Anatomia canalare: molari superiori

L’approccio endodontico ai molari superiori costituisce senza dubbio un’aspetto fondamentale della pratica quotidiana. Si tratta degli elementi dotati delle corone più voluminose all’interno della dentizione umana, adeguatamente sostenuti da un corpo radicolare estremamente robusto, in grado di distribuire i carichi masticatori su porzioni ampie dell’osso mascellare.

La posizione fa sì che questi elementi, difficili da spazzolare adeguatamente, possano essere colpiti in maniera frequente dalla patologia cariosa. Anche l’eventualità di praticare un trattamento canalare risulterà dunque complessa per la posizione, oltre che per l’anatomia canalare.

Anatomia canalare: primo molare superiore

Costituisce l’elemento dentale in assoluto più grande. La massa radicolare presenta una forma tripodica, con una radice palatale più lunga (spesso incurvata vestibolarmente) e due radici buccali grossomodo pari tra loro. Questa configurazione interessa più del 95% degli elementi. Il restante 5% si caratterizza per la fusione fra radici.

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La camera pulpare è contenuta in parte nella corona e in parte nella porzione ancora comune del corpo radicolare.

Le radici palatale e disto-buccale contengono in maniera costante un unico tracciato canalare. Al contrario, la mesio-buccale presenta forse il dato anatomico maggiormente indagato in endodonzia, ovvero la possibile presenza di un secondo canale, il “famigerato” MB2, su cui sono stati ritrovati dati di prevalenza che dal 18% arrivano a superare il 95% tra dati in vitro e in vivo.

Arnaldo Castellucci, uno fra i più importanti nomi dell’endodonzia italiana, sostiene ironicamente che il primo passo per individuare MB2 sia credere nella sua esistenza. Tale affermazione pare ampiamente suffragata dai dati: basandosi sugli studi effettuati a partire dal 1990 (con l’introduzione del microscopio operatorio) sulla popolazione caucasica, pare lecito ritenere la prevalenza quantomeno non inferiore al 65%. Ci si concentrerà invece su altri aspetti, quale la distanza dell’orifizio canalare da quello di MB1 (cade sulla congiungente MB1 e P o mesialmente ad essa) o la possibile confluenza con lo stesso MB1.

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Anatomia canalare: secondo molare superiore

Se la corona è soggetta a maggiore variabilità, non si potrà dire altrettanto delle radici. Il tripode appare tendenzialmente più breve, rettilineo e raggruppato. È stata ampiamente dibattuta la presenza di un secondo canale mesio-vestibolare su questo elemento: i dati sembrano indicare una prevalenza inferiore rispetto al primo molare, ma nel contempo suggeriscono un più ampio ventaglio di configurazioni di Vertucci possibili.

Anatomia canalare: terzo molare superiore

Si tratta dell’elemento più variabile nella specie umana. La maggior parte degli elementi sono triradicolati, ma si possono comunemente trovare casi di fusione fra due o addirittura tre radici o, al contrario, elementi tetraradicolati. Stropko, che nel 1999 esaminò molari superiori alla ricerca di MB2, osservò che in nessuno dei 25 casi nei terzi molari, esso terminava in un proprio forame.

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Anatomia canalare: molari superiori - Ultima modifica: 2017-01-12T07:26:07+00:00 da redazione

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