Dentista & paziente: uniti per un piano di cure conservative migliore

Nonostante il momento storico peculiare che la popolazione italiana sta vivendo, il dentista rimane la figura medico specialistica cui il paziente più frequentemente si rivolge.

La percentuale più rilevante dell’attività clinica di un odontoiatra è probabilmente costituita della prevenzione e trattamento della malattia cariosa e dal mantenimento della salute orale del paziente rispetto a tale patologia.

È perciò importante che il paziente che si rivolge ad un professionista per un piano di cura di tipo conservativo sia messo nelle condizione di comprendere alcune delle fasi che portano alla stesura dello stesso.

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In primo luogo, un medico cerca di comprendere con quali motivazioni il paziente si sia presentato a lui. Nessuna terapia, anche minimale, potrà infatti essere portata a termine con successo se a monte non era stato stretto il cosiddetto “compromesso terapeutico”. Egli cercherà, inoltre, di indagare alcune abitudini del paziente che possono aver favorito l’insorgenza della carie.

I pazienti, in tal senso, non sono tutti uguali: alcuni di essi considerano la salute e l’estetica del cavo orale come una primaria necessità in un più ampio contesto di benessere. Altri, al contrario, ricorrono solo alla terapia d’urgenza.

Altri ancora rappresentano una via di mezzo tra queste istanze antitetiche. Saranno spesso questi pazienti a manifestare occhio critico: a loro la responsabilità di instaurare un’interazione costruttiva con il clinico.

Valutare questo profilo può dare validi suggerimenti nell’immediato e, ancor di più, circa il futuro grado di cooperazione durante e dopo le cure.

La fase successiva è, naturalmente, quella diagnostica. La diagnosi di “carie” o, meglio, di lesione demineralizzante di diverso grado non è sempre scontata: dovrà anche comprendere una prima valutazione del grado di attività patogena. In questo senso, l’odontoiatra potrà aiutarsi con ausili quali il test di vitalità pulpare ed alcuni esami strumentali.

L’esame strumentale più utilizzato dagli odontoiatri, in questo caso, rimane la radiografia endorale: in particolare, la tecnica bite wing è fortemente indicata per il reperimento di lesioni cariose occulte interprossimali, non necessariamente di dimensioni minime.

Una volta messa in evidenza la presenza della carie, l’odontoiatra determinerà il piano di trattamento atto a risolvere la situazione nella sua interezza. Questo comprenderà valutazioni anche molto complesse riguardanti lo status occlusale – ossia del modo in cui le arcate dentarie si interfacciano – e parodontale, cioè dell’apparato di supporto degli elementi dentari.

Conclusa questa fase prettamente specialistica, il clinico tornerà a relazionarsi con il paziente, spiegandogli quale sia la terapia più adatta, anche rispetto alle alternative percorribili. L’opinione del paziente è non opzionale, è anzi indispensabile a rafforzare la consapevolezza delle sue aspettative nei confronti del medico.

Dentista & paziente: uniti per un piano di cure conservative migliore - Ultima modifica: 2015-08-12T08:30:07+00:00 da redazione

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