La parodontite è una patologia infiammatoria conseguente all’esposizione prolungata dei tessuti parodontali ai batteri patogeni. I probiotici sono batteri in grado di esercitare effetti benefici sull’organismo. Tali benefici sono stati dimostrati in diverse patologie del tratto gastro-intestinale (morbo di Crohn, coliti ulcerative ecc.) e sono stati imputati a due meccanismi: da un lato, la capacità dei probiotici di regolare e riequilibrare i meccanismi infiammatori; dall’altro, il meccanismo di competizione che si instaura tra i probiotici e i batteri patogeni e che diminuisce la prevalenza dei secondi. Diversi studi hanno dimostrato un effetto benefico dei probiotici sulla salute del cavo orale, in particolare sulla diminuzione dei parametri infiammatori della parodontite. Tali studi hanno valutato l’effetto di diversi ceppi di probiotici, somministrati con diverse modalità. I tre abstract proposti sono un esempio della letteratura più recente riguardo a questo argomento.
L’influenza di una bevanda al latte con aggiunta di probiotici nello sviluppo della gengivite: studio pilota
The influence of a probiotic milk drink on the development of gingivitis: a pilot study
Staab B, Eick S, Knöfler G, Jentsch, H. J Clin Periodontol 2009;36(10):850-6.
Da questo studio clinico emerge che la somministrazione di Lactobacillus casei può avere effetti immuno-modulatori reversibili sull’infiammazione gengivale indotta da placca.
In questo studio sono stati reclutati 50 studenti volontari sani senza malattia parodontale. I soggetti sono stati destinati in modo randomizzato a uno dei due gruppi (T0).
Nel gruppo controllo non è stato effettuato alcun trattamento, mentre nel gruppo test i pazienti hanno assunto una volta al giorno per 8 settimane una bevanda a base di latte contenente Lactobacillus casei (Yakult®). Dopo 8 settimane (T1) è stato chiesto ai pazienti di entrambi i gruppi di astenersi per 4 giorni (T2) da ogni manovra di igiene orale, al fine di indurre una gengivite sperimentale.
Ai tempi T0, T1 e T2 sono stati rilevati i seguenti parametri clinici: indice di sanguinamento papillare (PB) e indice di placca (PI); inoltre, dopo aver raccolto il fluido crevicolare, sono stati rilevati: la PMN-elastasi (NE), la mieloperossidasi (MPO) e la metalloproteinasi-3 (MMP3).
Dai risultati (tabella 1) emerge che al T2, ovvero dopo l’induzione della gengivite sperimentale, PB era incrementato in entrambi i gruppi e che, comunque, PB e PI non mostravano differenze significative tra il gruppo test e il controllo.
Dall’analisi del fluido crevicolare risulta che la NE era diminuita di poco al T1, mentre al T2 era incrementata in entrambi i gruppi, ma senza differenze significative.
La MPO al T2 era significativamente maggiore nel gruppo controllo.
La MMP-3 risultava significativamente ridotta nel gruppo test al T1.
In conclusione, da questo studio è possibile affermare che il probiotico Lactobacillus casei esercita un effetto immuno-modulatorio sui soggetti sani e che, quindi, può avere effetti benefici sull’infiammazione gengivale.
Implicazioni cliniche
La gengivite e la malattia parodontale si verificano come conseguenza della presenza di batteri patogeni e determinano un’aumentata espressione di citochine pro-infiammatorie. L’applicazione di batteri probiotici può modulare questa risposta infiammatoria e, quindi, migliorare i parametri clinici della malattia parodontale.
Miglioramento delle condizioni parodontali con Lactobacillus salivarius WB21: studio randomizzato,
doppio-cieco, placebo-controllato
Improvement of periodontal condition by probiotics with Lactobacillus salivarius WB21: a randomized, double-blind, placebo-controlled study
Shimauchi H, Mayanagi G, Nakaya S, Minamibuchi M, Ito Y, Yamaki K, Hirata H. J Clin Periodontol 2008;35(10):897-905.
In questo studio viene osservato l’effetto di un batterio probiotico nel trattamento di pazienti ad alto rischio di malattia parodontale. In particolare, è stato valutato il cambiamento dei parametri clinici del tessuto parodontale e l’espressione di marker infiammatori salivari.
In questo studio, sono stati reclutati 66 volontari che non presentavano malattia parodontale severa (con tasche < 6 mm) o ascessi parodontali. Al tempo zero (baseline BL), tutti i pazienti sono stati visitati e sono stati raccolti campioni di saliva e di placca sopra e sotto gengivale; inoltre, sono stati rilevati i parametri clinici parodontali (PI.I: indice di placca, GI: indice di gengivite, PPD: profondità di sondaggio, BOP: sanguinamento al sondaggio). A 34 soggetti sono, quindi, state somministrate tavolette contenenti Lactobacillus salivarius WB21 (test) da sciogliere in bocca tre volte al giorno, mentre a 32 soggetti è stato dato un placebo. La somministrazione di probiotico/placebo è durata otto settimane.

Le valutazioni cliniche e la raccolta di campioni di saliva sono stati ripetuti dopo 4 e 8 settimane dell’inizio della sperimentazione. I campioni di saliva e placca sopra e sotto gengivale sono stati analizzati al fine di quantificare la persistenza del probiotico nel cavo orale e i livelli di lactoferrina. In studi precedenti, la lactoferrina è stata correlata ai parametri clinici della parodontite. Dai risultati di questo studio emerge che dopo otto settimane i parametri clinici parodontali erano migliorati sia nel gruppo test sia nel gruppo controllo.

Tuttavia, dividendo ulteriormente i pazienti in fumatori e non fumatori era risultato che nei pazienti fumatori che avevano assunto il probiotico si verificavano miglioramenti clinici significativamente superiori rispetto ai fumatori del gruppo controllo (figura 1). Inoltre, nel gruppo test-fumatori anche i livelli salivari di lactoferrina erano significativamente inferiori a quelli riscontrati nel gruppo controllo-fumatori (figura 2). In conclusione, i dati di questo studio indicano che i probiotici potrebbero essere utili nel mantenimento e miglioramento della salute orale di soggetti con un alto rischio di malattia parodontale.
Implicazioni cliniche
I pazienti fumatori sono particolarmente suscettibili allo sviluppo della malattia parodontale. In tale studio emerge che il potenziale terapeutico dei probiotici si esplica maggiormente in situazioni patologiche critiche. Al contrario, in condizioni che si discostano poco dalla normalità, il vantaggio dei probiotici risulta meno evidente.
Effetto a breve termine di un chewing gum contenente il probiotico Lactobacillus reuteri sui livelli dei mediatori dell’infiammazione nel fluido crevicolare
Short-term effect of chewing-gums containing probiotic Lactobacillus reuteri on the levels of inflammatory mediators in gingival crevicular fluid
Twetman S, Derawi B, Keller M, Ekstrand K, Yucel-Lindberg T, Stecksen-Blicks C. Acta Odontol Scand 2009;67:1:19-24.
In questo studio viene valutata l’espressione di alcune citochine pro-infiammatorie (IL-1β, TNF-α, IL-6, IL-8 e IL-10), particolarmente attive nello sviluppo dell’infiammazione parodontale, dopo somministrazione di probiotico Lactobacillus reuteri per mezzo di chewing-gum.
In questo studio sono stati reclutati 42 pazienti adulti sani che presentavano livelli moderati di infiammazione gengivale (sondaggio < 4 mm). I pazienti sono stati suddivisi in modo randomizzato in tre gruppi:
- A/P (active/placebo) a cui sono state date quotidianamente, per 4 settimane, una compressa di probiotico e una di placebo;
- A/A (active/active) a cui sono state date quotidianamente, per 4 settimane, due compresse di probiotico;
- P/P (placebo/placebo) a cui sono state date quotidianamente, per 4 settimane, due compresse di placebo.
Le compresse di chewing-gum venivano tutte masticate per circa 10 minuti. La raccolta delle informazioni cliniche (sanguinamento al sondaggio, BOP) e dei campioni di fluido crevicolare sono avvenuti 1, 2 e 4 settimane dopo il baseline. I mediatori dell’infiammazione parodontale (IL-1β, TNF-α, IL-6, IL-8 e IL-10) sono stati quantificati nel fluido crevicolare.
Dai risultati dello studio è emerso che il BOP e il volume di fluido crevicolare erano diminuiti in tutti i gruppi durante il periodo di studio. Il miglioramento dei livelli del sanguinamento al sondaggio era risultato significativo a due settimane solo nei gruppi A/P e A/A (tabella 1).
I livelli di TNF-(e IL-8 erano significativamente ridotti nel gruppo A/A, rispettivamente a 1 e 2 settimane, quando comparati con il baseline, mentre alterazioni non significative si riscontravano nel gruppo A/P e P/P. Una tendenza simile alla riduzione dell’IL-1(si riscontrava nel gruppo A/A, ma senza raggiungere la significatività. Le concentrazioni di IL-6 e IL-10 non subivano variazioni a 2 settimane nei vari gruppi. La concentrazione di IL-6 era invece significativamente ridotta nel gruppo A/A al controllo a 4 settimane (tabella 2).
In conclusione, solo il gruppo con la doppia somministrazione di probiotico (A/A) raggiungeva dei livelli significativi di riduzione delle citochine pro-infiammatorie. L’utilizzo anche a breve termine del Lactobacillus reuteri induce una riduzione nell’espressione delle citochine pro-infiammatorie nel fluido crevicolare.
Implicazioni cliniche
I lattobacilli sono tra i batteri più studiati come probiotici. In questo studio è stato valutato un ceppo di Lactobacillus diverso dai quello esaminato nei due studi precedenti. È stato, inoltre, utilizzato un veicolo innovativo (chewing-gum). I risultati di questo studio mostrano che l’effetto benefico del probiotico è dose-dipendente. Il chewing-gum è un veicolo che può essere utilizzato per la somministrazione di tali batteri. Infine, considerando i risultati degli studi precedentemente illustrati, emerge che ceppi batterici differenti hanno diversi effetti immuno-modulatori sulle specifiche citochine pro-infiammatorie esaminate.



