Strumenti per la diagnosi di carie: Diagnodent VS convenzionali

Il processo carioso prevede l’alternanza di fasi di progressione attiva della patologia e fasi di arresto, o addirittura di riparazione del tessuto danneggiato.  Per questi motivi, un metodo per effettuare una diagnosi efficace deve mirare a rilevare la lesione in fasi precoci, cos da arrestare e far regredire il processo in corso.  Nessuno dei tradizionali metodi di diagnosi per la patologie cariosa, sembra pienamente affidabile e ripetibile da soggetto a soggetto. Un esame clinico da solo non basta e talvolta anche la valutazione delle radiografie non mette al sicuro da errori, pur riconoscendo a queste un ruolo importantissimo nello scovare lesioni occulte. Le radiografie chiaramente espongono però a irraggiamento. L’esame tattile con lo specillo è stato criticato per la possibilità di trasferire batteri da una superficie ad un’altra, ma soprattutto perché l’utilizzo di quest’ultimo sembra causare dei danni irreversibili a lesioni potenzialmente remineralzzabili. 

Tra gli elementi più importanti per valutare la presenza di una carie c’è sicuramente la sintomatologia soggettiva del paziente; sintomatologia dolorifica da parte di un elemento dentario alla stimolazione fredda, oppure quando a contatto con zuccheri, indica la probabile presenza di lesione cariosa. Essendo però molto difformi le soglie di sensibilità da soggetto a soggetto, questo non può essere l’unico metodo su cui si basa la diagnosi.

Per superare tutti questi svantaggi e lati ancora oscuri della diagnosi delle patologie cariose, sono stati proposti diversi metodi non invasivi di diagnosi, tra cui DIAGNOdent (KaVo, Biberach, Germany), un dispositivo chair side, alimentata a batteria, che dispone di un laser a diodi.

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DIAGNOdentha dimostrato risultati promettenti per il rilevamento di carie occlusale in studi effettuati in vivo e in vitro in denti permanenti, ma la letteratura per quanto riguarda il suo utilizzo nei denti decidui è scarsa. Si potrebbe sostenere che i risultati in denti permanenti non possono essere esportati anche sui decidui, perché questi hanno caratteristiche morfologiche, anatomiche e fisiologiche diverse e pertanto uno studio di cui riportiamo qui i risultati si è occupato di analizzare denti decidui.

I risultati dello studio, che ha comparato l’efficacia di DIAGNOdent e delle comuni radiografie endorali, hanno mostrato come questi due strumenti abbiano sensibilità e precisione molto simili e vicini all’80% nel caso di lesioni dello smalto, mentre vicine al 75% nelle lesioni che coinvolgono la dentina.

DIAGNOdent invece ha mostrato maggiore sensibilità e precisione rispetto ad altri metodi convenzionali come il solo esame visivo ed il sondaggio con lo specillo, per il rilevamento della carie smalto, mentre per il rilevamento della carie dentinali, anche se la sensibilità è elevata, precisione del dispositivo DIAGNOdent è stata simile ad altri metodi diagnostici carie convenzionali, permettendo però al paziente di non subire irraggiamento.

Strumenti per la diagnosi di carie: Diagnodent VS convenzionali - Ultima modifica: 2016-11-08T07:32:00+00:00 da redazione

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