Collimazione rettangolare nell’esecuzione di radiografie endorali

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Le raccomandazioni della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (IRCP) sono a disposizione dei professionisti del settore dentale dal 2007. Queste sono basate sulle indicazioni, pubblicate nel 1990, relative alla metodologia di calcolo della dose efficace. Sono state formulate nell’ascolto delle evidenze aggiornate, provenienti da studi a lungo termine, che valutano il potenziale danno derivante dall’esposizione a livelli noti di radiazioni ionizzanti.

Le misure di radioprotezione derivano direttamente dai principi fisici alla base della radiologia. La più semplice di queste misure, ovvero il mantenimento di una distanza dal fascio radiante (applicabile chiaramente dal lavoratore) si basa sull’attenuazione dell’energia della radiazione stessa, che non è lineare ma esponenziale.

Uno dei mezzi più semplici ma, nel contempo, maggiormente efficaci al fine di ridurre l'esposizione ai pazienti sottoposti a valutazione radiografica è la collimazione rettangolare.

Nell’ambito dell’esecuzione di radiografie intraorali sono disponibili, invero, anche e soprattutto collimatori circolari, che negli anni sono stati adottati maggiormente nell’implementazione delle sistematiche radiologiche.

Eppure, nel confronto diretto, la collimazione rettangolare è da reputarsi più risparmiosa in termini esposizione, in quanto adatta il fascio alle dimensioni e, appunto, alla forma del rilevatore, sia esso una classica pellicola radiografica o un moderno sensore digitale.

La collimazione circolare, con il suo campo di esposizione più ampio, rassicura, del resto, il clinico dal rischio di dovere ripetere esami radiografici inadeguati, al costo però di una sovraesposizione fissa, sul singolo esame, che può raggiungere anche il quadruplo della dose. Va però ricordato, in tal senso, che l’uso corretto dei centratori, compatibili con i collimatori circolari così come quelli rettangolari, favorisce proprio la precisione e la ripetibilità delle riprese radiografiche.

Partendo da questi presupposti clinici e scientifici, Johnson e Ludlow hanno allestito un modello di studio atto a confrontare la dose effettiva nelle due tecniche.

Questo ha previsto l’esposizione di fantocci a 18 riprese per il modello adulto e 12 per quello pediatrico, utilizzando un collimatore rotondo e uno rettangolare, quest’ultimo associato al dispositivo originale e a 5 diversi centratori universali, per un totale, quindi, di 7 tecniche.

I risultati sono stati recentemente pubblicati sul Journal of the American Dental Association. Il sistema rettangolare originale ha mostrato la massima riduzione della dose, rispetto alla collimazione circolare e anche agli altri sistemi rettangolari. Ciò dimostra che le dimensioni del collimatore, oltre alla forma, sono da considerare un fattore in grado di influenzare la dose radiante. Il sistema rettangolare non associato a protezione tiroidea ha comportato per la ghiandola una dose comunque inferiore a quella rilevata con collimatore circolare protetto. La protezione garantisce comunque una riduzione di quasi il 60%.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32979952/

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Collimazione rettangolare nell’esecuzione di radiografie endorali - Ultima modifica: 2021-03-10T06:10:30+00:00 da redazione

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