Fumo come fattore causale della malattia cariosa?

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L’odontoiatra ha un ruolo importante nell’educazione antifumo. L’abitudine al tabagismo è dannosa per la salute a livello sistemica. Per quanto riguarda la salute orale, rappresenta un riconosciuto e importante fattore nell’eziopatogenesi sia della patologia più grave in ambito odontoiatrico, il cancro orale, sia di una delle patologie di maggiore interesse clinico e prevalenza, la malattia parodontale.

Pare a questo punto interessante interrogarsi sulla possibilità di un ruolo nella patogenesi dell’altra grande (anche in termini epidemiologici) malattia odontoiatrica, la carie, come in effetti è stato fatto da un numero crescente di lavori scientifici.

Recentemente, il gruppo di lavoro di Jiang ha valutato le basi per una revisione sistematica con metanalisi sul tema: lo studio è stato pubblicato nel 2019 su Tobacco Induced Diseases e, successivamente, analizzato da Brignardello-Petersen per il Journal of the American Dental Association.

Quale associazione tra fumo e carie?

La ricerca, aggiornata a dicembre 2018, ha coinvolto tre banche dati elettroniche (PubMed, EMBASE e Cochrane), selezionando un totale di 11 studi osservazionali, che hanno considerato un campione complessivo di quasi 23mila partecipanti. L’analisi quantitativa ha evidenziato nei fumatori, in media, la presenza di 1.20 tra denti cariati, mancanti o otturati in più rispetto ai non fumatori. Il risultato permane nel secondo indice epidemiologico, relativo, che registra un +1.88 nei fumatori.

Dal punto di vista metodologico, il lavoro è stato condotto correttamente nella ricerca, selezione, valutazione e sintesi delle evidenze, il cui livello qualitativo viene indicato dagli autori come moderato-alto.

La revisione per JADA evidenzia tuttavia alcuni limiti.

Gli autori non hanno specificato come avessero stabilito se l’ampiezza nei singoli studi fosse sufficiente a minimizzare i fattori confondenti. Non è stata presentata una sintesi dei 5 studi inclusi ma non portati alla metanalisi.

Non sono poi stati indicati i criteri adottati, nei diversi studi, nel definire un paziente un fumatore. Si aggiunga a questo il fatto che la maggioranza degli studi inclusi segue un modello cross-sectional, per cui la rilevazione dell’abitudine al fumo e quella relativa alla malattia cariosa sono state condotte allo stesso tempo.

Al netto delle problematiche espresse, l’unica conclusione che si può confermare è la tendenza a maggior esposizione a carie nei soggetti fumatori. Allo stato attuale delle evidenze, tuttavia, manca il link causale, come del resto titolato dalla stessa Brignardello-Petersen.

Del resto, sono gli stessi autori della revisione ad ammettere la mancata possibilità di indicare il fumo come un vero e proprio fattore di rischio e, conseguentemente la necessità di allestire più studi di tipo longitudinale. Studi che, a questo punto, risultano però pienamente giustificati proprio dall’evidenza epidemiologica.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31516477

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/32081300

Fumo come fattore causale della malattia cariosa? - Ultima modifica: 2020-04-09T07:07:47+00:00 da redazione
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