Dolore associato a terapia ortodontica fissa vs. clear aligner: le indicazioni di una revisione sistematica

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Tra i principali ambiti di interesse dell’odontoiatra, non si può dire che la pratica ortodontica si distingua per criticità dolorifiche. Ciò detto, un trattamento ortodontico non è necessariamente esente da dolore e, pertanto, la clinica deve comunque prevedere una gestione atta a minimizzare questo. Il dolore può condurre alla perdita della fidelizzazione e dell’attinenza da parte del paziente.

Nel caso dei trattamenti ortodontici fissi tradizionali, lo stimolo dolorifico tende a insorgere subito dopo il bandaggio, toccando il picco a circa 24 ore, per poi decrescere progressivamente: a una settimana, solitamente, risulta pressoché impercettibile.

Il pattern dolorifico è, almeno in parte, legato alle forze applicate

Negli ultimi anni, la pratica ortodontica ha visto l’avvento degli apparecchi rimovibili, sistemi che, diversamente dai fissi, si basano sull’applicazione di forze intermittenti. Queste forze consentono ai tessuti di riorganizzarsi tra un passaggio e quello successivo: ciò potrebbe avere un impatto diverso sul dolore.

In tal senso, in effetti, si possono trovare testimonianze contraddittorie nella letteratura: partendo da tali presupposti, Cardoso e colleghi hanno condotto una revisione sistematica della letteratura nell’intento di confrontare le due metodiche. I risultati dello studio sono stati recentemente pubblicati su Progress in Orthodontics.

La ricerca ha coinvolto tutte le principali banche dati scientifiche (PubMed, Cochrane Database, Web of Science, Scopus, Lilacs, Google Scholar, Clinical Trials, OpenGrey) aggiornate a febbraio 2019. I criteri prevedevano l’inclusione di trial clinici randomizzati, non randomizzati e studi cross-sectional, che indagassero pazienti ortodontici adulti e prevedessero una comparazione tra clear aligner e apparecchio fisso.

La ricerca ha selezionato un primo pool di 1625 record, la gran parte dei quali sono stati esclusi dopo valutazione dell’abstract. 29 sono gli studi dei quali è stato valutato il full text: 12 di questi sono stati esclusi per diversi motivi. Sono pertanto rimasti 7 lavori: 1 RCT, 5 studi clinici non randomizzati e 2 studi cross-sectional. Dal punto di vista qualitativo, 2 studi sono stati giudicati a elevato rischio di bias, 3 a rischio moderato e 2, compreso l’unico RCT, a basso rischio. La complessità generale delle malocclusioni trattate è risultata lieve.

In ragione dell’eterogeneità riscontrata in termini clinici, statistici e metodologici, non è stato possibile procedere alla metanalisi.

Basandosi sulle evidenze disponibili, i revisori hanno concluso che i pazienti trattati con clear aligner riscontrino disturbi dolorifici inferiori, rispetto ai soggetti trattati con apparecchio fisso, limitatamente ai primi giorni di terapia. A partire dal primo mese, fino ai 3 mesi successivi, non sono state più notate differenze di rilievo.

Riferimenti

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31956934/

Dolore associato a terapia ortodontica fissa vs. clear aligner: le indicazioni di una revisione sistematica - Ultima modifica: 2020-06-17T07:54:18+00:00 da redazione
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