolai e le epidemie iatrogene in ambito odontoiatrico, e gli errori nella prevenzione del rischio infettivo, che li hanno causati. Da cultore della materia ed esperta ricercatrice, la Livia Barenghi non si limita a fornirci lo stato dell’arte, ma ci guida orientandoci a selezionare con criterio metodologico le fonti. Un modulo di grande interesse per il clinico che vuole dare “validazione scientifica” alle procedure da armonizzare alla realtà del proprio studio. Nel secondo modulo, invece, si parlerà di procedure per il controllo del rischio biologico nella pratica clinica con Alessandra Terzo, la quale, con la sua significativa esperienza in qualità di insegnante e tutor in diverse scuole per la formazione ASO, guida i partecipanti a partire dalle precauzioni universali a una gestione integrata delle procedure e dei protocolli per la sicurezza biologica. Gli stessi pazienti, sempre più attenti ed esigenti, hanno necessità di essere rassicurati, anche dagli ASO, sullo standard igienico; diventa fondamentale quindi saper gestire questi elementi con efficacia e, al fine medico-legale, essere in grado di dimostrare in modo documentato, e rintracciabile, lo standard igienico dello strumentario.

Nel corso, ampio spazio è dedicato al processo di sterilizzazione…
Se ne parlerà ampiamente nel terzo modulo a cura del dottor Gianluca Bonomi, tecnico qualificato, che tratterà la normativa tecnica di riferimento con particolare riguardo ai test per il controllo di qualità e la convalida del processo di sterilizzazione. Dedicherò, in prima persona, un paragrafo “ergonomico” per indicare percorsi di massima efficienza (economia di tempi e costi generali) attraverso la logistica dello strumentario e l’informatizzazione del processo.

La qualità dell’aria, per concludere, è un elemento di criticità troppo spesso sottovalutato. Se ne parla nell’ultimo modulo…
L’ambiente in cui operiamo, il cavo orale, e i complessi dispostivi medici che utilizziamo (con canalizzazioni idriche) creano una dispersione aerea di spray contaminanti, da qui l’aerosol infetto, di cui in questi mesi tanto si è parlato in relazione al Covid-19, è solo una parte. Il controllo del rischio biologico che deriva dal cosiddetto inquinamento indoor è un problema esistente da ben prima del Covid-19 e non si risolverà con la sua scomparsa. Per questo è stato affidato l’argomento a due massimi esperti, i professori Piscitelli e Miani, rispettivamente vicepresidente e presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale, che introdurranno all’argomento con rigore scientifico e prospettandoci possibili soluzioni.

 

Il programma

Il corso in modalità FAD “Rischio biologico in odontoiatria. Aggiornamenti anche alla luce dell’emergenza Covid-19” è organizzato in 4 moduli didattici, ha una durata di 10 ore e prevede l’erogazione di Crediti ECM. Data d’inizio 15/02/21. Data fine: 14/02/2022

1° modulo
Il rischio biologico in ambito odontoiatrico
Autore: Livia Barenghi
2°modulo
Procedure per il controllo del rischio biologico nella pratica clinica
Autore: Alessandra Terzo
3°modulo
Controlli sul processo di sterilizzazione: rintracciabilità e logistica
Autori: Gianluca Bonomi, Lorenzo Balsano
4° modulo
Indoor air quality: evidenze e tecnologia
Autori: Prisco Piscitelli, Alessandro Miani (Società Italiana di Medicina Ambientale)

 

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Il rischio biologico, conoscerlo per gestirlo - Ultima modifica: 2021-01-21T12:38:07+00:00 da monicarecagni

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