Muove i primi passi nel panorama scientifico internazionale il progetto di International Academy of Innovative Dentistry, fondata da 40 medici e dentisti da 13 nazioni e cinque continenti, fra i quali i dottori Cristian Coraini e Giovanni Olivi. L’intento è dar vita a una società scientifica mirata all’introduzione delle tecnologie innovative e attenta all’integrazione delle culture rappresentate.

 

Il momento storico segnato dalla pandemia non sembra a prima vista il più propizio per far nascere una nuova società scientifica in odontoiatria la cui attività dovrebbe inevitabilmente legarsi anche all’organizzazione di corsi e congressi di respiro internazionale. Ciononostante, basandosi su un lavoro comune già avviato in passato e mossi dalla fiducia in un’iniziativa capace di far tesoro di più tradizioni e culture per portare innovazione alla disciplina, Cristian Coraini, Giovanni Olivi e un gruppo di co-fondatori provenienti da tutto il mondo ci hanno fermamente creduto. Il risultato è la creazione di IAID, International Academy of Innovative Dentistry, animata dalla volontà di promuovere l’uso delle tecnologie più avanzate e di offrire formazione con un approccio trasversale, proponendosi con una formula originale e come un’alternativa alle molte altre realtà societarie esistenti. Sul come e sul perché Coraini e Olivi si sono soffermati - presidente eletto l’uno e presidente per il biennio 2021-2022 il secondo - con un’intervista rilasciata a Il Dentista Moderno.

 

Giovanni Olivi e Cristian Coraini
Quali sono le principali differenze fra IAID e le varie sigle che siamo abituati a conoscere?

Abbiamo compiuto un percorso comune grazie ai ruoli attivi e apicali ricoperti presso altre società e abbiamo condiviso esperienze direttive e organizzative, positive e negative, delle quali crediamo di aver fatto tesoro, e che adesso vogliamo dunque tradurre e integrare in un contesto internazionale. Ci uniscono la fattività e la “pro-attività”, e la convinzione che in Italia come nel mondo poche organizzazioni siano concentrate sulle tecnologie innovative quanto IAID. Spesso, l’approccio alla disciplina ci appare troppo settoriale, fatto di società scientifiche composte sì da professionisti validissimi e super-competenti, ma ciascuno più o meno confinato a uno specifico comparto e campo d’azione. Le tecnologie più attuali in uso risultano trasversali a tutti o quanto meno a molti: basti pensare per esempio ai sistemi CAD-CAM ed alla diagnostica 3D. Di qui l’idea di creare un’associazione impegnata davvero nell’hi-tech a 360 gradi.

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La visione multidisciplinare beneficia anche dalla collaborazione con esperti di altri Paesi?

Senz’altro; e anche questo è un tratto distintivo dell’Academy. Perché solitamente, per avere una strategia multi-disciplinare le società scientifiche devono avere al loro interno soci dotati di questa caratteristica o altrimenti, per dare ad alcune tematiche un taglio adatto, servono contributi esterni. IAID è costituita per ora da 40 multi-specialisti provenienti da 13 Paesi fra Asia, Stati Uniti, Europa, Africa e Australia: l’internazionalizzazione è nel suo codice genetico. Ognuno possiede metodologie proprie e tipiche della cultura medico-odontoiatrica e tecnologica della sua nazione, il che rappresenta di per sé un valore aggiunto. L’obiettivo è semplificare e migliorare quello che il dentista solitamente esegue, in diagnostica e in terapia, stimolando il confronto informale e la condivisione di intenti sui temi che sono destinati poi a rappresentare il cuore dei nostri corsi.

In particolare, su quali tematiche intendete concentrare la Vostra offerta formativa futura?

Uno dei temi più attuali è quello della Aesthetic dentistry e funzione concepite con una lettura gnatologica moderna, allargata all’estetica facciale e periorale. È essenziale che questi argomenti siano trattati con un approccio diagnostico e terapeutico innovativo a tutto tondo, introducendo e approfondendo i vantaggi che tecnologie come laser, microscopia, odontoiatria digitale, CAD-CAM, possano portare, partendo da una visione olistica della salute dentale e della salute tout court.

Si torna così inevitabilmente alla multidisciplinarità e all’internazionalità. Il punto di forza risiede nel mettere a confronto una molteplicità di tecniche e tradizioni per imparare qualcosa da ognuna. Soluzioni CAD CAM; diagnostica 3D, programmazione implantare con tomografia cone-beam, microscopia operatoria e non solo; estetica peri e intra-orale, laser in pedodonzia per trattamenti ultra conservativi e minimamente invasivi: tutti argomenti in cui le varie discipline sono presenti in modo integrato. E come accennavamo, la strumentazione più innovativa al servizio della protesi ad esempio: rilievi biomeccanici misurabili e registrabili, condilografia e assiografia digitale, fino all’accelerometro inerziale e test per valutare la performance atletica.

Certo, non deve essere semplice organizzare lezioni e appuntamenti congressuali dal vivo…

In effetti, i programmi già definiti sono stati momentaneamente parcheggiati online. Parlare di calendari, oggi, è complicato, perché la strategia di IAID prevede una formazione itinerante di corsi, seminari e convegni già pianificati oltre che in Italia, negli Stati Uniti, in Polonia, in Asia, in Australia e a Dubai, oggi bloccati per il veto ai trasferimenti internazionali.  Le aziende partner, a livello locale e internazionale, ci supportano ma per ora è tutto in stand-by. Parleremo di calendari al momento giusto, magari quando la campagna vaccinale sarà in fase più avanzata e si sarà fatta chiarezza su pass e greencard. Guardiamo comunque con fiducia al futuro.

 

Globale e multidisciplinare: l’approccio di IAID all’Innovative Dentistry - Ultima modifica: 2021-05-04T10:58:00+00:00 da redazione

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