L’odontoiatria infantile ha delle peculiarità che dovranno essere tenute bene in considerazione durante la cosiddetta “fase 2” dell’emergenza sanitaria causata dal nuovo Coronavirus. È quanto suggerisce Luigi Paglia, past president della Società italiana di odontoiatria infantile (Sioi) e presidente di Fondazione ISI che ai colleghi che esercitano questa branca dell’odontoiatria in modo esclusivo consiglia prudenza, ma anche uno specifico protocollo pensato ad hoc per trattare i piccoli pazienti.

Uno sguardo alle caratteristiche del Covid-19

“Covid-19 appartiene all’ampia famiglia dei virus respiratori a RNA”, ricorda Luigi Paglia, “chiamati Coronavirus per la caratteristica corona di spuntoni proteici (glicoproteine) che ne rivestono la superficie. È molto contagioso, tanto che ogni individuo infetto contagia mediamente 2,5 persone. Ha un periodo di incubazione di circa 5 giorni, con un range stimato tra 2 e 14 giorni e si trasmette prevalentemente attraverso le goccioline di saliva (droplets)”.

Il virus, ricorda Paglia, si lega al recettore cellulare ACE2 che però, fortunatamente, nel bambino, presenta un’immaturità strutturale e funzionale tale da preservare i più piccoli dall’infezione.

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I bambini, più protetti degli adulti, ma spesso asintomatici

Ad oggi, solo il tampone orofaringeo e/o nasale offre certezza di diagnosi della malattia causata dal Covi-19. “I test sierologici non sono affidabili come strumenti diagnostici”, avverte Paglia, “soprattutto perché non rilevano il valore quantitativo degli anticorpi, né il tasso di aumento della loro concentrazione e non danno quindi riferimenti sulla cinetica dell’infezione”.

Per fortuna, l’infezione nei bambini appare meno grave rispetto agli adulti.In uno studio realizzato su 2.143 pazienti pediatrici (0-18 anni) con età media di 7 anni”, fa sapere Paglia, “il 94% erano asintomatici o affetti da forme molto lievi e nessuno ha necessitato di ossigeno o di altro supporto ventilatorio. I sintomi lievi comparsi nella popolazione infantile sono stati: febbre non sempre presente, astenia, mialgia, tosse, in alcuni casi comparsa di sintomi digestivi come nausea, vomito, dolore addominale e diarrea, ma nulla di più”.

Le ipotesi più plausibili

Perché nel bambino l’infezione da Covid-19 è decisamente meno severa rispetto all’adulto? “Probabilmente perché i bambini presentano minor comorbilità, anche se non sempre è così”, dice Paglia, “poi perché i recettori ACE2, come già detto, sono meno sviluppati, ma anche perché i bambini hanno un sistema immunitario meno attivo e presentano una maggior percentuale di linfociti T e B regolatori coinvolti nella tolleranza immunologica. Sono queste le ipotesi più plausibili”.

In Italia, fa sapere Paglia, ad oggi (11 aprile 2020) si contano 831 infezioni tra i bambini nella fascia di età 0-9 anni e 1.219 nella fascia di età 10-19 anni e solamente il 6,8 % dei casi ha comportato un ricovero ospedaliero prevalentemente nella fascia di età 0-2 anni. Fino a oggi non risulta alcun decesso né ricovero in terapia intensiva pediatrica di pazienti nella fascia di età tra 0 e 20 anni”.

“No aerosol”, il protocollo ideale per la cura dei piccoli pazienti e non solo

Come per gli adulti, l’emergenza Covid-19 suggerisce di evitare le procedure che generano aerosol, riducendo al minimo anche l’uso della siringa aria/acqua, dei manipoli e dello scaler a ultrasuoni. “Laddove possibile”, dice Paglia, “è consigliabile usare la sedazione cosciente e la diga di gomma, dando precedenza alle terapie minimamente invasive e alla tecnica ART (Atraumatic Restorative Treatment). L’ozonoterapia  invece, può essere una buona soluzione per tenere sotto controllo le lesioni cariose asintomatiche e poter così posticipare i trattamenti più invasivi”.

Più in generale, sottolinea Paglia, l consiglio per l’odontoiatra è quello di operare indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, avvalendosi sempre dell’aiuto dell’assistente, così da poter praticare la doppia aspirazione, senza mai trascurare la cura e l’igiene dell’ambiente.

“Credo che l’odontoiatria si stia preparando a una nuova stagione che oltre alle visite virtuali”, prevede il presidente di Fondazione ISI, “abbraccerà un nuovo concetto, quello delle cure “no aerosol”, come nuova misura di prevenzione da applicare sempre e comunque, anche quando l’emergenza Covid-19 cesserà”.

Covid-19 e odontoiatria infantile, prepariamoci alla “fase 2” - Ultima modifica: 2020-05-04T08:08:09+00:00 da redazione

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