Apparecchi funzionali nel trattamento delle malocclusioni di II classe: impatto sull’articolazione temporo-mandibolare

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L'impiego di apparecchi funzionali nel trattamento delle malocclusioni di II classe, associato alla retrusione mandibolare, si basa sul razionale della stimolazione della crescita mandibolare e nell'ottica del miglioramento del profilo facciale.

L'efficacia dell'effetto scheletrico di riposizionamento anteriore mandibolare è provata dagli studi sul modello animale e confermata dai primi studi clinici, i quali indicano il guadagno di lunghezza mandibolare e induzione della crescita condilare. Su questo punto, studi successivi hanno osservato come la posizione sagittale del bordo anteriore della mandibola fosse solo leggermente influenzata da questo tipo di trattamento: la relazione occlusale di classe II, pertanto, viene per lo più corretta dagli effetti a livello dentoalveolare.

In più vi sono indicazioni secondo le quali il riposizionamento anteriore mandibolare e lo spostamento in direzione inferiore e anteriore dei condili tendano a favorire un rimodellamento adattivo del condilo stesso e della fossa glenoidea, modificando la posizione del disco articolare.

Studiare l'articolazione temporo-mandibolare, in questi casi, è importante proprio al fine di valutare il grado di stabilità mantenuto dal trattamento ortodontico. In più, pare doveroso domandarsi se questo sia in grado di indurre eventuali effetti deleteri sull'articolazione stessa.

Correzioni di malocclusioni II classe ed effetti sull'ATM

La revisione sistematica di Kyburz, recentemente pubblicata su Progress in Orthodontics, si è proposta di studiare proprio gli effetti a livello di ATM dell'apparecchio funzionale nelle malocclusioni di II classe, confrontandoli con pazienti di II classe non sottoposti ad alcun trattamento.

I revisori hanno sondato 9 diversi database (aggiornati a giugno 2019) alla ricerca di trial clinici randomizzati o studi prospettici non randomizzati. Partendo da un pool di 318 record (192 al netto dei duplicati), sono stati considerati ben 80 full text e, alla fine, sono stati inclusi 11 paper, facenti riferimento a 8 studi unici.

Complessivamente, si fa riferimento a un campione di 377 pazienti (età media 10.3 anni, maschi 39.8%). I gruppi caso sono stati trattati con apparecchi funzionali diversi: Activator, Bionator, Forsus, Fränkel, Herbst (combinato con espansione palatina) e Twin Block.

Gli outcome del trattamento sono stati rilevati con RM, TC o TC cone beam, prima e dopo il trattamento, a periodi di follow-up da 6 a 18 mesi. Il complesso degli outcome valutati include spazio articolare, posizione e volume del condilo e della fossa glenoidea, posizione del disco, morfologia scheletrica.

Evidenze pur limitate hanno stabilito che, rispetto ai controlli, il trattamento con apparecchio funzionale nelle malocclusioni di II classe induce:

  • aumento della larghezza del condilo;
  • riduzione dello spazio articolare anteriore;
  • aumento dello spazio articolare superiore;
  • aumento dello spazio articolare posteriore;
  • spostamento verticale della fossa glenoidea.

Allo stato attuale delle conoscenze, comunque, non è possibile definire l'impatto clinico di tali modificazioni.

Apparecchi funzionali nel trattamento delle malocclusioni di II classe: impatto sull’articolazione temporo-mandibolare - Ultima modifica: 2019-11-07T07:35:46+00:00 da redazione
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