Bone augmentation in mandibola posteriore tramite tecnica osteotomica “sandwich”

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La tecnica osteotomica “sandwich” con applicazione di innesto osseo interposizionale è stata descritta per la prima volta da Schettler e colleghi, inizialmente proposta allo scopo di implementare la ritenzione di una protesi totale a livello della mandibola anteriore.

In un secondo momento, la tecnica ha trovato maggiore impiego nella bone augmentation di mandibole posteriori atrofiche, soprattutto nei casi in cui l'anatomia ossea fosse insufficiente, da una parte, in termini di diametro al di sopra nel canale alveolare inferiore, ma anche per lo spazio protesico intermascellare ridotto.

La tecnica prevede la mobilizzazione di un segmento osseo osteotomizzato in direzione coronale, al fine di preservarne l'integrità e l'afflusso ematico dalla mucosa linguale. Successivamente, il segmento mobilizzato viene stabilizzato, appunto, tramite l'inserimento di un innesto osseo interposizionale: il complesso viene fissato tramite mini-placche da osteosintesi.

Il razionale della procedura consiste essenzialmente nel mantenimento della vascolarizzazione, il che si ipotizza possa favorire la conservazione della volumetria ossea. il pronunciato riassorbimento osseo viene difatti indicato come uno dei principali svantaggi delle tecniche di innesto a blocco onlay.

Una prima revisione sistematica della letteratura, pubblicata nel 2017 da Kamperos, indica la metodica come adeguata ad assicurare una dimensione ossea verticale, ai fini di una sopravvivenza implantare a lungo termine.

Di recente, Andrea Roccuzzo e colleghi hanno prodotto una nuova revisione sistematica sul tema, al fine di indagare la predicibilità della tecnica nell'incrementare la dimensione ossea verticale, per una successiva riabilitazione implantare a lungo termine.

La ricerca, aggiornata a luglio 2018, ha coinvolto gli studi clinici disponibili su MEDLINE (Pubmed), EMBASE e Cochrane Library, coinvolgenti almeno 10 pazienti riabilitati come indicato e seguiti per un follow-up minimo di 12 mesi a partire dal carico implantare.

Partendo da un pool iniziale di 415 record, 10 articoli full-text sono stati portati all'analisi qualitativa finale.

La media calcolata di altezza ossea disponibile al momento del posizionamento dell'impianto è risultata di 11.3 mm.

Dopo un follow-up medio di 3.7 anni, sono stati evidenziati dati medi di survival rate del 94% e di riassorbimento osseo marginale perimplantare di 1.6 mm.

Il tasso di complicanze dell'osteotomia risulta moderato; la problematica più comune consiste in un disturbo della sensibilità del nervo alveolare superiore. Seppur relativamente frequente (41%, un dato simile a quanto riportato per la distrazione osteogenica), questo ha di norma carattere transitorio e non è in grado di compromettere la terapia.

Alla luce di tali dati, i ricercatori hanno indicato la tecnica osteotomica sandwich come opzione utile, a fini implantari, in presenza di difetti ossei verticali moderati a livello della mandibola inferiore.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31927693

Bone augmentation in mandibola posteriore tramite tecnica osteotomica “sandwich” - Ultima modifica: 2020-01-24T07:22:16+00:00 da redazione
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