Carie e malattia parodontale sono entità cliniche del tutto separate?

La carie e la malattia parodontale costituiscono le due principali patologie di competenza odontoiatrica e sono accomunate dall'elevatissima prevalenza globale: 2.4 miliardi di persone nel mondo sono interessate da processi cariosi a carico dei denti permanenti, mentre si stima che l'11% della popolazione mondiale sia affetta da parodontopatia severa. Numeri che le indicano come, rispettivamente, la prima e la sesta problematica di salute orale.

Queste due patologie vengono da sempre approcciate come entità cliniche distinte. Eppure, entrambe sono patologie a carattere cronico-degenerativo e, seppur con delle differenze, a eziopatogenesi multifattoriale, con una base batterica legata alla deposizione del biofilm microbico. La comunanza da questo punto di vista è stata dettagliatamente analizzata in un lungo articolo pubblicato da Mira nel 2017 sul Journal of Clinical Periodontology: il processo comune è una disbiosi, ovvero un sovvertimento del bilancio omeostatico tra microbiota orale e ospite, scaturito da cause diverse a seconda della patologia. In entrambi i casi, comunque, sarebbe rilevante il ruolo di quelli che vengono definiti “keystone pathogens”.

Considerando il profilo immunologico, la parodontite e la carie presentano simili pattern di attivazione del fattore di trascrizione (NF-kB), con conseguente rilascio di citochine pro-infiammatorie. Proprio alcune citokine (IL-1, -6, TNF-α e molte altre) sono state indagate come potenziali marker di laboratorio.

Split mouth: indici parodontali in pazienti con carie 

Recentemente, il gruppo di lavoro di Taso ha condotto uno studio volto a valutare il profilo infiammatorio parodontale su elementi dentari affetti da carie, seguiti anche nel periodo-postrestaurativo.

Lo studio, pubblicato su Archives of Oral Biology, ha coinvolto un totale di 81 pazienti parodontalmente sani e non fumatori, ciascuno affetto una lesione cariosa e dotato dell'elemento controlaterale sano, di modo da poter impostare un modello split-mouth. Da ciascuno dei due siti sono stati prelevati campioni di fluido crevicolare al tempo zero, poi a 7 e 30 giorni dal restauro dell'elemento cariato.

L'analisi dei campioni di fluido ha evidenziato, nei denti cariati, dei livelli significativamente più elevati di IFN-γ, IL-1β, IL-2, IL-4 e IL-6 rispetto ai controlaterali sani. I livelli di citochine post-trattamento hanno mostrato, rispetto al baseline, una tendenza generale all'aumento. A seguito del restauro, si osserva un incremento dei livelli di IL-17, una citochina ad azione pro-osteoclastogenica.

Entro i limiti del modello sperimentale e con la consapevolezza di non poter ancora impiegare i marcatori nella quotidianità clinica, lo studio evidenzia come la malattia cariosa possa effettivamente indurre fenomeni infiammatori in grado di intervenire nel deterioramento della salute parodontale. Tali evidenze contribuiscono all'abbattimento dell'assioma che vuole rigidamente separate le due patologie.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31791000

https://www-sciencedirect-com.pros.lib.unimi.it:2050/science/article/pii/S0003996919309392

Carie e malattia parodontale sono entità cliniche del tutto separate? - Ultima modifica: 2020-01-14T07:50:56+00:00 da redazione
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