Carie dell’infanzia

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Le carie dell'infanzia (early childhood caries) costituiscono un quadro di patologia multifattoriale che, ancora oggi, interessa in maniera rilevante paesi sviluppati sul piano industriale, Stati Uniti in testa, certo con un peso maggiore nelle fasce economicamente svantaggiate. L'American Academy of Pediatric Dentistry (AAPD) fornisce una definizione precisa di carie dell'infanzia, ovvero la presenza di almeno un elemento cariato (sono comprese le lesioni non cavitate), mancante oppure otturato a livello della dentizione decidua entro la soglia dei 71 mesi di età.

Fisher-Owens identifica un totale di cinque domini determinanti nella salute: fattori genetici e biologici, ambiente sociale, ambiente fisico, sistema sanitario e abitudini di salute.

Per tutta l'infanzia, il genitore ricopre un fondamentale ruolo di mediatore della salute orale. Non sempre, però, la famiglia si adegua prontamente alle linee guida odontoiatriche, basandosi su pregresse convinzioni e abitudini.

Al fine di comprendere in maniera più ampia i determinanti della problematica, Finlayson e colleghi hanno condotto uno studio nel contesto di un programma sanitario statunitense (nello specifico a Los Angeles, California), indirizzato alle donne a basso reddito in corso di gravidanza e a bambini fino ai 3 anni.

Gli autori hanno condotto un totale di 24 interviste semi-strutturate a bambini con figli fino ai quattro anni di età, al fine di indagare le potenziali influenze sull'igiene domiciliare, a livello individuale, familiare e ambientale. Oltre che in lingua inglese, i questionari sono stati proposit anche in lingua spagnola.

Diverse madri hanno riferito di eseguire lo spazzolamento per due volte al giorno. In molti casi è stata però riferita una preoccupante tendenza all'opposizione da parte dei bambini.

Sono state poi eviscerate diverse possibili determinanti. A livello individuale, la fase di sviluppo del bambino e il fatto che il legittimino desiderio di indipendenza fosse percepito in maniera negativa. A livello familiare, e materno in particolare, una cattiva igiene applicata su se stessa dalla madre, le sue conoscenze e attitudini riguardo la salute del bambino, le strategie di coping adottate al fine di superare la sopracitata resistenza da parte del figlio, oltre alla presenza di altri modelli familiari possibili. Infine, a livello di comunità e, in questo caso in maniera positiva, le opportunità di condivisione fornite dai meeting previsti dal programma.

In conclusione, in ragione della multifattorialità del modello di patologia, risulterebbe auspicabile l'opportunità di inquadrare i soggetti a rischio nel contesto di programmi specialistici ben coordinati, al fine non solo di educare direttamente i caregiver, ma di permettero loro di superare le barriere che possono ostacolare il fine ultimo, ovvero l'igiene, unica misura preventiva sicura dell'early childhood caries.

Riferimenti bibliografici

https://www-ncbi-nlm-nih-gov.pros.lib.unimi.it:2050/pmc/articles/PMC6660967/

 

Carie dell’infanzia - Ultima modifica: 2019-08-17T07:34:26+00:00 da redazione
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