Fondazione GIMBE: analisi del contagio da Covid-19 tra gli operatori sanitari

Figura. COVID-19: operatori sanitari contagiati in Italia
Figura. COVID-19: operatori sanitari contagiati in Italia

La Fondazione GIMBE prosegue la propria attività di monitoraggio indipendente della situazione Covid-19 in Italia, ponendo particolare attenzione ad alcuni tra i dati più trascurati dell’ultimo periodo: quelli che riguardano i contagi degli operatori sanitari.

«In un contesto di generale stabilità del quadro epidemiologico nazionale – spiega il Presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta – abbiamo approfondito un tema trascurato negli ultimi tempi, ovvero il contagio degli operatori sanitari che durante questi mesi hanno pagato un prezzo molto alto condizionando anche l’evoluzione dell’epidemia. Infatti, oltre alla riduzione della ‘forza lavoro’, gli operatori sanitari contagiati sono divenuti inconsapevoli veicoli di infezione, in particolare dei pazienti più fragili.»

Ecco i dati elaborati dalla Fondazione (resi disponibili dall’Istituto Superiore di Sanità e dal bollettino epidemiologico):

  • Al 30 giugno risultano contagiati 29.476 operatori sanitari, il 12,3% dei 240.578 contagi totali nazionali.
  • Al 23 giugno risultano 87 operatori sanitari deceduti per COVID-19, per un tasso di letalità dello 0,3%. Stride la discrepanza con il numero dei 171 medici deceduti resi noti dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e Odontoiatri.
  • Al 28 aprile su 20.593 operatori sanitari contagiati il 47,4% sono infermieri e ostetrici, il 22% medici prevalentemente ospedalieri, il 14,6% operatori sociosanitari e il 16% altre professioni sanitarie.
  • Al 16 aprile quasi il 90% degli 11.738 contagiati si concentra tra setting ospedaliero (70,9%) e territoriale (18,5%), mentre il restante 10,6% si divide tra case di riposo, residenze per anziani e altri setting di assistenza residenziale o ambulatoriale.
  • Al 2 aprile quasi l’81% degli operatori sanitari contagiati si concentravano in tre Regioni: Lombardia (61,6%), Emilia-Romagna (10,8%) e Veneto (8,4%). 

Un dato rilevante, fa presente la Fondazione, è che dal 4 maggio al 30 giugno 7596 operatori sanitari sono risultati positivi ai test, ovvero il 26,5% dei 28.640 nuovi positivi in Italia di quel periodo.

«Davanti a questi dati – prosegue Cartabellotta – il dubbio sorge spontaneo: è possibile che mesi dopo l’inizio dell’epidemia non siamo ancora in grado di garantire agli operatori sanitari il massimo livello di protezione con adeguati dispositivi di protezione individuale e protocolli di sicurezza?  O questi numeri devono essere piuttosto interpretati alla luce della massiccia attività di testing condotta su questa categoria professionale, che ha permesso di identificare un numero molto più elevato di positivi rispetto alla popolazione generale?»

«La Fondazione GIMBE – conclude Cartabellotta – ritiene inaccettabile la mancata disponibilità di dati analitici relativi alla distribuzione regionale, al contesto assistenziale e al ruolo/qualifica professionale degli operatori sanitari contagiati che consentirebbero di comprendere meglio il fenomeno e mettere in atto le opportune strategie preventive a tutela degli operatori e dei cittadini. L’ennesimo ‘buco nero’ su una delle principali determinanti della diffusione dell’epidemia nel nostro Paese.»

Fondazione GIMBE: analisi del contagio da Covid-19 tra gli operatori sanitari - Ultima modifica: 2020-07-06T07:11:00+00:00 da redazione
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