Agenesia del terzo molare e alterazioni craniometriche

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A livello mondiale, la prevalenza dell’agenesia del terzo molare è attestabile intorno al 20% (più frequente a livello dell’arcata superiore e nel sesso femminile, con differenze su base etnica), il che ne fa verosimilmente la più comune anomalia della dentizione umana.

In ambito ortodontico, il ruolo del terzo molare attira l’attenzione dei clinici in relazione alle conseguenze di una sua malposizione. Lo studio “di popolazione” condotto da Moghadam e pubblicato a metà 2018 sul Journal of International Society of Preventive & Community Dentistry, si è domandato il potenziale ruolo dell’agenesia del terzo molare dal punto di vista ortodontico.

Le agenesie, in effetti, sarebbero, almeno secondo alcuni autori, potenzialmente correlate alle alterazioni scheletriche, quali ad esempio le schisi o, più semplicemente, quelle craniometriche.

Il protocollo di studio consiste in un allestimento cross-sectional su record radiografici e ha coinvolto un totale di 82 pazienti con almeno un’agenesia di ottavo, che sono stati confrontati con un gruppo numericamente pari di pazienti controllo, afferenti allo stesso centro di cure. I gruppi risultano omogenei anche dal punto di vista dell’età, che per entrambi si attestava mediamente appena prima dei 25 anni.

L’analisi, come anticipato, ha interessato le immagini radiografiche, sulle quali uno stesso operatore ha tracciato le misurazioni cefalometriche. Alcune di queste stesse misure sono state esse stesse l’oggetto del confronto tra casi e controlli.

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Dal punto di vista statistico, oltre a media e mediana, è stato condotto un test t di Student su campioni indipendenti.

Rilevazioni cefalometriche e agenesia dei terzi molari

L’analisi dei risultati evidenzia un valore significativamente inferiore degli angoli SNA e ANB all’interno del gruppo esposto ad agenesia. Tale indicazione risulta supportata da indagini precedenti e sarebbe indicativa di un legame con una tendenza all’ipodivergenza.

Differenze significative sono state ritrovate anche su altre due misurazioni, l’angolo goniaco inferiore e della somma degli angoli S-A-Go (queste a favore del gruppo controllo). Un ridotto angolo goniaco è rappresentativo di una direzione di crescita maggiormente orizzontale della mandibola, con una tendenza alla rotazione antioraria della stessa e, quindi, alla brachicefalia. Il secondo dato sarebbe invece influenzato dal primo.

Gli autori si sono infine soffermati sulla revisione delle evidenze attualmente disponibili in letteratura. Attualmente questa deficita di criteri che permettano la messa a punto di revisioni sistematiche dedicate all’effettiva correlazione fra agenesia del terzo molare e alterazioni craniometriche. Gli autori concludono comunque con fiducia nel confermare l’associazione con le misure sagittali e verticali.

Le revisioni sistematiche sono attualmente limitate ai fattori predittivi, morfologici e demografici, delle agenesie stesse.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6071352/

Agenesia del terzo molare e alterazioni craniometriche - Ultima modifica: 2019-01-06T07:00:48+00:00 da redazione

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