Il diastema interincisale costituisce una condizione clinica di comune riscontro.

La variabilità riportata nella letteratura è estremamente ampia, nel soggetto subadulto, come anche la tendenza alla permanenza a fine crescita, che va dall’1.6% al 25.4%.

La sua presenza è a tutti gli effetti da considerare fisiologica fino alla cosiddetta “fase del brutto anatroccolo”. Terminata questa, per azione della spinta esercitata dagli incisivi laterali e, successivamente, dai canini, normalmente il diastema si chiude, intorno ai 12 anni. Valutare l’ampiezza del diastema è clinicamente utile a partire dall’eruzione dei laterali. Maggiori le dimensioni del diastema, minore la probabilità che possa chiudersi del tutto spontaneamente. Tale sistema, dotato di un’accuratezza pari all’88% in dentizione decidua, suggerisce di intervenire in fase precoce a fronte di diastemi di ampiezza superiore a 1,85 mm.

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Dal punto di vista eziologico, numerosi sono i fattori per cui è stata rilevata una correlazione. Recentemente, nell’ottica di implementare i criteri decisionali di intervento precoce, un gruppo di lavoro internazionale si è proposto di ricercare, nelle evidenze attualmente disponibili, i fattori eziologici del diastema interincisale al di sotto dei 12 anni.

Lo studio è stato impostato secondo il modello della revisione sistematica, ha sondato le banche dati Medline, Cochrane Central Database, Ovid, coprendo un arco temporale praticamente coincidente con la clinica odontoiatrica contemporanea, dal 1960 fino al giorno d’oggi (esattamente la fine del 2019).

Partendo da una base di poco più di 1.200 record, al netto dei duplicati, sono stati valutati 59 lavori scientifici potenzialmente utili. Di questi 8 sono stati i full text sottoposti a valutazioni qualitativi: 3 studi cross-sectional, altrettanti studi retrospettivi, a cui si aggiungono 2 studi prospettici. Con una sola eccezione (un survey condotto in India), l’evidenza è stata valutata di qualità soddisfacente o buona.

I risultati riportano come fattori eziologici di principale riscontro i seguenti: presenza di elementi dentari soprannumerari, morfologia del frenulo mascellare e alterazioni della dinamica inspiratoria (lo studio parla esattamente di “nasal airflow condensation”).

La maggior parte degli studi inquadra la condizione patologia del diastema attraverso una metodica combinata clinico-radiografica, tre usano metodi esclusivamente clinici (uno visivo diretto e il dental aesthetic index DAI), uno si avvale solo di imaging radiografico. A questo proposito, più di uno studio ha visto l’impiego della TC cone beam.

In conclusione, la revisione riconosce alcuni fattori causali che esulano dalle semplici dimensioni del diastema. Il frenulo, ad esempio, è la causa meglio riconosciuta nella pratica clinica, spesso indirizzata alla correzione chirurgica.

L’approccio intercettivo al paziente sotto i 12 è in grado in favorire la risoluzione del diastema, limitando l’entità di interventi successivi.

Riferimenti bibliografici sul diastema

https://www-ncbi-nlm-nih-gov.pros.lib.unimi.it/pmc/articles/PMC8197578/

Fattori eziologici del diastema prima dei 12 anni: una revisione sistematica - Ultima modifica: 2021-06-21T06:02:38+00:00 da redazione

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