Covid_protocolli_operativi_studio_dentistico

Nel webinar "Covid-19 e Odontoiatria" dello scorso 5 maggio, abbiamo illustrato i protocolli operativi per lo studio odontoiatrico nella fase 2, quella di convivenza con il Covid-19.

In questo articolo abbiamo raccolto le principali domande e risposte emerse nel corso webinar, riportando integralmente le indicazioni di Luigi Paglia, autore della relazione "Covid-19, strategie operative per il team odontoiatrico".

Domanda 1. In una procedura ad alto rischio, con generazione di aerosol, è sufficiente indossare una mascherina chirurgica tre strati IIR e visiera?

Le mascherine chirurgiche sono disponibili nei seguenti tipi: I, II e IIR, con protezione crescente a seconda degli strati filtranti e della conseguente filtrazione batterica, che arriva al 98% per il tipo IIR (UNI EN 14683). Proteggono da aerosol e da particelle visibili di secrezioni respiratorie e nasali, ma avendo una trama più larga non proteggono da particelle inferiori ai 0,7 micron, quindi dal virus e inoltre andrebbero comunque sostituite ogni 2-3 ore perche inumidendosi perdono efficacia.

Le mascherine chirurgiche sono raccomandate (Bartoszko JJ et al., 2020; Ma QX et al., 2020; Leung NH et al., 2020; Peng X et al., 2019; Meng L. et al., 2020) nelle seguenti fasi:

  • ricevimento in sala di attesa;
  • nel disbrigo delle pratiche amministrative con il paziente;
  • durante tutte le fasi di sanitizzazione ambientale;
  • durante le fasi di decontaminazione, lavaggio e sterilizzazione dei dispositivi riutilizzabili;
  • gestione dei rifiuti sanitari;
  • tra operatori quando non e possibile mantenere la distanza di almeno un metro;

L’OMS indica il ricorso a mascherine FFP2 in caso di pazienti con sintomi respiratori conclamati o con sospetto di patologia COVID (anche se non da loro denunciata) e in caso di procedura che genera droplets o aereosol (WHO 6 april 2020). Inoltre le mascherine filtranti possono essere utilizzate sino alle sei ore, a meno che non ci sia situazione di usura e contaminazione (WHO 6 april 2020). È raccomandabile utilizzare mascherine filtranti monouso senza valvola: pur essendo disponibili mascherine che dopo reprocessing possono essere riutilizzate, attualmente non vi è evidenza scientifica poiché tali metodi di reprocessing non sono stati ancora validati (WHO 6 april 2020).

Domanda 2. Disinfezione delle impronte e dei manufatti protesici dalla poltrona al banco ritocchi, quali disinfettanti potrebbero essere i più indicati?

Disinfezione delle impronte (Chidambaranathan AS et al., 2019)

Tutte le terapie odontoiatriche che prevedono la fabbricazione di dispositivi individuali comportano la rilevazione di impronte e lo scambio di manufatti e registrazioni delle arcate del paziente tra studio e laboratorio, con la possibilità di trasmissione crociata dell’infezione per contatto con materiale infetto. Da uno studio scientifico e emerso che i materiali siliconici sono più facilmente disinfettabili rispetto agli idrocolloidi (Kotsiomiti E et al., 2008).

Le impronte devono essere lavate e disinfettate in studio prima dell’imballaggio, per immersione o tramite spray. Si consiglia di consultare le indicazioni del materiale da impronta riguardanti la compatibilità con i disinfettanti virucidi. Il virus può essere efficacemente inattivato da disinfezione di superficie protratta per 1 minuto, con soluzioni contenenti 62-71% di etanolo, 0.5% di perossido di idrogeno o lo 0.1% di ipoclorito di sodio (Kampf G et al., 2020; Ministero della Salute Febr 2020), sali di ammonio quaternario e fenossietanolo.

Altri agenti biocidi come il cloruro di benzalconio al 0.05-0.2% o la clorexidina digluconato all0 0.02% sono meno efficaci.

Nello studio odontoiatrico gli operatori, prima di inviare il materiale al laboratorio odontotecnico, devono svolgere le seguenti operazioni:

  1. Lavare il manufatto protesico o l’impronta immediatamente dopo la rimozione, i residui organici se non immediatamente rimossi inibiscono l’azione del disinfettante.
  2. Sterilizzare il materiale in grado di sopportare il trattamento in autoclave o disinfezione fisica (metalli e ceramiche); decontaminare con disinfettante virucida i materiali inadatti a trattamenti fisici (impronte, cere, resine). Le operazioni di disinfezione devono essere eseguite indossando i dispositivi di protezione, possibilmente nella zona operativa dove e avvenuto il trattamento.
  3. Dopo la disinfezione, con guanti puliti, inserire il materiale in un sacchetto e sigillarlo.
  4. Il modulo di prescrizione va compilato al di fuori della zona operativa e posizionato in una busta di plastica separata, per evitarne la contaminazione.
  5. Segnalare in prescrizione il pericolo di contagio e specificare le operazioni di disinfezione svolte. È indispensabile concordare con il responsabile del laboratorio le modalità di trattamento del materiale e delle operazioni di disinfezione e di imballaggio. Si consiglia l’adozione di check-list scritte per tutti gli operatori coinvolti nella gestione dei manufatti.
  6. Protesi dentali, apparecchi e porta impronte in arrivo dal laboratorio devono essere disinfettati con disinfettanti virucidi come sopra indicato, prima di essere introdotti negli ambienti operativi. Attenzione deve essere posta alla disinfezione della confezione di imballaggio e al corretto smaltimento di materiali provenienti dall’esterno.
  7. I materiali permeabili (gesso, alginato) potrebbero non essere completamente disinfettabili nei confronti del COVID-19, se ne consiglia la gestione con guanti e dispositivi di protezione. Evitare il contatto di manufatti contaminati con modelli in gesso. L’adozione di materiali idrorepellenti (elastomeri da impronta, materiali plastici per modelli) facilita le procedure di disinfezione.
  8. La digitalizzazione di alcune procedure (impronte, stampa dei modelli, moduli di prescrizione) riduce il rischio di contaminazione crociata.

Domanda 3. Ortodonzia quali suggerimenti su: tempistiche, misure di sicurezza, priorità, appuntamenti che possono essere rimandati, prime visite.

Per quanto riguarda priorità e appuntamenti che possono essere rimandati mi rifarei a questo articolo. Le tempistiche purtroppo dovranno essere dilazionate. Se si eseguono procedure che non producono aerosol si potrà diminuire l’aerazione degli ambienti lavorativi per cui si raccomanda di attuare l’aerazione naturale delle aree operative per almeno 10-15 minuti (Pyankov OV et al., 2018), si potranno utilizzare mascherine chirurgiche e non FFP2 mentre tutti gli altri dispositivi di protezione rimangono i medesimi.

Domanda 4. Cure non urgenti di pazienti che hanno avuto Covid 19, guariti: quanto è consigliabile attendere dall'ultimo tampone negativo e/o dalla remissione dei sintomi?

Si definisce clinicamente guarito un paziente che, dopo aver presentato manifestazioni cliniche (febbre, rinite, tosse, mal di gola, eventualmente dispnea e, nei casi più gravi, polmonite con insufficienza respiratoria) associate all’infezione documentata da SARS-CoV-2, diventa asintomatico per risoluzione della sintomatologia clinica presentata. Il soggetto clinicamente guarito può risultare ancora positivo al test per la ricerca di SARS-CoV-2. Il paziente guarito e colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da COVID-19 e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di SARS-CoV-2. Pur non esistendo chiare evidenze a supporto, si ritiene opportuno suggerire di risottoporre al test il paziente risultato positivo, una volta avvenuta la risoluzione dei sintomi clinici e, in caso di persistenza della sintomatologia, non prima di 7 giorni dal riscontro della prima positività.

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FAQ Covid-19 e Odontoiatria - Ultima modifica: 2020-05-25T10:03:12+00:00 da redazione
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