Aggiornamento delle evidenze sull’efficacia dello spazzolino elettrico sul lungo periodo

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Dottore, io uso lo spazzolino manuale, dovrei passare allo spazzolino elettrico”? Si tratta di una domanda che qualsiasi clinico – odontoiatra generalista, specialista parodontologo o igienista dentale – si sente rivolgere di frequente.

Ciò che il paziente si aspetta, anche inconsapevolmente, dal medico, è una risposta precisa, non commercialmente orientata e, quindi, basata sulle evidenze scientifiche effettivamente disponibili.

A questo proposito, Pitchika e colleghi, nella prima metà del 2019, hanno pubblicato su Journal of Clinical Periodontology i risultati a lungo termine di uno studio longitudinale volto a indagare l'impatto dello spazzolino elettrico (più correttamente powered toothbrush) sulla popolazione adulta, in termini di salute parodontale, malattia cariosa e rischio di perdita di elementi dentari.

Lo studio è stato impostato in maniera retrospettiva nell'ambito di una coorte tedesca di quasi 2.200 partecipanti, seguiti fino a 11 anni (1500 di questi) e ha confrontato gli strumenti elettrici con lo spazzolino manuale.

I ricercatori hanno raccolto le informazioni relative alle abitudini di spazzolamento al baseline e studiato gli indicatori di salute orale lungo il follow-up.

I partecipanti che hanno usato lo spazzolino elettrico hanno sofferto di un aumento medio di sondaggio inferiore di 0.09 mm e di una perdita di attacco clinico inferiore di 0.19 mm rispetto al gruppo controllo. Per quanto riguarda la malattia cariosa, in questi pazienti il decayed, missing, and filled surface index è risultato inferiore di 1.32 unità. Il tasso di perdita di elementi dentari è risultato infine inferiore di 0.36 unità.

Lo studio suggerirebbe, pertanto, l'effetto protettivo dello spazzolino elettrico sul lungo termine.

Revisionando il lavoro per il Journal of the American Dental Association, Romina Brignardello-Petersen ha definito le differenze relative agli indici parodontali difficilmente rilevanti per il paziente. Per quanto riguarda carie e perdita dentale, le differenze sono molto piccole se spalmate sul lungo periodo considerato e, per questo motivo, possono essere a loro volta reputate clinicamente irrilevanti.

Di fronte a queste evidenze, ricollegandosi all'incipit dell'articolo, il professionista deve ricavare delle indicazioni cliniche. In questo caso, dunque, in assenza di una direzione netta, può risultare consigliabile affidarsi al buon senso, soppesando le caratteristiche del paziente. Un soggetto in crescita potrebbe essere fidelizzato all'igiene orale e alla costanza nelle manovre complementari (come il filo interdentale) esercitando la propria manualità con lo spazzolino manuale. Al contrario, un paziente pur motivato ma non più giovanissimo potrebbe avere più difficoltà ad acquisire le tecniche di spazzolamento raccomandate e, pertanto, potrebbe apprezzare maggiormente uno spazzolino elettrico.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31115952

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31540662

Aggiornamento delle evidenze sull’efficacia dello spazzolino elettrico sul lungo periodo - Ultima modifica: 2019-11-08T10:00:02+00:00 da redazione
Aggiornamento delle evidenze sull’efficacia dello spazzolino elettrico sul lungo periodo - Ultima modifica: 2019-11-08T10:00:02+00:00 da redazione
Aggiornamento delle evidenze sull’efficacia dello spazzolino elettrico sul lungo periodo - Ultima modifica: 2019-11-08T10:00:02+00:00 da redazione

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