Negli ultimi anni, nel dibattito scientifico in campo implantare ha ricevuto grande attenzione il dato dell’accuratezza, termine che va a indicare la fedeltà di inserimento di un impianto rispetto a quanto pianificato nella valutazione preoperatoria.

Questo parametro è diventato un’esigenza fondamentale di pari passo con l’avvento dell’implantologia protesicamente guidata: uno o più impianti inaccurati comportano, infatti, il rischio di allestire una protesi incongrua, con conseguente discomfort per il paziente e l’aumento del rischio di perimplantite e fallimento.

Lo sviluppo della chirurgia guidata ha, fra l’altro, lo scopo di incrementare proprio l’accuratezza delle riabilitazioni implantari.

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Un aspetto meritevole di essere valutato, sempre riguardo all’accuratezza, è il possibile ruolo della chirurgia guidata nella prevenzione del rischio di trauma iatrogeno alle strutture nobili, una fra tutte il nervo alveolare inferiore.

Un danno a livello di tale struttura, beninteso, costituisce di per sé una complicanza rara della chirurgia implantare.

Dato però l’impatto potenzialmente drammatico, sulla qualità della vita del paziente, di tali traumatismi, è giustificata ogni misura atta a ridurre il rischio.

A tale proposito, lo studio di Mistry e colleghi, da poco pubblicato su Dentistry Journal, si è proposto di verificare l’influenza di un protocollo completamente guidato, confrontato con uno condotto a mano libera, sull’accuratezza di inserimento dell’impianto in prossimità del canale alveolare.

Gli sperimentatori hanno raccolto le TC cone beam e le scansioni intraorali di 6 pazienti. Sono state definite le posizioni ideali degli impianti e ricavati modelli in resina, sui quali lo stesso operatore ha simulato gli interventi, attraverso i protocolli freehand e fully guided.

Sono stati quindi calcolati i parametri di accuratezza: deviazione angolare e distanze lineari rispetto al nervo alveolare inferiore.

La chirurgia freehand ha portato a una deviazione media di 6.3° e, linearmente, di 1.10 mm a livello coronale e di 1.88 mm apicalmente. Gli stessi parametri, con la chirurgia guidata, sono risultati rispettivamente pari a: 0.78°, 0.35 mm, 0.43 mm.

Lo studio, pur con i limiti di un modello in vitro, in definitiva, fornisce importanti indicazioni riguardo all’accuratezza biologica della implantare. La classica tecnica freehand si conferma accettabile da questo punto di vista. Tuttavia, la chirurgia implantare è risultata significativamente più accurata a tutti i livelli, tranne che a coronalmente, per quanto riguarda asse di inserimento e controllo della distanza.

Per quanto riguarda la cosiddetta safety zone, la distanza di sicurezza dal nervo alveolare inferiore consigliata, dibattuta in letteratura, gli autori indicano un riferimento pari a 3 mm.

Riferimenti bibliografici relativi alla salvaguardia del nervo alveolare inferiore

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34562973/

Chirurgia implantare guidata e salvaguardia del nervo alveolare inferiore - Ultima modifica: 2021-09-30T06:14:06+00:00 da redazione

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