L’emergenza Coronavirus tocca in questi giorni un nuovo apice, che ha portato all'estensione delle misure di sicurezza previste in quelle che erano state le prime zone rosse in tutta Italia.

Nell’ampliamento dell’area sottoposta a restrizioni – necessarie per contenere il contagio – si è definita una macro “area arancione” nella quale è possibile spostarsi solamente per motivi di salute, necessità, lavoro o per fare ritorno alla propria abitazione.

Pubblicità

Le limitazioni hanno colpito in particolar modo ristoranti, bar e tutti i luoghi di aggregazione.

Il quadro in ambito odontoiatrico invece, per il momento, è diverso: non prevede obblighi di chiusura, ma la raccomandazione stringente di limitare l’esecuzione delle prestazioni ai soli pazienti che necessitano di terapie urgenti e non demandabili.

Si parla ancora di raccomandazione e non obbligo, ma è chiaro che il buonsenso e la deontologia medica dovrebbero portare tutti gli odontoiatri ad accogliere tali indicazioni.

Pur essendo vero che le metodiche di sterilizzazione e disinfezione normalmente adottate rendono gli studi sicuri dal punto di vista della strumentazione, la gestione degli ambienti e della commistione di droplet e aerosol che si genera durante le prestazioni odontoiatriche resta più complessa.

Una pubblicazione recentissima apparsa su Nature tratta proprio le modalità di trasmissione del Coronavirus in ambito odontoiatrico.

Come si trasmette il Covid-19

Le possibilità di trasmissione del nuovo coronavirus comprendono:

  • trasmissione diretta;
  • trasmissione da contatto.

Alcuni studi hanno osservato che 2019-nCoV potrebbe essere disperso nell'aria attraverso aerosol formati durante le procedure mediche.

Inoltre, il periodo durante il quale è possibile essere infetti ma asintomatici sembra essere stato portato fino a 14 giorni. In questa fase, a 24 ore dalla contrazione del virus, si diventerebbe comunque contagiosi per il prossimo. Questo aspetto rende ulteriormente complessa la selezione del paziente da sottoporre a terapia odontoiatrica: anche un soggetto asintomatico potrebbe rappresentare veicolo di infezione.

I professionisti del dentale sono esposti costantemente a patogeni che albergano nel cavo orale e nelle prime vie respiratorie. Il Covid-19 in ambito odontoiatrico può essere trasmesso per:

  • inalazione di microrganismi presenti nell'aria, che possono rimanere sospesi per lunghi periodi;
  • contatto diretto con sangue e fluidi orali;
  • contatto congiuntivale, nasale o orale con aerosol, generato durante la terapia;
  • contatto con superfici infette: il virus persiste da 2 ore a 9 giorni, in base alle condizioni che incontra. Un ambiente con una ridotta umidità ne riduce la capacità di sopravvivenza.

Vediamo le indicazioni principali su come gli odontoiatri dovrebbero comportarsi per ridurre il rischio di contagio. Tali indicazioni sono basate sulle linee guida rilasciate dalla National Health Commission of the People’s Republic of China. 

Selezione del paziente

Prima di tutto la temperatura corporea del paziente deve essere misurata attraverso un termometro frontale che non necessiti contatto.

Poi, nell'ambito dell’anamnesi, è opportuno rivolgere alcune domande che indaghino la presenza negli ultimi 14 giorni di sintomi come febbre, tosse e miastenia. Inoltre, è necessario richiedere se il paziente è entrato in contatto con persone che presentavano tali sintomi nelle due settimane precedenti.

Igiene delle mani

Gli odontoiatri e il personale di studio devono lavarsi le mani prima dell’inquadramento del paziente, prima delle procedure dentali, dopo aver toccato il paziente, dopo aver toccato l'ambiente circostante, l’attrezzatura non sterile, la mucosa orale, sangue, fluidi corporei, secrezioni.

Strumenti di protezione

Indispensabile è l’adozione delle protezioni monouso che vengono utilizzate di routine, da abbinare anche a camici monouso per ciascun paziente.

Collutori

La clorexidina sembrerebbe non essere efficacia nel ridurre la carica virale a livello orale; vengono perciò suggeriti sciacqui con perossido di idrogeno all'1% oppure povidone allo 0,2%.

 Diga di gomma

L’utilizzo della diga minimizza il contatto con i fluidi orali, ma allo stesso tempo favorisce la generazione di un maggior aerosol; per questo è indispensabile che il lavoro a quattro mani con l’assistente sia efficace nel minimizzare la presenza di acqua al di sopra della diga.

Manipoli

I manipoli dotati di sistemi di anti-retrazioni si sono dimostrati più efficaci nel ridurre il rischio di cross-infezioni e pertanto devono essere gli unici utilizzati per evitare il contagio da Coronavirus tra pazienti.

Disinfezione dello studio

Oltre a tutto ciò che viene svolto solitamente, è necessario che vengano disinfettate anche tutte le superfici di porte, sedie ed eventualmente ascensori se presenti nella struttura.

Rifiuti

Tutto il materiale monouso venuto a contatto con il paziente è da ritenersi da smaltire come infetto.

 

Coronavirus e studio odontoiatrico, come comportarsi - Ultima modifica: 2020-03-10T14:24:02+00:00 da redazione

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome