L'IA (Intelligenza Artificiale) sta prendedo piede in diversi settori produttivi. Anche nel mondo odontoiatrico c'è chi guarda all'IA come un'opportunità per migliorare i processi organizzativi e la comunicazione, anche con il paziente.
Il fenomeno è già in parte realtà negli Stati Uniti, dove opera anche Paul Edwards, fondatore e CEO di CEDR HR Solutions, azienda specializzata nei software per la gestione delle risorse umane. In un recente editoriale apparso sulla rivista Dental Economics, Edwards lancia però un allarme sui rischi che l'Intelligenza Artificiale può comportare nell'ambito della selezionare del personale anche di uno studio dentistico.

L'IA, qualcosa di più e di diverso dall'intelligenza umana

L'Intelligenza artificiale, così come l'ha definita John McCarthy della Standford University, è la scienza e l'ingegneria delle macchine nate per simulare l'intelligenza umana. Tuttavia, il sistema, abbinato alla capacità di apprendimento di cui sono capaci questi dispositivi, fa qualcosa di più e di diverso. Analizza una grande quantità di dati, per esempio quelli relativi alle assunzioni avvenute in un certo settore. Poi è in grado di riconoscere ed estrapolare modelli, anche laddove questi non fossero evidenti, né dichiarati. In pratica, riesce a individuare il modo di pensare prevalente, in una parola i pregiudizi sottesi a qualunque attività umana. Ed è proprio qui che può nascondersi il problema messo in luce da Paul Edwards e che potrebbe interessare anche il settore dentale da sempre molto sensibile all'innovazione.

l'IA svela e amplifica i pregiudizi, anche di genere

Prima di affidare ad una macchina il compito di selezionare i curriculum vitae per un'assunzione, è bene sapere i rischi a cui si potrebbe andare incontro. Amazon, per esempio, già nel 2018 aveva affrontato il problema. La loro IA in uso si era "formata" analizzato le assunzione avvenute nel passato, per lo più di uomini. Sulla base di questi dati, il sistema tendeva ad escludere le candidate donne. Per questa ragione Amazon fu costretto a disattivare il sistema per non infrangere la legge sulle pari opportunità.
In alcuni ambiti l'IA comporta più rischi che benefici. Nel caso della gestione del personale, per esempio, fa notare Paul Edwards, l'IA non riesce ancora a distinguere il lavoro del singolo da quello di gruppo. Nel valutare la produttività, per esempio, cade in errore, non essendo  capace di riconoscere il valore di alcune attitudini molto utili ed apprezzate in tutti i settori produttivi, come la capacità di cooperare. Affidare all'Intelligenza Artificiale il giudizio sul valore di un collaboratore è dunque molto rischioso. Meglio continuare ad usare i sistemi tradizionali, meno veloci, ma più in linea con quel che richiede il mercato del lavoro.

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IA e assunzioni del personale, attenzione ai pregiudizi nascosti - Ultima modifica: 2022-11-15T14:31:40+00:00 da Pierluigi Altea

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