Si parla di fluorosi dentale quando vi è un eccessivo deposito di fluoro nello smalto. Le fluorosi si presentano come lesioni della superficie di colore bianco o giallastro.

Elevate dosi di fluoro sin dall’età dello sviluppo, soprattutto in aree con acque ricche in fluoro, possono inficiare negativamente sullo sviluppo del dente, in particolar modo nella fase di mineralizzazione dello smalto.

Nonostante il fluoro sia fondamentale nella prevenzione di lesioni cariose, è fondamentale un dosaggio adeguato: secondo le raccomandazioni dell’OMS , l’assunzione di fluoro deve attenersi tra 0.05 e 0.07 mg F/Kg/giorno e si parla di fluorosi se supera dagli 1.5 ai 4 mg/L.

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L’indice principale di classificazione delle fluorosi è il Tooth Surface Index of Fluorosis (TSIF) . 

Diverse sono le possibili soluzioni alle cosiddette white spot: un problema può essere rappresentato dalla tendenza a favorire quelle più invasive quali micro/macro abrasione, sbiancamento, restauri in composito, faccette e corone.

L’alternativa che si vuol fornire a queste è una tecnica più conservativa, l’infiltrazione con resine fluide.

Questa è oggetto dello studio qui considerato, stato condotto sui denti permanenti di un totale di 30 pazienti pediatrici, trattando 200 lesioni da fluorosi non cromatiche in aree vestibolari ed effettuando richiami periodici di igiene professionale.

Il trattamento è stato identico per tutti:

  • isolamento del campo con diga di gomma
  • trattamento della superficie dentale con pasta da profilassi senza fluoro
  • mordenzatura con acido cloridrico al 15% per 120 secondi
  • risciacquo della superficie con abbondante acqua per 30 secondi e asciugatura con aria
  • applicazione di etanolo puro al 99% per 30 secondi
  • asciugatura della superficie e applicazione di resina infiltrante lasciata in posizione 3 minuti
  • eliminazione degli eccessi con batuffoli di cotone e filo interdentale, quindi polimerizzazione con lampada UV per 40 secondi
  • seconda infiltrazione, lasciata in loco per 1 minuto e nuovamente polimerizzazione per 40 secondi
  • lucidatura della superficie e rifinitura degli spazi interprossimali 

Sono stati quindi analizzati diversi parametri, sottoponendo i pazienti a questionari, allo scopo di valutare la sensibilità , linsoddisfazione estetica dovuta alle lesioni, il comfort e il dolore durante il trattamento.

Tutti i parametri analizzati hanno riportato enorme soddisfazione e feedback molto positivi da parte dei pazienti, con un’elevatissima percentuale di successo, come possiamo vedere dai dati presenti nello studio.

In conclusione, la metodica viene indicata come valida, conservativa e con un’alta percentuale di successo. Inoltre, si tratta di una terapia ben accettata dai pazienti stessi, anche dal punto di vista economico.

Per contro, lo studio è limitato a pochi casi e soprattutto si riduce ad un follow-up annuale; saranno pertanto necessari, nel prossimo futuro, campioni maggiormente numerosi e controlli a lungo termine.

Riferimenti bibliografici
  1. Zotti F, Albertini L, Tomizioli N, Capocasale G, Albanese M. Resin Infiltration in Dental Fluorosis Treatment-1-Year Follow-Up. Medicina (Kaunas). 2020 Dec 29;57(1):22. 
  2.  Wong, E.Y.; Stenstrom, M.K. Onsite defluoridation system for drinking water treatment using calcium carbonate. J. Environ. Manage. 2018, 216, 270–274.

  3.  Nor, N.A.M. Methods and indices in measuring fluorosis: A review. Arch. Orofac. Sci. 2017, 12, 77–85.

Follow-up a 1 anno di pazienti con fluorosi trattati con resine infiltranti - Ultima modifica: 2021-12-07T06:04:30+00:00 da redazione

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