Fenotipo parodontale

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Dal 2016 l’American Academy of Periodontology ha scelto di studiare alcune tematiche cliniche, riguardanti il trattamento delle malattie parodontali e perimplantari, con il modello del best evidence consensus. Il concetto è quello di porre delle domande di interesse clinico, da indagare ciascuna con il sistema della revisione sistematica della letteratura: le evidenze sono poi oggetto di dibattito da parte del pannello degli esperti.

Recentemente, tale sistema di studio ha preso in esame un concetto clinico di recente introduzione, quello di fenotipo parodontale, definito come la combinazione del fenotipo gengivale, cioè le caratteristiche volumetriche tridimensionali della gengiva, con il morfotipo osseo, che consiste nello spessore del bone plate.

Il documento di best evidence consensus è stato recentemente pubblicato sulla rivista della società scientifica, il Journal of Periodontology, e considera, ancora più nello specifico, l’impatto della terapia modificante il fenotipo sulla salute parodontale, sui tessuti molli che circondano riabilitazioni protesiche fisse e nel contesto di un trattamento ortodontico. I tessuti a fenotipo sottile, infatti, risultano maggiormente esposti a rischio di recessione, infiammazione, parodontite/perimplantite e potrebbero beneficiare di interventi chirurgici, coinvolgenti tanto i tessuti molli quanto quelli duri, atti a incrementarne gli spessori.

Il primo quesito clinico indicato è proprio quello sul potenziale effetto della modificazione del fenotipo da sottile a spesso nel mantenimento della salute parodontale. Il tema è stato indagato attraverso 3 sotto-quesiti.

Il primo indaga i fattori in grado di influenzare il fenotipo gengivale. Questo, in realtà, varia non solo tra individui diversi, ma anche in diverse aree del cavo orale in uno stesso individuo.

In regione frontale superiore, è stata rilevata una correlazione positiva tra spessore gengivale e ampiezza del tessuto cheratinizzato. Sono gli stessi incisivi centrali superiori a presentare, mediamente, i massimi dati di spessore gengivale e ampiezza del tessuto cheratinizzato, seguiti da incisivi laterali e canini.

Il fenotipo gengivale non sembra essere influenzato né dall'età né dal sesso; su quest’ultimo dato, in realtà, alcuni studi riportano una maggiore prevalenza di fenotipo sottile nel sesso femminile rispetto a quello maschile. Più rilevante sembrerebbe il dato etnico, per cui sono i soggetti asiatici a presentare più frequentemente fenotipo gengivale rispetto ai caucasici.

Tornando al possibile effetto del biotipo sulla salute parodontale, la profondità della tasca sarebbe, in realtà, maggiore nei soggetti con fenotipo spesso e vi sarebbe disaccordo anche per quanto riguarda la possibile correlazione tra fenotipo sottile e sanguinamento al sondaggio.

La salute parodontale può, pertanto, essere normalmente mantenuta a fronte di un biotipo sottile, che risulta soggetta piuttosto a un maggiore rischio di recessioni gengivali.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31943219

 

Fenotipo parodontale - Ultima modifica: 2020-04-21T06:17:40+00:00 da redazione

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