Antibiotici e implantologia: un’associazione necessaria?

Effetti degli antibiotici negli impianti dentali: revisione
Effects of Antibiotics on Dental Implants: A Review
Nabeel Ahmad, Najeeb Saad. J Clin Med Res 2012;4(1):1-6

L’ odontoiatra che si trova a dover prendere la decisione di prescrivere o meno antibiotici - come profilassi o terapia per i pazienti che devono sottoporsi a complessi interventi chirurgici - deve avere necessariamente piena consapevolezza della loro efficacia e delle molteplici possibilità di effetti collaterali.

Pubblicità

Lo scopo di questo lavoro è revisionare la letteratura e le informazioni sulla necessità di una profilassi o terapia antibiotica in caso di impianti dentali.

I dentisti sono spesso di fronte alla decisione se prescrivere oppure no gli antibiotici come profilassi nei casi di complessi interventi di chirurgia orale, come gli impianti dentali. Sebbene i professionisti in genere prendano queste decisioni caso per caso, rimane sempre il dubbio della reale necessità della prescrizione o se questo rappresenta un overtreatment.

Di sicuro si può addurre che il fallimento precoce di un impianto è comunemente associato alla sua contaminazione e sovrainfezione da parte di alcuni ceppi di batteri: i più comuni coinvolti in questi tipi di infezioni sono streptococchi, anaerobi cocchi gram positivi e gram negativi.

Questa revisione sistematica della letteratura è stata completata con l’ausilio di banche dati elettroniche - Pubmed, Medpilot e Medline - e le principali parole chiave sono state: antibiotico, profilassi negli impianti dentali, fallimento dell’impianto, osteointegrazione e impianto orale.

Sono stati presi in considerazione stati studi retrospettivi e prospettivi in lingua inglese condotti tra il 1955 e il gennaio 2009.

Degli 853 titoli risultanti dalla strategia di ricerca, 797 sono stati esclusi perché non erano né prospettivi né retrospettivi.
Sei articoli sono stati inclusi nella revisione finale perché corrispondenti ai criteri di inclusione stabiliti dagli Autori.

Dalla loro analisi dei dati gli Autori hanno ottenuto i seguenti risultati: gli impianti eseguiti con l’ausilio di antibiotici hanno garantito un tasso di successo del 96,5%, mentre gli interventi chirurgici eseguiti senza prescrizione di antibiotici hanno avuto un successo leggermente inferiore, pari al 92%.

Gli impianti in cui gli antibiotici sono stati prescritti pre-operativamente hanno portato a un tasso di successo del 96%, quelli associati ad assunzione di antibiotici solo post-operativamente, invece, hanno portato a un successo del 97%.

Il tasso di successo complessivo degli impianti associati ad antibiotici è stato del 96,5% e del 92% in caso di non assunzione di antibiotici da parte dei pazienti.

Sicuramente gli antibiotici garantiscono una maggiore percentuale di successo impiantare, ma gli Autori sottolineano che vi sono anche effetti avversi derivanti dalla loro assunzione, tra cui i più comuni sono: tossicità diretta , reazioni di ipersensibilità, sviluppo a lungo termine di microrganismi resistenti.

La tossicità diretta include disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea e dolori addominali), problematiche ematologiche (neutropenia,

trombocitopenia ed emolisi), nefrotossicità (proteinuria o insufficienza renale), neuropatia (disfunzione dei nervi o neuropatia periferica).

Implicazioni cliniche
Di fronte a interventi di implantologia è consigliabile sottoporre i pazienti a profilassi o terapia antibiotica (a seconda dei casi) pur consapevoli però dei loro molteplici e possibili effetti collaterali.

 

Batteriemia in seguito a chirurgia implantare: risultati preliminari
Bacteremia following dental implant surgery: preliminary results
Nilüfer Bölükbaşı , Tayfun Özdemir , Lütfiye Öksüz , Nezahat Gürler. Med Oral Patol Oral Cir Bucal 2012;17 (1):e69-75.

Gli obiettivi di questo studio sono quelli di indagare l’incidenza di batteriemia, batteriologia e la sensibilità degli antibiotici nei confronti dei batteri patogeni negli interventi di implantologia dentale.

Il sangue in condizioni normali è sterile.

Una batteriemia transitoria si verifica quando i batteri entrano nel circolo sanguigno. Questa può generarsi per svariati motivi.

La batteriemia in Odontoiatria si può verificare spesso in seguito non solo a procedure invasive, come ad esempio estrazioni e chirurgia parodontale , ma anche dopo procedure non invasive, come sondaggio parodontale , cura canalare, trattamenti ortodontici e procedure di igiene orale. In una persona sana, i normali meccanismi di difesa immunitaria riescono a tenere sotto controllo la batteriemia e a contrastarla. I problemi sorgono in pazienti debilitati, con particolari patologie sistemiche - come diabete, patologie immunitarie o cardiache e valvolari - ove le conseguenze di una batteriemia possono essere pericolose. Gli obiettivi di questo studio sono stati:

  • studiare la prevalenza di batteriemia in relazione alla chirurgia implantare;
  • identificare i microrganismi isolati da emocolture;
  • analizzare la suscettibilità agli antibiotici dei batteri rilevati e fornire informazioni sulla profilassi antibiotica da applicare nei pazienti a rischio di IE che prevedono di sottoporsi a un intervento chirurgico di implantologia dentale.

Il presente studio è stato condotto presso la Clinica del Dipartimento di Implantologia Orale presso la Facoltà di Odontoiatria, Università di Istanbul. Il gruppo di studio era composto da 30 volontari (13 maschi, 17 femmine, età media 41±13 anni) selezionati tra i pazienti che soddisfacevano i criteri di inclusione.

Tutti i partecipanti avrebbero dovuto sottoporsi a un massimo di 2 impianti, collocati però senza l’utilizzo di avanzate tecniche chirurgiche (come, ad esempio, il sollevamento del seno o la rigenerazione ossea guidata).

Un totale di 41 impianti dentali sono stati collocati tra il 2006 e il 2008.

I criteri di esclusione che sono stati applicati sono i seguenti: età inferiore a 18 anni, pazienti con patologie sistematiche, fumatori, pazienti con qualsiasi tipo di immunodeficienza, uso sistematico di antibiotici nei 3 mesi precedenti lo studio, uso di routine di antisettici orali da parte dei pazienti, presenza di infezione odontogena (per esempio, parodontite aggressiva, malattie periapicali e pericoronite), pazienti a rischio di IE. I campioni di sangue sono stati raccolti al tempo 0 e 30 minuti dopo l’inserimento dell’impianto dentale e 24 ore dopo l’intervento. Quindi sono stati coltivati in un sistema BACTEC. I batteri isolati sono stati identificati usando metodi convenzionali.

Gli Autori hanno ottenuti i seguenti risultati: non sono stati isolati batteri al tempo 0 e 24 ore dopo l’intervento, mentre la prevalenza di batteriemia a 30 minuti dopo l’inserimento degli impianti dentali è stata del 23% (7/30). Le specie di batteri isolati sono state: Staphylococcus epidermidis, Eubacterium spp., Corynebacterium spp. e Streptococcus viridans.

Implicazioni cliniche
Il clinico deve essere consapevole che l’intervento chirurgico per l’inserimento di impianti dentali è in grado di produrre batteriemia. Pertanto, l’uso delle emocolture e degli antibiogrammi può essere proposto nei pazienti a rischio.


Antibiotici e implantologia: un’associazione necessaria? - Ultima modifica: 2012-05-24T15:56:50+02:00 da Enrico Colnaghi
Antibiotici e implantologia: un’associazione necessaria? - Ultima modifica: 2012-05-24T15:56:50+02:00 da Enrico Colnaghi

1 commento

  1. devo fare 4 impianti nella parte inferiore con conseguente protesi fissa, vorrei sapere quali antibiotici naturali posso prendere prima e dopo l’intervento chirurgico
    grazie Mauro C. da Bologna