Decalcificazione dello smalto in pazienti ortodontici: prevenzione, trattamento e fattori di rischio

Complicanze ortodontiche e teleortodonzia durante la pandemia Covid-19

La decalcificazione dello smalto appare come lesioni a macchia bianca (WSL): le superfici con smalto demineralizzato riflettono la luce in modo differente rispetto a quelle con smalto sano adiacenti, dando origine a un aspetto bianco gessoso.

In media, tali decalcificazioni si riscontrano nel 15,5%-40% dei pazienti prima del trattamento ortodontico e nel 30%-70% durante il trattamento, questo perché gli apparecchi fissi e i materiali di legame promuovono la ritenzione dei biofilm.

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Questo articolo esamina l'insorgenza, la distribuzione e la frequenza dei WSL durante e dopo il trattamento ortodontico esponendo misure preventive, metodi utilizzati per gestire la demineralizzazione dello smalto e fattori di rischio.

Approccio alle decalcificazioni dello smalto

Le WSL devono essere gestite utilizzando un approccio multifattoriale:

La prevenzione dovrebbe iniziare innanzitutto educando e motivando il paziente all'osservazione dell'igiene orale. Durante le visite di richiamo, la motivazione dovrebbe essere rivalutata e, se necessario, le superfici dentali dovrebbero ricevere una pulizia professionale, da ripetere 2/3 volte l’anno.

In merito al trattamento di queste lesioni, il fluoro gioca un ruolo importante diminuendo la demineralizzazione e favorendo la remineralizzazione di lesioni cariose agli stadi iniziali.

Le soluzioni contenenti fluoro maggiormente impiegate sono:

  • Dentifrici fluorati (con concentrazione di fluoro superiore a 1000 ppm) da proporre a pazienti di età superiore ai 16 anni.
  • Collutori fluorurati nei quali sono incorporati agenti antibatterici tra cui clorexidina, triclosan o zinco . Il loro utilizzo determina una riduzione significativa dello sviluppo di lesioni cariose intorno e sotto le bande.
  • Vernici al fluoro che ne favoriscono il rilascio continuo per un lungo periodo di tempo, con una conseguente protezione dello smalto anche in assenza di compliance del paziente. L'applicazione di una vernice al fluoro comporta una diminuzione del 44,3% della demineralizzazione dello smalto nei pazienti sottoposti a trattamento ortodontico.

Vi sono inoltre alcune strategie di remineralizzazione utilizzate per aumentare il fluoro:

  • Prodotti contenenti fosfopeptidi della caseina calcio-fosfato amorfo (CPP-ACP). Questi contengono nano complessi di ioni che, legandosi alla parete batterica e alle superfici dei denti, fungono da serbatoio di calcio e fosfato con conseguente remineralizzazione dell'intero corpo della lesione piuttosto che solo dello strato superficiale. Il CPP-ACP può essere incorporato in gomme da masticare o creme da spalmare sulle superfici dei denti.
  • Probiotici, ovvero microrganismi vivi che interferiscono con altri microrganismi, in particolare i patogeni. Il loro uso potrebbe dunque aumentare l'effetto del fluoro nella prevenzione della carie dentale.
  • Polioli, dolcificanti debolmente metabolizzati (sorbitolo) o non metabolizzati (xilitolo) dai batteri cariogeni che possono ridurre acidità e placca in pazienti con apparecchi ortodontici fissi.
  • Clorexidina, che colpisce la flora cariogenica e diminuisce la conta degli streptococchi mutans. Le vernici alla clorexidina sono più efficaci rispetto a gel e collutori che ne contengono.
  • Raggi laser ad argon che, oltre a ridurre la demineralizzazione dello smalto, abbassano il valore del pH della soglia di dissoluzione, provocando cambiamenti nella morfologia della superficie ma mantenendo intatta la superficie dello smalto.

Dopo la rimozione degli apparecchi ortodontici, è comune osservare un aspetto di regressione dei WSL a causa della remineralizzazione naturale della saliva e dell'abrasione dovuta allo spazzolamento, in questo caso le soluzioni di trattamento sono:

  • Sbiancamento, soluzione consigliata per mascherare le lesioni inattive quando la remineralizzazione naturale non è completa. I risultati in merito sono limitati, potrebbero inoltre dar luogo a sensibilità dei denti e diminuzione della microdurezza dello smalto.
  • Microabrasione, che consiste in una lavorazione chimica e meccanica della superficie dello smalto, applicando a pennello un impasto abrasivo di acido cloridrico al 6,6% (Opalustre) o al 6% (Whiteness RM). Consigliata in caso di profondità della lesione inferiore a 0,2 mm e da associare alla tecnica di sbiancamento.
  • Erosione-infiltrazione del WLS con l’uso di una resina a bassa viscosità, l’effetto mimetico varia a seconda della profondità di lesione.

La decalcificazione dello smalto attorno agli apparecchi ortodontici fissi è dunque una complicanza comune sia durante che dopo il trattamento ortodontico.

La profilassi deve essere eseguita con fluoro topico e, in caso di regressione delle WLS a causa della rimozione di apparecchi ortodontici, è possibile adottare soluzioni come sbiancamento, microabrasione e infiltrazione di resine a bassa viscosità.

Tuttavia, nel caso di pazienti ortodontici fissi,  una buona igiene orale resta la misura profilattica più importante.

 

Decalcificazione dello smalto in pazienti ortodontici: prevenzione, trattamento e fattori di rischio - Ultima modifica: 2022-03-22T06:38:09+00:00 da redazione

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