Cementazione dentale, i principi cardine da tenere a mente

"Nella cementazione, il primo elemento da considerare non è il cemento, ma la preparazione protesica e ancor prima lo studio della preparazione protesica più idonea al caso. Poi, c'è da tener ben presente con quale substrato il clinico dovrà avere a che fare. Infine, una volta scelto il cemento più adatto, è importante seguire con precisione la letteratura e i protocolli forniti dall’azienda". A ricordarlo è Giacomo Derchi, odontoiatra di La Spezia, libero professionista e professore a contratto di Odontoiatria conservativa presso l'Università di Pisa, dove frequenta il Dipartimento di Odontostomatologia e Chirurgia del cavo orale (diretto dal professor Mario Gabriele) e la Scuola di specializzazione in Odontoiatria pediatrica (diretta dalla professoressa Maria Rita Giuca).

Cementazione, perché è bene seguire le indicazioni del produttore

Giacomo Derchi, odontoiatra di La Spezia, è libero professionista e professore a contratto di Odontoiatria Conservativa presso l'Università di Pisa

"Non dimentichiamo che l'azienda, per realizzare i protocolli", spiega Derchi, "investe tempo e denaro per fare i test e provare il prodotto: le varie modifiche ai protocolli che a volte clinico fa, pensando così di migliorarli, per essere efficaci dovrebbero essere sostenute da una casistica numericamente elevata, da una ripetibilità ed un follow up adeguato per valutare i risultati ottenuti dai cambiamenti effettuati".

E riguardo al fattore tempo, quanto è importante rispettare gli intervalli di lavorazione e di fotopolimerizzazione scritti sulla scheda? "È molto importante", sottolinea Derchi che tuttavia rassicura i più timorosi di sbagliare. "Per calcolare correttamente il tempo non serve spaccare il secondo", spiega, "cioè non è necessario usare il cronometro, perché il produttore, nell'indicare quel dato valore temporale, ha già calcolato un certo margine di tolleranza. L'importante è non stravolgere quei valori, perché in quel caso potremmo creare dei danni iatrogeni rischiando il successo clinico nel tempo".

Le novità allo studio

Sono nella maggior parte dei casi condizionate dall'estetica, fa notare Derchi, l'obiettivo verso cui l'odontoiatria tutta è sempre più indirizzata. "La zirconia è sempre stata apprezzata più per le sue qualità di resistenza alla frattura che non per l'estetica, mentre al contrario le ceramiche vetrose più per l'estetica che non per le qualità fisiche.", spiega Derchi, "Oggi assistiamo al tentativo di prendere il meglio da ciascun materiale, così da ottenere sempre e comunque delle buone performance. L'idea è quella di "riempire" la zirconia di parti vetrose così da renderla più estetica e le ceramiche vetrose, invece, con filler di materiali che le rendano più resistenti. La cementazione di questi nuovi materiali dovrà comunque rispettare sempre i principi menzionati, perché il cemento, ricordiamolo ancora una volta, ha il solo compito di perfezionare quel che di buono è già stato realizzato".

La stampa 3D, la vera innovazione 

"Se mettiamo il naso fuori dal nostro settore", dice Derchi, "scopriamo che esistono già manufatti di ceramica e metallo realizzati attraverso le stampanti 3D. Nel settore dentale, per ora, possiamo stampare solo manufatti in resina, ma siamo solo all'inizio di questa rivoluzione. Questo non significa che non avremo più bisogno della cementazione o dell'odontotecnico, perché il suo contributo sarà sempre centrale nel finalizzare il manufatto, così da renderlo unico".

La tecnologia già c'è, fa notare Derchi, quel che mancano sono i materiali adatti ad essere impiegati nel settore dentale. "La ricerca dovrà spingersi in questa direzione", assicura il ricercatore, "solo così si potrà colmare il gap con gli altri settori dove la stampa 3D è applicata con successo. La sfida futura riguarderà la cementazione adesiva di questi nuovi materiali". Un tema che, lascia intendere Derchi, il Dipartimento di Odontoiatria conservativa dell'Università di Pisa sta già affrontando.

Cementazione dentale, i principi cardine da tenere a mente - Ultima modifica: 2020-02-06T09:00:56+00:00 da Pierluigi Altea
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