Aprire alla condivisione per muovere curiosità e innovazione

Curiosità e innovazione sono quelle caratteristiche che animano un ricercatore e che attraverso il metodo scientifico prendono forma e diventano pubblicazioni.

La grande mole di lavoro fatta dagli atenei e dai gruppi di lavoro non trova però piena e capillare diffusione.

Per questo, 11 finanziatori della ricerca europea, che investono centinaia di milioni di dollari all’anno per la pubblicazione di lavori scientifici, hanno già deciso di dare una svolta alle pubblicazioni alle quali contribuiscono.

Un piano per una scienza libera, questo è quello che viene proposto dal “piano S”. Dal 2021 gli articoli saranno pubblicati in modo tale da essere liberamente fruibili e scaricabili da tutti, perché questo ritengono che dovrebbe essere lo spirito della ricerca.

In effetti come dar loro torto. Quando ho scelto di insegnare ho pensato, e penso tutt’oggi, di farlo per condividere, non certo per scrivere un libro che gli altri potessero acquistare per mio profitto o per vedere il mio nome in copertina.

Allora perché non immaginare che tutti i ricercatori e gli studenti del mondo possano accedere liberamente al sapere scientifico, formarsi, confrontarsi e migliorare ciò che è già stato scoperto e documentato.

Ad oggi circa il 40% delle riviste che pubblicano articoli scientifici prevede un abbonamento, un terzo sono definite ibride poiché permettono agli autori dell’articolo di pagare un importo per mettere a disposizione del lettore l’articolo, senza necessità per quest’ultimo di sostenere costi.

La restante percentuale, una minoranza in forte aumento, è rappresentata dalle riviste open-access.

La svolta open-access sembra essere vista di buon occhio da molti atenei prestigiosi, i quali spendono centinaia di migliaia di euro, se non milioni, all’anno per l’accesso alle riviste scientifiche.

Per rendersi conto dell’impatto su un ateneo dei costi per l’accesso alle pubblicazioni scientifiche, vi invito a prendere visione del sito dell’Università della Virginia, che in chiaro mette in mostra i costi sostenuti e previsti in tal senso (https://www.library.virginia.edu/collections/disclosures).

Un altro aspetto positivo della diffusione libera del sapere sono certo che sarebbe la fine della pirateria nell’ambito della ricerca.

Oggi non esiste più la necessità di spostarsi da una libreria all’altra per trovare l’articolo di nostro interesse, grazie ad internet la ricerca è più veloce ed efficiente e basata sulla condivisione tra gruppi di ricerca geograficamente distanti. Di questa liberalizzazione ne usufruirebbero anche i liberi professionisti che vogliono rimanere aggiornati sulle ultime novità che scaturiscono dalle recenti ricerche, professionisti che, viceversa, spesso non essendo inseriti in ambiti accademici possono avere più difficoltà a procurarsi questo tipo di letteratura.

Dino Re
Aprire alla condivisione per muovere curiosità e innovazione - Ultima modifica: 2019-10-07T10:05:48+00:00 da Dino Re
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