Articaina in odontoiatria: revisione sistematica aggiornata

L’impiego di anestetici locali, in odontoiatria, presenta delle difformità su base territoriale: a livello internazionale, riferimento e prodotto maggiormente utilizzato rimane la lidocaina, capostipite a prototipo degli anestetici amidici. In Italia, trova probabilmente più larga diffusione la mepivacaina e anche l’articaina è piuttosto apprezzata.

Questa seconda molecola costituisce un’atipia nell’ambito della stessa famiglia degli amidi. Essa presenta, infatti, un anello tiofenico (C4H4S), il quale le conferisce elevata liposolubilità e altre caratteristiche proprie degli anestetici locali esterici, a cominciare dalla parziale metabolizzazione plasmatica.

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Per quanto riguarda l’efficacia, l’onset anestetico è di 1.5-1.8 minuti a livello mascellare e di 1.5–3.6 minuti per il blocco nervoso mandibolare. L’articaina assicura anestesia pulpare per un periodo compreso tra i 30 minuti e le 2 ore, una durata media superiore a quella di lidocaina e mepivacaina.

Alcuni autori, viste queste caratteristiche, hanno supportato l’articaina come prima scelta nell’anestesia locale odontoiatrica. Martin e colleghi hanno valutato il peso delle evidenze disponibili in questo senso.

Il gruppo di ricercatori australiani ha condotto una revisione sistematica della letteratura: hanno sondato le banche dati Pubmed, Scopus, Emcare, Proquest e Cochrane Central register of Controlled Trials, aggiornate a febbraio 2020, ricercando esclusivamente trial clinici randomizzati che avessero valutato l’uso di articaina al 4% e lidocaina al 2% nell’esecuzione di procedure odontoiatriche di routine.

Il primo screening ha incluso 1449 record, 843 al netto dei doppioni. Di questi, sono stati valutati 44 full text, 12 dei quali sono stati infine portati alla meta-analisi.

I risultati, recentemente pubblicati su British Dental Journal, attestano come l’articaina presenti una maggiore probabilità di successo, rispetto alla lidocaina, in tutti i sottogruppi, con vari gradi di significatività: l’odds ratio complessivo è risultato pari a 2.17. A livello del blocco nervoso mandibolare, l’articaina ha una probabilità di successo pari a 1.5 volte quella della lidocaina: si tratta di un dato particolarmente interessante, dato che può porre parziale rimedio alle limitazioni intrinseche della tecnica anestetica tronculare.

In aggiunta, studi inclusi successivamente nella meta-analisi indicano l’articaina come un’opzione valida già fra i 3 e i 4 anni di età e anche in trattamenti invasivi nella fascia 8-15 anni. Un altro attesta la molecola come maggiormente efficace di lidocaina e anche mepivacaina nell’esecuzione di infiltrazioni anestetiche supplementari.

In conclusione, gli autori supportano l’articaina come anestetico locale di scelta, per efficacia e sicurezza, in tutte le procedure odontoiatriche di routine, nelle principali tecniche anestetiche e, dato forse ancora più interessante, in tutte le fasce di età.

In ultima analisi, va osservato che l’articaina non ha mostrato associazione con tassi maggiormente elevati di effetti avversi.

Riferimenti bibliografici relativi ad articaina

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8286260/

Articaina in odontoiatria: revisione sistematica aggiornata - Ultima modifica: 2021-08-21T06:39:53+00:00 da redazione

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