Luigi Paglia

Nessun sistema sanitario è mai riuscito a sopportare il peso economico dei trattamenti odontoiatrici necessari ai propri cittadini. I costi dell’odontoiatria clinica di buona qualità e che si uniformi ai criteri scientifici è tale da scoraggiare in qualsiasi parte del mondo il decisore politico dal farsene carico, se non in un’ottica preventiva e di intercettamento precoce, come avviene, con alterne fortune, in alcuni paesi del Nord Europa. Questo ha determinato in Italia lo sviluppo di un sistema odontoiatrico privatistico, che definirei di “attesa”, dove il peso economico delle cure è sostenuto direttamente e, in sostanza, totalmente dal cittadino.

La crisi economica in questi anni sta producendo serie difficoltà per le famiglie a sostenere i costi dei trattamenti odontoiatrici. D’altra parte, l’approccio preventivo non è senza costi e richiede un cambio di paradigma e di consapevolezza sia del cittadino sia dell’odontoiatra. Il cittadino dovrà essere sempre più responsabilizzato, sin dalla tenera età, a seguire corretti stili di vita, in modo da non favorire lo sviluppo delle patologie, e l’odontoiatra dovrà passare da un approccio “chirurgico” a uno “medico” e minimamente invasivo. L’obiettivo finale sarà quello di poter intervenire sui fattori di rischio delle malattie odontoiatriche prima ancora che si sviluppino, riducendo al minimo costi economici e biologici in un’ottica preventiva di precisione. Con questo termine si intende l’adozione di strategie preventive mirate alla singola persona, che tengano conto dell’ambiente familiare e sociale, dello stile di vita, della condizione economica e di lavoro del paziente, del suo status psicologico e clinico, oltre che di dati genetici e biologici, come per esempio il microbioma individuale o la mappatura genetica. Si potrà così “personalizzare la prevenzione” e l’intensità e qualità degli interventi, individuando i soggetti a maggior rischio di sviluppare patologie odontoiatriche, come la malattia cariosa e quella parodontale, dando sostanza all’approccio che si va affermando in campo biomedico: l’enpowerment di precisione. In sostanza, il clinico dovrà cercare di comprendere le caratteristiche culturali, il modo di pensare, i punti di forza e di debolezza del paziente, in modo da indurlo a prendersi cura di se stesso in modo efficace e farsi carico del risultato, che dovrà essere non solo, e non più, la guarigione dalla malattia, ma il suo non manifestarsi.

È questa la sfida per rendere sostenibili per la società le cure odontoiatriche. Una sfida che dobbiamo affrontare, come dentisti, per essere credibili e dobbiamo lanciare con le nostre società scientifiche!

Luigi Paglia

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APPROCCIO DI PRECISIONE ALLA PREVENZIONE DELLA MALATTIA CARIOSA IN ETÀ PEDIATRICA

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