Uno degli aspetti che caratterizzano la medicina contemporanea è, senza dubbio, il ricorso a esami di imaging di elevata qualità. Allo stesso tempo, visto l’ampliamento delle conoscenze riguardo ai rischi biologici da radiazioni ionizzanti, il ricorso a questo tipo di indagini non può prescindere da una valutazione del rapporto costi/benefici e, in tutti i casi, dalla minimizzazione delle dosi radianti.

Moltissimi trattamenti, non solo chirurgici, odontoiatrici, non potrebbero oggi essere condotti in assenza di una valutazione radiografica. In molti casi, è sufficiente valutare immagini bidimensionali. Nel caso in cui sia, al contrario, necessario effettuare misurazioni reali e visualizzare i rapporti tra le strutture ossee, dentali ed eventuali altri elementi (lacune vascolonervose, seno mascellare e così via), è mandatario ricorrere avvalersi di immagini tridimensionali. Dall’imaging 3D sono derivate le tecniche di navigazione statica e dinamica, che secondo alcuni autori sarebbero vantaggiose, fra l’altro, proprio perché protettive delle strutture più vulnerabili. La navigazione statica corrisponde sostanzialmente alla chirurgia guidata, ovvero al posizionamento dell’impianto tramite una guida custo-made. La navigazione propriamente detta è, invece, quella dinamica: questa prevede che l’operatore riceva, in tempo reale, il riscontro della posizione dello strumento nella bocca del paziente.

Chirurgia implantare: l'aiuto del tridimensionale

A questo proposito, Kunzendorf e colleghi si sono proposti di soppesare aspetti vantaggiosi e svantaggiosi dell’imaging bi e tridimensionale e delle tecniche di navigazione.

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I revisori, in accordo con i criteri PRISMA, hanno definito due quesiti clinici: (1) vantaggi e svantaggi delle tecniche di imaging 3D rispetto a quelle 2D in implantologia (2) vantaggi e svantaggi del posizionamento dell’impianto navigation guided craniotomy rispetto alla chirurgia freehand.

La revisione sistematica ha sondato le pubblicazioni relative al periodo 2010-2019, pubblicati sulle banche dati biomediche PubMed, EMBASE, Cochrane Library e AWMF.

Partendo da una base di 371 record, gli autori hanno riconosciuto quasi 200 full text valutabili: 70 di questi sono stati inclusi nella sintesi qualitativa.

I risultati hanno confermato quanto già detto in apertura della presente trattazione: l’imaging tridimensionale permette di valutare il sito implantare senza distorsioni ma è gravato da costi, biologici ed economici, maggiori.

Le procedure di navigazione dinamica e statica hanno dimostrato la medesima precisione e sono risultate entrambe più accurate rispetto all’inserimento a mano libera dell’impianto. Gli autori hanno rilevato che il livello di inaccuratezza della TC cone beam può arrivare a poco più di 1 mm: conseguentemente, consigliano un margine di sicurezza perimplantare di 2 mm.

Allo stato attuale, è stato rilevato come i vantaggi si estrinsechino principalmente sul breve termine. Non sono stati rilevati benefici, ad esempio, per quanto riguarda la sopravvivenza a 5 anni.

Riferimenti bibliografici
Diagnostica tridimensionale e navigazione in chirurgia implantare - Ultima modifica: 2021-06-09T06:14:26+00:00 da redazione

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