Dalla carie alla devitalizzazione passando per la polpa dentale

Le patologie della polpa dentale rappresentano sicuramente una delle voci più rilevanti nell’economia di uno studio odontoiatrico generalista, sia dal punto di vista meramente finanziario, sia soprattutto per quanto riguarda i costi biologici che il paziente deve affrontare.

La polpa dentaria è un tessuto connettivo che si caratterizza per vitalità e reattività. Origina dal mesenchima, delimitata dall’organo dello smalto e, sotto di esso, dal sacco dentale; per questo motivo il tessuto pulpare origina ed esprime le proprie funzioni vitali a stretto rapporto con la dentina. Ha infatti funzioni induttive, trofiche e di mantenimento nei confronti di questo secondo tessuto dentario.

Dal punto di vista istologico, presenta perifericamente lo strato degli odontoblasti e, andando in profondità, uno strato povero di cellule, uno densamente cellularizzato, infine il nucleo pulpare. Oltre che gli odontoblasti, la polpa contiene fibroblasti, una rilevante quota di cellule indifferenziate ed elementi difensivi.

Pubblicità

Il video, orientato ad una comprensione del problema da parte dei pazienti, spiega cosa sia una carie e come progredisca fino alla necessità di devitalizzazione

YouTube: please specify correct url

Video updated on Youtube by Checkdent

 

Come noto, l’anatomia dell’elemento dentario presenta una peculiarità: la camera pulpare è costituita come un ambiente chiuso, che riceve apporto nutrizio solamente da una direzione, ossia dal comparto canalare radicolare. Questo comporta che, nel momento in cui la polpa stessa si trovi in uno stato di sofferenza, non esista una “via di uscita” naturale lungo la quale l’infezione possa essere eliminata, il che porta, dunque, alla necrosi dei tessuti.

Verranno ora brevemente rivedute alcune fasi patologiche ben note agli odontoiatri, che costituiscono la classica sequenza degenerativa della condizione fisiologica dei tessuti pulpari di un elemento dentario.

È di fondamentale importanza la conoscenza di questi passaggi, perché nella fase clinica attuativa, essi rappresentano il discrimino fra il mantenimento della vitalità dell’elemento e il trattamento opposto, ovvero la terapia endodontica.

A tal proposito, è utile insistere su di una sottile distinzione semantica all’interno del comune lessico specialistico odontostomatologico: alcuni Autori, infatti, sottolineano la differenza fra la devitalizzazione e la terapia canalare. La prima rappresenta il trattamento endodontico effettuato solamente su di un dente ancora vitale; la seconda può invece essere la terapia attuata su di un elemento che ha perduto la vitalità oppure consistere nella fase successiva alla devitalizzazione, che completa il trattamento endodontico.

In primo luogo, va ricordata la condizione di partenza, la polpa sana. Questa, nel momento in cui viene stimolata dal punto di vista termico, attiva una stimolazione dolorifica di media entità. La risposta, veicolata in massima parte dalle fibre aδ, si autolimita in breve tempo.

Il pericolo principale per questa condizione di compenso è evidentemente la colonizzazione microbica susseguente al progredire di una carie sovrastante. Bisogna però aggiungere che i batteri possono raggiungere la polpa anche per vie differenti da quella ortograda e che questi tessuti possono anche rispondere in maniera patologica a stimolazioni di altro tipo.

Dalla carie alla devitalizzazione passando per la polpa dentale - Ultima modifica: 2015-12-28T08:41:39+00:00 da redazione

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome