Coronectomia: alternativa all’estrazione dei denti denti del giudizio inferiori

L’avulsione dei terzi molari inferiori inclusi rappresenta una componente fondamentale dell’attività clinica del chirurgo orale. La lesione del nervo alveolare inferiore è in assoluto fra le più temibili complicanze di questo intervento e il rischio è aumentato in inclusione profonda, con l’avanzamento dell’età del paziente e, a livello intraoperatorio, con l’esposizione diretta della struttura.

Al fine di condurre la chirurgia, è indispensabile eseguire un’attenta valutazione preoperatoria del quadro anamnestico e uno studio dell’anatomia attraverso tecniche di imaging. Tra gli esami radiografici di primo livello, la panoramica (OPT), permette di indagare i rapporti topografici fra dente del giudizio e canale mandibolare, con i limiti dettati dalla distorsione e dalla sovrapposizione fra le strutture. È possibile comunque riconoscere o quantomeno sospettare quei casi in cui le due strutture vengono a trovarsi in estrema vicinanza. Sono riconoscibili alcuni indizi che inducono a prestare massima attenzione: sovrapposizione fra radici e canale, perdita della linea di radiopacità della corticale in corrispondenza delle radici, deviazione inattesa del decorso, apparente cambio di forma e di spessore delle radici. Tali sembianze radiografiche meritano dunque un approfondimento diagnostico tramite l’esecuzione di un’esame tridimensionale: in ambito odontoiatrico e maxillo-facciale, sicuramente trova ampio impiego la TC cone beam.

Video updated on Youtube by 이유상

La coronectomia come alternativa all’estrazione dei denti del giudizio

Nel caso in cui, anche al netto di una valutazione tridimensionale su misurazioni reali, il rischio di danno a carico del nervo alveolare inferiore sia valutato molto alto – segnatamente, l’assenza di corticale fra radici e canale – si potrà considerare una soluzione intermedia, la coronectomia. Questo intervento prevede l’avulsione della corona, lasciando in sede il corpo radicolare, proprio nell’intento di abbattere il rischio di sofferenza transitoria o danno permanente a livello del nervo.

Il protocollo della coronectomia moderna è stato codificato da Knutsson nel 1989. Prevede l’esposizione dell’elemento tramite lembo mucoperiostale con incisione di rilascio disto-vestibolare, sul modello della chirurgia di avulsione completa. L’osteotomia viene condotta per favorire la lussazione della corona e, a monte, al fine di individuare la giunzione smalto-cemento, su cui eseguire l’odontotomia. Il tutto sempre nella maniera più atraumatica possibile, prestando attenzione a rimuovere tutto lo smalto, al fine di non compromettere la guarigione del sito, che viene infine irrigato e suturato. La principale cura postoperatoria consta di tutte quelle misure atte a evitare che il residuo radicolare possa andare incontro a infezione. La polpa rimanente non viene rimossa, e viene valutata l’eventuale mobilità dei residui radicolari, che andrebbero monitorati radiograficamente per un periodo di almeno 3 anni.

Coronectomia: alternativa all’estrazione dei denti denti del giudizio inferiori - Ultima modifica: 2017-02-02T07:17:28+00:00 da redazione

3 Commenti

  1. In queste case non mi piace un tubo.
    Non ci sono problemi a fare rimuovere tutto il dente.
    Dist. Sal. Steen Schmidt Nielsen

  2. Esistono gia’ lavori pubblicati dai colleghi maxillo facciali della scuola di Bologna. Ottimi risultati !

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome