Utilizzo di fattori di crescita fibroblastici nella rigenerativa parodontale

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Il complesso ingegneria tissutale/medicina rigenerativa rappresenta ormai una realtà terapeutica applicabile a diversi substrati organici, con il fine di riparare tessuti deficitari e ripristinare la normale funzione d’organo. Tra gli impieghi specialisti possibili, in ambito odontoiatrico va citato il trattamento di difetti ossei parodontali, i quali a loro volta rappresentano una parte dei minus ossei di interesse odontostomatologico. Per analogia, queste metodiche hanno trovato spazio anche nella rigenerazione di difetti perimplantari.

Le tecniche attualmente in uso prevedono l’impiego di materiali diversi: in questo senso, i fattori di crescita sono stati ampiamente studiati come materiale, appunto, ma anche come mediatore dei processi di guarigione e rimodellamento del tessuto osseo. Tra le diverse molecole viene qui ricordato il gruppo dei fattori di crescita fibroblastici (fibroblast growth factor FGF), con particolare interesse per il tipo 2.

Video updated on Youtube by Oxford Academic (Oxford University Press)

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FGF venne scoperto nel 1974, all’interno della ghiandola pituitaria del bovino, come una fattore in grado di stimolare la proliferazione dei fibroblasti. Dieci anni più tardi, vennero distinte due proteine (FGF-1 e -2) in base al grado di acidità-basicità. Nei due anni successivi, vennero  identificata la sequenza amminoacidica di FGF-2 bovino e clonato il corrispettivo cDNA umano.

In seguito, furono ricercati per analogia altri geni codificanti FGF: ad oggi, ne sono stati identificati 22. Le proteine sono state classificate in 7 sottofamiglie sulla base della struttura amminoacidica: la prima di queste comprende le 2 molecole originali, FGF-1 e -2. Ciascun polipeptide è formato da 150-200 residui amminoacidici, con un core caratterizzato da alti livelli di omologia.

Per quanto riguarda la trasmissione del segnale, sono classificati 4 diversi recettori (7 al netto dei processi di splicing alternativo), tutti ad attività tirosin chinasica.

I diversi FGF hanno un importante ruolo nei processi di differenziamento e crescita di diversi citotipi embrionali, ivi compresa l’odontogenesi umana. Hanno anche un’azione nei meccanismi di riparazione e rigenerazione dei tessuti. FGF-2, che come anticipato è la molecola a maggior interesse parodontale, manifesta attività di segnalazione proliferativa di vasi sanguigni – capillari in particolare: in ambito medico trova applicazione nel trattamento di ferite complesse – e cellule mesenchimali. Sembra che la molecola abbia anche un ruolo nel differenziamento di tali precursori cellulari a osteoblasti.

Per quanto riguarda l’uso nell’ingegneria tissutale del parodonto, FGF-2 sembra avere un’attività di controllo sul differenziamento delle cellule del legamento paradontale e, nel contempo, stimola la proliferazione cellulare. Trial clinici, confermati recentemente da una revisione sistematica, ne affermano l’efficacia nella rigenerazione di difetti ossei parodontali.

Utilizzo di fattori di crescita fibroblastici nella rigenerativa parodontale - Ultima modifica: 2017-03-30T07:11:04+00:00 da redazione

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