Applicazione di tecniche recenti nella gestione di anatomie canalari complesse e non comuni

Fallimento dell'endodonzia:fattori che incidono sulla prognosi di un elemento devitalizzato

Le innovazioni tecniche in ambito endodontico, ad esempio la diffusione dei sistemi di magnificazione, la diagnostica tridimensionale e l’introduzione di prodotti per la sagomatura canalare ad alta flessibilità, hanno reso possibile l’approccio ad anatomie canalari complesse e inconsuete, che si discostano dalle morfologie normali ma anche dalle principali varianti e che spesso, nel passato, non venivano semplicemente riconosciute. La ritenzione di serbatoi batterici può condurre la terapia a insuccesso, anche nel lungo termine.

In questa breve trattazione si fa riferimento a un case report di matrice indiana, che descrive un caso di primo premolare inferiore dotato di 2 radici e 4 distinti canali dotati di altrettanti orifizi. Pur essendo questa specifica configurazione del tutto non comune, non si può dire altrettanto, in senso assoluto, di quella pluricanalare, che sembrerebbe soggetta a predisposizione etnica. I casi di doppia radice si attestano su di un’incidenza dell’1.8%.

Pur trattandosi evidentemente di un caso raro, questo può rappresentare uno spunto per considerare casi di anatomie endodontiche inattese e relativa gestione. Ciò anche viste le sistematiche proposte dagli autori, del tutto rapportabili a una realtà operativa occidentale.

Anatomie canalari complesse: il caso di un primo premolare inferiore

Clinicamente, risultavano inizialmente visibili 3 canali (mesiovestibolare, mesiolinguale e distale), negoziati con un K-file da 10 e preparati, sotto irrigazione alternata con NaOCl al 3% ed EDTA al 17%, fino al diametro apicale di 25 con metodica step-back. Una radiografia periapicale, eseguita per la conferma della lunghezza di lavoro, ha fatto però sospettare la presenza di un ulteriore canale in sede distale. L’appuntamento è stato pertanto terminato con l’allestimento di una medicazione provvisoria.

La paziente è stata inviata all’esecuzione di una TC cone beam settata a un voltaggio di 10 KV con una corrente di 10 mA e un’esposizione di 10.8 secondi. L’immagine tridimensionale ha confermato la presenza di due distinti canali a livello della radice distale.

Nel corso del trattamento successivo, sotto ingrandimento 3.5x e tramite l’uso di punte a ultrasuoni diamantate a forma conica, è stato possibile negoziare il quarto canale, poi trattato con strumenti rotanti fino a un diametro apicale di 30/0.04.

La detersione finale è stata condotta con NaOCl al 5.25% con attivazione sonica. L’otturazione canalare è stata infine eseguita tramite tecnica verticale a caldo seguita da backfilling con guttaperca liquida, metodica quest’ultima indicata dagli autori come molto valida in presenza di morfologie complesse.

Riferimenti bibliografici

J Conserv Dent. 2018 May-Jun; 21(3): 344–347. doi: 10.4103/JCD.JCD_312_16 PMCID: PMC5977788 PMID: 29899642 Unusual root canal morphology of mandibular first premolar and its management: A rare case report Shaik Izaz, Bhargavi Dasari,1 Nagesh Bolla, and Prasanna Neelakantan2 

 

 

 

Applicazione di tecniche recenti nella gestione di anatomie canalari complesse e non comuni - Ultima modifica: 2018-08-17T06:40:33+00:00 da redazione

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