Dati vaccini Fondazione GIMBE: quasi un quarto delle dosi a personale non sanitario

GIMBE

In un comunicato, la fondazione GIMBE ha reso pubblici i dati del proprio monitoraggio indipendente relativo alla settimana che va dal 20 al 26 gennaio 2021, i quali indicano una situazione di leggera ripresa.  Rispetto alla settimana precedente, infatti, c’è stata una riduzione dei nuovi casi (85.358 vs 97.335), dei soggetti attualmente positivi (482.417 vs 535.524), dei ricoveri con sintomi (21.355 vs 22.699) e delle terapie intensive (2.372 vs 2.487); in lieve calo anche i decessi (3.265 vs 3.338).

«Tutte le curve – spiega Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – continuano questa settimana la loro lenta discesa, ancora grazie agli effetti del Decreto Natale, destinati tuttavia a esaurirsi a breve».

L’analisi dei dati della Fondazione GIMBE sottolinea inoltre che 350.548 dosi di vaccino sono state somministrate a personale non sanitario, una fascia non prevista dal Piano vaccinale che per questa prima fase individua tre categorie prioritarie:

  1. operatori sanitari e sociosanitari (finora 67,1% dosi);
  2. personale ed ospiti delle RSA (finora 9,7% dosi);
  3. persone di età ≥80 anni (finora 0,9% dosi).

Ciò significa che quasi un quarto delle dosi è stato somministrato a «personale non sanitario», con importanti differenze da regione a regione: nella Provincia Autonoma di Bolzano si parla del 34%, in Liguria del 39% e in Lombardia del 51%.

«Se da un lato una parte del personale non sanitario risulta essenziale per il funzionamento di ospedali e altre strutture sanitarie – spiega il Cartabellotta – dall’altro i numeri riportati dal Piano vaccinale per operatori sanitari e socio sanitari (1.404.037) corrispondono a tutti gli iscritti agli albi professionali, più gli operatori socio-sanitari: questo evidenzia una discrepanza tra numeri previsti dal Piano e le diverse policy vaccinali attuate dalle Regioni».

Dunque, se la categoria «operatori sanitari e socio sanitari» include tutto il personale che lavora in ospedale, come richiesto alle Regioni dal Commissario Arcuri lo scorso 17 novembre, le dosi previste dal Piano vaccinale non sono sufficienti, e rimarranno esclusi tutti i professionisti sanitari che non lavorano in strutture pubbliche.

«In questa fase molto critica della pandemia – conclude Cartabellotta – segnata da continue rimodulazioni al ribasso delle forniture vaccinali, minacciata delle nuove varianti del virus e da una verosimile risalita della curva epidemica una volta esauriti gli effetti della “stretta” di Natale, è fondamentale che le poche dosi di vaccino disponibili siano utilizzate per proteggere chi lavora in prima linea con i pazienti e le persone più fragili, come previsto dal Piano vaccinale. Un obiettivo che, a un mese dall’avvio della campagna vaccinale, è già stato parzialmente disatteso con inaccettabili diseguaglianze regionali, “agevolate” dall’assenza di un’anagrafe vaccinale nazionale.»

 

Dati vaccini Fondazione GIMBE: quasi un quarto delle dosi a personale non sanitario - Ultima modifica: 2021-02-01T07:01:10+00:00 da redazione

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