I principi della radioprotezione raccomandano il risparmio al paziente di qualsiasi esame radiologico non necessario a fini diagnostici, l’utilizzo di tecniche di imaging che non prevedono la somministrazione di radiazioni ionizzanti quando possibile, e l’ottimizzazione degli esami radiodiagnostici effettuati.

Un artefatto rappresenta una distorsione dell’immagine radiografica: può essere determinato dalla presenza, nella zona indagata, di un manufatto protesico. Contando che, nei soli Stati Uniti, ogni anno vengono realizzate circa 2.3 milioni di corone su impianti, la causa odontogena rappresenta una delle più comuni fonti di artefatti nell’ambito dell’imaging medico. Il problema può ripercuotersi nello studio di patologie anche gravi e, di conseguenza, interferire con la prognosi prognosi quoad vitam del paziente.

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Ad esempio, la pianificazione di una terapia radiante a livello del massiccio facciale viene condotta sulla TC. Gli artefatti dentali determinano la rilevazione di valori di Hounsfield Unit (HU) erronei, che si propagano sul calcolo della densità tissutale, potendosi ulteriormente ripercuotere su pianificazione e calcolo della dose del trattamento radioterapico.

Hansen (2017), ad esempio, ha rilevato come, a livello dell’apparato testa-collo, la presenza di artefatti dentali, possa determinare un incremento del volume stimato delle ghiandole parotidi del 7% e, soprattutto, di quello di eventuali masse tumorali del 22%. In più, è in grado di aumentare la variabilità, tra medico e medico, nella definizione dei confini (contouring) delle lesioni stesse.

Non efficiente in termini di costi, soprattutto biologici, pare la soluzione proposta da Kim (2019), che prevede l’acquisizione di una TC supplementare, al fine di acquisire dati aggiuntivi.

Il Radiation Planning Assistant (RPA) è una piattaforma online che ha la funzione di effettuare automaticamente contouring e pianificazione della terapia radiante a partire dalla TC. Recentemente, Hernandez e colleghi hanno messo a punto un tool in grado di rilevare automaticamente, fetta per fetta, gli artefatti dentali in una scansione TC e di valutarne l'impatto dosimetrico. In un lavoro, pubblicato su Computerized Medical Imaging and Graphics, hanno sperimentato l’impiego del tool nell’implementazione dell’RPA. Questo è stato applicato alle TC relative a un totale di 549 pazienti, sottoposte a triplice valutazione clinica.

Il tool ha mostrato dati di accuratezza, la sensibilità e la specificità per-slice, rispettivamente, del 99%, 91% e 99% e riconosciuto il 100% delle TC soggette ad artefatti.

In tutte le pianificazioni, le differenze nel volume delle strutture che ricevevano il 95% della dose prescritta sono risultati inferiori allo 0.25%. Lo studio conferma la validità del tool ma anche la bontà della piattaforma RPA, anche in presenza di artefatti.

Riferimenti bibliografici a proposito di artefatti radiologici

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33845433/

Artefatti odontogeni nella pianificazione radioterapica a livello testa-collo - Ultima modifica: 2021-05-27T06:39:57+00:00 da redazione

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