DM_il dentista moderno_Articolatori digitale

I software di programmazione digitale costituiscono ormai una realtà tra le più affascinanti in ambito protesico, in quanto rafforzano il filo della comunicazione del clinico con il laboratorio (il workflow può diventare digitale fino al 100%, grazie alle integrazioni con sistematiche di rilevazione digitale dell’impronta e con la tecnologia CAD/CAM) e aprono strade strade tutte nuove per quanto riguarda quella con il paziente, che può essere direttamente coinvolto nel processo clinico decisionale.

Approcciare le aree estetiche può risultare particolarmente complesso, anche con il digitale: l’elemento di difficoltà maggiore è probabilmente rappresentato dall’integrazione tra tessuti duri e molli con la riabilitazione protesica.

Recentemente Pozzi e Arcuri, due autori italiani, hanno proposto un nuovo sistema digitale, denominato “smiling scan technique” in grado di ottimizzare la programmazione in implanto-protesi, con uno sguardo particolare proprio per le aree a elevato impatto estetico. Qui di seguito verranno sintetizzati alcuni punti interessanti dello studio recentemente pubblicato sul Journal of Prosthodontic Research. Si consiglia la visione del testo completo al fine di comprendere al meglio gli aspetti più tecnici della sistematica.

La metodica permette la creazione del virtual dental patient (VDP), ovvero un modello tridimensionale del viso del paziente in una posizione statica di sorriso forzato. Lo si potrebbe definire come una digitalizzazione della programmazione smile design su immagini fotografiche. Il VDP viene ottenuto sovrapponendo le immagini in formato DICOM raccolte tramite TC cone beam, realizzata appunto con il paziente sorridente, con i file STL generati da una scansione ottica realizzata con un rilevatore digitale di impronte.

La combinazione assicura una resa ottimale sia dei tessuti molli che di quelli duri e permette la pianificazione protesicamente (verificabile anche con il tool di articolatore o arco facciale virtuali) ma anche esteticamente guidata (gli autori parlano di facially driven guided surgery) della riabilitazione implantare.

Analizzando le differenze rispetto a una programmazione convenzionale di chirurgia guidata full digital, l’aspetto che più colpisce è la possibilità di generare, con gli stessi due esami strumentali, un modello realistico del volto del paziente, ottenendo così diverse informazioni supplementari: proporzioni e simmetrie del viso, rapporti dentolabiali, massima esposizione gengivale e altro ancora.

Gli autori sottolineano anche i vantaggi dal punto di vista del risparmio dei tempi, sia nella programmazione della riabilitazione, sia per quanto concerne l’effettiva fase della realizzazione. L’integrazione con il CAD/CAM permette naturalmente la messa in atto di protocolli di protesizzazione immediata.

Tutto questo si riflette in maniera virtuosa anche sui costi che il professionista deve affrontare.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29655527

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