Covid-19 e fase 2: un paziente ogni dieci potrebbe essere positivo asintomatico

Luigi Paglia

Secondo una indagine Doxa coordinata dal gruppo dell’epidemiologo Carlo La Vecchia dell’Università Statale di Milano, gli Italiani infetti dal coronavirus a fine marzo potrebbero essere stati circa 5 milioni di cui 1 milione nella sola Lombardia. L’indagine è stata condotta su un campione di 1.000 individui rappresentativi della popolazione italiana generale dai 18 agli 85 anni.

Il team guidato da La Vecchia e dalla ricercatrice Eva Negri ha inserito una serie di domande sui sintomi correlati a Covid-19 (come febbre, mal di testa, raffreddore, tosse, disturbi gastrointestinali) nel sondaggio condotto settimanalmente da Doxa e si basa quindi su una stima che, pur non rappresentando con certezza la realtà, è un modo interessante e serio per quantificarla.

La stima degli scienziati italiani risulta in linea, tra l’altro, anche con quella diffusa nei giorni scorsi da ricercatori dell’Imperial College di Londra, secondo cui al 28 marzo i casi di Covid-19 in Italia avevano già raggiunto quota 5,9 milioni, pari al 9,8% della popolazione.

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A fine marzo, ricordiamo che gli infetti diagnosticati con tampone positivo su base nazionale risultavano poco più di 100.000 casi di cui 43.000 in Lombardia.

Possiamo utilizzare i risultati di questi studi per stimare il rischio che un dentista lombardo ha di trovarsi di fronte a un paziente positivo asintomatico quando nella ormai prossima seconda fase si “allargheranno” le maglie dei trattamenti nei nostri studi.

La popolazione lombarda è di 10 milioni, per cui secondo la stima dei ricercatori italiani e inglesi sarebbero positivi 1 milione di abitanti (10%). Considerando che il numero di contagiati ufficiali in Lombardia all’8 aprile era 53.000, si può stimare che ci siano circa 950.000 asintomatici.

La possibilità che un dentista si possa trovare di fronte a un paziente positivo asintomatico è quindi data dal risultato di questa proporzione (mi perdoni se sbaglio l’insegnante del liceo scientifico) 10.000.000 : 950.000 = 100 : x, dove x è il rischio percentuale che corre il dentista lombardo di dover fronteggiare un paziente infetto asintomatico.

Il risultato è 9, 5% e cioè che ogni 10 pazienti/accompagnatori che entrano nel nostro studio, secondo queste stime prudenziali, ne incontreremo uno positivo asintomatico.

Il consiglio è quindi di limitare allo stretto necessario le entrate nello studio da parte di accompagnatori e di mettere in atto tutte le misure che si stanno definendo per evitare di contagiare la propria equipe e i nostri pazienti!

Superata la fase 2 rifaremo i calcoli anche in base ai probabili vaccini e i test sierologici che cambieranno radicalmente e ridefiniranno i profili di rischio, ma sino ad allora #celapossiamofare ...ma con molta attenzione!

Luigi Paglia

 

 

Covid-19 e fase 2: un paziente ogni dieci potrebbe essere positivo asintomatico - Ultima modifica: 2020-04-14T11:07:03+00:00 da Luigi Paglia

1 commento

  1. Tutti ricordano la massima di Mark Twain, secondo cui ci sono tre tipi di bugie: quelle vere, quelle false e le statistiche: purtroppo le statistiche relative agli asintomatici ci permettono solo di procedere con MOLTA cautela, laddove il MOLTA rappresenta un enigma insolubile, che non ha la soluzione a pagina 46 della Settimana Enigmistica.
    In pratica, quando le Autorità ci permetteranno di riaprire gli studi, dovremo procedere nello stesso identico modo in cui ci hanno insegnato i nostri Maestri, con l’unica differenza che dovremo APPLICARE quei metodi, e non limitarci a citarli nei congressi o mostrarli un splendide immagini.

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